VIA del REVISIONISMO
Alessandro Pavolini nasce a Firenze il 27 settembre del 1903 e fin dall' infanzia manifesta vivo interesse e talento per le discipline letterarie. E' uno studente disciplinato, tanto da laurearsi in Giurisprudenza e Scienze Politiche in due Atenei, quello di Firenze e quello di Roma. E' proprio a Roma per impegni universitari il 28 ottobre del 1922, quando decide di unirsi alle Colonne Fiorentine di camicie nere per la parata finale seguita alla nomina di Mussolini a Primo Ministro. Pavolini, oltre ad essere collaboratore di riviste letterarie, scrittore di saggi politici, romanziere ("Giro d' Italia" e "La Disperata"), corrispondente del Corriere della Sera e direttore de Il Messaggero (su nomina del Duce nel 1943), è un fascista e rappresenterà per l' Italia l' equivalente di Joseph Goebbels per la Germania. Entra a far parte nel 1932 del Direttorio Nazionale del Partito e nel 1934 viene eletto deputato. Nel 1935, insieme al caro amico Galeazzo Ciano, parte volontario per la Guerra d' Africa (comanda una squadriglia che porta il nome di una squadra d' azione fiorentina: La Disperata) e il 31 ottobre del 1939 diventa ministro del Min.Cul.Pop.. Caduto il fascismo fugge in Germania, poi aderisce alla Repubblica Sociale ed è proprio lui, neo-segretario del P.F.R. (Partito Fascista Repubblicano), ad invitare Mussolini ad assumere la guida del nuovo regime, considerandolo "il capo naturale" di quest' ultimo. E' sempre lui a
chiedere la condanna dei "traditori" del 25 luglio e a ricostituire le "Brigate Nere". Nel 1945 la R.S.I. è agli sgoccioli; Pavolini vuole organizzare l' ultima resistenza in Valtellina, ma viene intercettato (25 aprile) lungo il tragitto da Milano a Dongo dai partigiani della 52a brigata garibaldina, che lo fucilano il 28 aprile dopo un inutile tentativo di fuga a nuoto nel lago.
A Rieti la Giunta di centro-destra, guidata da Giuseppe Emili (A.N.), ha deliberato all' unanimità (su proposta di Chicco Costini, presidente provinciale di A.N. e fedelissimo di Alemanno) l' intitolazione di una strada ad Alessandro Pavolini in quanto "intellettuale toscano" e "amante della montagna" (dove si nascose al momento della fuga da Roma). Dopo quella vergognosa scritta DUX (sul Monte Giano) del 1939 vasta otto campi da calcio e visibile da Roma (specie dopo il restauro voluto dalla Regione di Storace...), nel Reatino avranno anche una via con il nome di uno dei più feroci squadristi del ventennio. " E' irrilevante che fosse un gerarca fascista, la scelta di una strada per lui è frutto del legame che aveva con la nostra montagna ", queste le parole vergognose di Emili.
Una tale mancanza di rispetto non ha eguali in Italia ed è uno sputo in faccia all' A.N.P.I. e a tutte le vittime degli eccidi nazifascisti di Leonessa, di Poggio Bustone e delle Fosse Reatine.






























































Questi cialtroni, sapendo di essere nel torto, millantano il legame di Pavolini con la montagna. Attendo con ansia Via Mussolini a Pozzuoli, in onore di Alessandruccia "intellettuale partenopea , immagine delle donne impegnate in politica".
Sdegno é l'unica parola che mi viene in mente a leggere queste cagate. (Comment this)
una parte della nostra storia porta questo nome in fondo...ci sono vie che hanno nomi molto meno legati a noi e non meno meritevoli di biasimo che la sovracitata "via Pavolini"...
Io un po invidio la "prospettiva Nevskij" ma lo sentite che nome???
O una bella "Trench Town"...
Io vivevo in via Tommaso Arcidiacono...mica ci esce bene una canzone...
i revisionisti siete voi...senza offesa...nel senso che siete della stessa pasta :))) (Comment this)
MANIFESTAZIONE IN RICORDO DI CARLO GIULIANI, UN RAGAZZO UCCISO DAI CARABINIERI MENTRE RACCOGLIEVA UN ESTINTORE (Comment this)
comunque no certo che una via come via della pedofilia non trova proprio giustificazione...(anche se ultimamente hanno proposto da qualche parte, tipo finlandia o non so bene dove un partito pedofili e allora forse la giustificazione si troverebbe).
Ho scritto sopra...ad esempio una via Mao Tse Tung...Ho Chi Min...
Dico solo che non mi piace negare nulla della mia storia, anche se posso non approvarla (e nello specifico di Mussolini ho nella testa un ritratto che me lo descrive un po un deficentello)...in Italia è stato un uomo con uno spessore notevole.
Su questo tale non mi esprimo per nulla che non lo conoscevo nemmeno, prima che tu ne scrivessi. (Comment this)