
Ci sono libri che si leggono nell' arco di una nottata e il mattino dopo sono già nel dimenticatoio, altri, attraenti per il dipanarsi della trama o la bellezza della narrazione, una volta finiti, lasciano dentro solo la sbiadita memoria di una storia che hai sentito raccontare e di cui non ricordi i particolari. Poi ci sono i libri che ti cambiano la vita. Te la cambiano perchè ti aiutano a leggere te stesso. IT (1986) di Stephen King per me è stato uno di loro. Questo romanzo horror è considerato dai fans dello scrittore americano, e da King stesso, la sua opera più riuscita ed è stato creato con l' ambizioso intento di rappresentare tutte le paure e le brutture che la vita ci presenta quotidianamente , riunendole nella figura di un' entità maligna la cui vera forma non può essere osservata da essere umano senza che questi ne perda il senno. IT è come un virus silente ed eterno che dorme sotto l' immaginaria Derry,collocata geograficamente nel piovoso Maine, condizionandone la vita e destandosi ogni 27 anni per compiere il suo osceno pasto di sangue innocente. Le sue vittime preferite sono i diversi, i deboli, gli ingenui e soprattutto i bambini, di cui può sfruttare la fantasia e ai quali è solito presentarsi nelle vesti dell' ammaliante e demoniaco Pennywise, il clown del circo. Tale bestia primordiale rappresenta la metafora dell' ipocrisia, del razzismo, dell' invidia, dell' omertà, dell' odio, dell' emarginazione...IT è la società moderna in tutte le sue devianze. A chiunque di noi sarà facile riconoscersi in uno dei protagonisti del libro: Bill Denbrough (il balbuziente), Ben Hanscom (il grassone), Mike Hanlon (il nero), Stanley Uris (l' ebreo), Beverly Marsh (la ragazzina bella, ma povera), Eddie Kaspbrak (l' asmatico con la madre soffocante), Richie Tozier (il quattr' occhi impertinente). Tutti loro nascono perdenti e guadagnano il rispetto del mondo lasciando Derry (l' unico a non migliorare la propria condizione sociale è Mike, che rimane in città a vegliare il sonno del mostro) e imparando a combattere la paura. Quando si cresce una delle prime lezioni che s' imparano è anche la più importante: spesso si perde, ma farlo lottando ti lascia in bocca un sapore che non è poi così sgradevole. Sono più di mille pagine, ma la lettura è scorrevole e se ne ricavano spunti interessanti, lo consiglio a tutti...