
C' erano una volta tre amici della parrocchietta: Pier, Silvio e Gianfranco. I nostri protagonisti erano molto diversi, ma vivevano nello stesso paese, il "Paese di Pulcinella", e, avendo parecchi interessi in comune (facevano gli animatori di popolino: illusionismo, equilibrismo...), avevano deciso di andare a vivere in una casa-azienda tutta loro, la "Casa delle Libertà", all' interno della quale era stato consegnato immediatamente a Silvio il ruolo di leader maximo. Tutti loro facevano sacrifici: pulivano (i conti di Silvio...), lavavano (la reputazione squadrista di Gianfranco...) e si divertivano anche sul lavoro (dando incarichi di responsabilità ad Umberto, un folkloristico amico di Silvio che sembrava affetto da sindrome di Tourette...). Per un po' le cose erano andate a meraviglia e avevano preso il quasi totale controllo del mercato dell' intrattenimento, poi Pier aveva cominciato a farsi delle domande sul presente e sul futuro: perchè Silvio era sempre al centro dell' attenzione e di lui non parlava mai nessuno? Quando si erano uniti Silvio era in grossi guai e ora che le cose andavano non li aveva nemmeno ringraziati...Perchè decideva sempre da solo? Perchè aveva affittato il soppalco della "Casa delle Libertà" a quei contadinotti coi fazzoletti verdi facendola diventare un "casino"? E allora Pier aveva deciso. La nuova stagione lavorativa stava per iniziare e così aveva preso Gianfranco da parte e gli aveva proposto di separarsi da Silvio: "lui ed il suo circo ci faranno affondare", aveva detto accorato. Si sarebbero creati un' azienda tutta loro, con un nome nuovo, un posto ordinato ed asettico che non fosse così chiassoso e maleodorante. Un ambiente confortevole e moderato che non fosse visitato continuamente dalla polizia (che continuava a chiedere di Silvio...) e da quei beoti verde vestiti guidati da Umberto. Gianfranco era sembrato allettato e gli aveva lasciato intendere che se ne poteva riparlare, che era una buona idea, ma bisognava aspettare, perchè Silvio gli faceva comodo, aveva un sacco di soldi ed era amico di parecchia gente, quindi conveniva aspettare che i clienti (il popolino) e gli amici si fossero stufati di lui prima di lasciarlo. E così Pier aveva aspettato con pazienza, ma sul più bello, quando Silvio era in declino e cominciava a perdere consensi nel giro del business, Gianfranco, invece di affossarlo e andarsene, l' aveva sostenuto, voltando le spalle a Pier e strizzando l' occhio a quel buzzurro di Umberto. Pier era impazzito di rabbia, ma aveva dovuto fare buon viso a cattivo gioco. Sospettava che Silvio, capito tutto, avesse convinto Gianfranco promettendogli la luna, ma era troppo tardi, gli affari andavano male ed era il momento di mettersi in proprio. E allora che fare? Pier si era messo alla ricerca di nuovi partners per portare avanti il progetto che Gianfranco aveva snobbato e ne aveva contattato qualcuno nello stabile accanto, la "Cooperativa Unione", nuova leader dell' animazione sul territorio dell' amato "Paese di Pulcinella"...il resto della storia è ancora da scrivere, chissà come andrà a finire...
Cmq Casini si troverebbe bene nell'Unione, è piena de democristiani. (Comment this)