L' OPINIONE DI CHI SA
Intervista de il Messaggero al direttore del Centro Studi e Ricerche sulla Sicurezza Pubblica Maurizio Martinelli:
Dottor Maurizio Martinelli, lei è un poliziotto. Che vuol dire togliere la polizia dagli stadi? "La terrei solo in retrovia. Oggi basta una divisa per scatenare la follia, il celerino è il nemico da abbattere. non c' entrano più risultato e classifica." Può sembrare una resa... "Tutt' altro. E' una responsabilizzazione. La bonifica dello stadio affidata ai tifosi stessi. A Treviso, l' anno scorso, sono stati loro, i tifosi, a denunciare chi aveva lanciato una bomba carta in campo. E' una battaglia di civiltà" Non c' è il rischio di abusi? Prendiamo il caso di tifoserie divise, chessò, pro o contro un presidente "Servono dei corsi. Non è che si nasce Steward. Li abbiamo già fatti, anni fa, per iniziativa dell' Università Cattolica di Brescia, proprio in collaborazione con la Polizia. Bisogna abituarli al contatto, al dialogo. Poi vanno pagati dalle società, svolgono un lavoro." Così è stato debellato in inghilterra il pericolo Hooligans? "Arginato (arginare è ben diverso da debellare...n.d.r.). In Inghilterra non esistono commistioni fra tifosi, ciascuno pensa alla propria squadra. Ma è altrettanto vero che i più violenti si ritrovano fianco a fianco quando seguono in trasferta la loro nazionale. L' impostazione è diversa." In Italia c' è pure il fenomeno degli ultràs gemellati "Noi lo abbiamo denunciato con nomi e cognomi. Capita che i tifosi del Milan, cui è inibito l' accesso a SanSiro, la domenica si siano spostati nella curva bresciana a creare incidenti: li abbiamo anche arrestati. O che gli atalantini vadano a Varese. La chiamano 'migrazione' della violenza" Alleanze politiche? "Riduttivo dirlo. C' è un' analisi del Ministero: si è stabilito che il 20% delle tifoserie calcistiche si dice di sinistra, il 25% di destra, mentre il 55% sono del tutto apolitiche. Il dato certo è che molti gruppi organizzati non esistono più, il pericolo sono i cosiddetti cani sciolti. La novità che stiamo monitorando sono i 'gruppi di quartiere', che si muovono in bande (stile American Gangs...n.d.r.)." Quello che balza agli occhi è il numero di minorenni coinvolti. Gli arresti di Catania sono eloquenti "Minorenni autori e minorenni vittime. Accade in ogni ambito della società. Penso ai cosiddetti delitti di famiglia, allo spaccio della droga, al bullismo in generale. La criminalità organizzata pesca sempre più a piene mani fra i giovanissimi" Ci può essere una spiegazione? "Per quanto riguarda gli stadi la sostanziale impunità. Il Daspo allargato ai minorenni è sacrosanto. Ma c' è un altro fatto da non sottovalutare: il ricambio generazionale. Dicevo dei tanti gruppi ultrà che si sono sciolti. Bene, si sta scatenando in molte curve la corsa alla leadership. Magari basta un coltello in tasca, un passamontagna, un petardo lanciato contro la polizia per salire di rango. Chi è più violento conta di più nelle nuove gerarchie." Una questione di visibilità? "L' apparire per loro è fondamentale. Un po' come partecipare a certe trasmissioni tv. Li fa sentire potenti, rispettati. Li esalta. Badi che Catania non è un caso. Le tifoserie delle tre squadre siciliane, per esempio, stanno uscendo da un lungo anonimato. Dalla C alla A che conta. Vogliono farsi largo nel mondo ultrà. E sfuggono al controllo dei leader di un tempo" Da addetto ai lavori, la convince il decreto appena varato? "Si basa su nostre vecchie battaglie, è un buon cappello normativo da cui partire. Però è chiaro che bisogna andare alla radice, che resta l' educazione dei giovani, visto che è di loro che stiamo parlando. Il supporto deve venire dalla scuola e dalle famiglie. I valori vanno insegnati, i figli seguiti."
Che strano....l' opinione del Dottor Martinelli non si discosta poi tanto da quella di un exFedayn...sarà anche lui uno stupido tifoso di calcio???






























































suonano le campane
piangono le p....ane,
coi loro protettori
Ma quando muoio io
non voglio gesucristi
ma solo gagliardetti
dei Fedayn teppisti
Fe-Fe-Fedayn!"
immagino che anche questo simpatico inno al teppismo fosse una proditoria azione denigratoira dei bimbi laziali. Intendiamoci, non che roba simile costituisca un pericolo in sè, ma è indice di una sottocultura antagonista che aleggiava in certi ambienti già negli anni 90 e che oggi ha dato frutti più ceh amrci e con la quale sarebbe ora di tagliare.
Insomma, se la parte malata del tifo è quella che fa teppismo e quella buona è quella che si proclama teppista ma poi tutt'al più tira qualche fischiabotto, non c'è tanto da stare allegri e io ci penserei 10 volte prima di affidare compiti di sicurezza negli stadi a sta gente. (Comment this)