LA SINISTRA RADICALE...
...perchè no?...
Cos' è la "Sinistra Radicale"? Da chi è stato coniato questo termine? Tale definizione fu partorita dalla Destra all' alba della nascita dell' Unione per indicare tutte quelle forze politiche che si distaccavano dall' ala "riformista" del Centro Sinistra (Ulivo, Udeur e Idv). Lo scopo, piuttosto elementare invero, era quello di dare un nome a tutte le paure reazionarie dei moderati, destrorsi e non, in modo da racchiudere in un unico concetto, volutamente fumoso e pittoresco, correnti politiche evidentemente diversificate (PdCI, Prc e Rnp), movimenti di protesta di ogni genere e sindacati che non strizzavano l' occhio ai potentati (Cgil).
La Sinistra Radicale rappresenta ormai per tutti i centristi la "palla al piede" del Riformismo, il peso morto che affossa i progressi, altrimenti agevoli, del nostro Paese. Dopo la crisi del Governo Prodi, l' Unione, a cominciare da D' Alema, non ha perso occasione per puntare l' indice accusatorio dello sdegno contro PdCI, Prc e Verdi ed esultare per l' arrivo di Follini, paventando la possibilità di un rilancio del riformismo come conseguenza del ridimensionamento del peso della sinistra radicale all' interno della coalizione di maggioranza. Perchè questo? E' abbastanza ovvio. L' Ulivo è ormai totalmente colluso con i "poteri forti" (Chiesa, Confindustria, U.S.A.) e la crescita di consensi che stava premiando l' azione di PdCI, Prc e Cgil, oltre a costituire un ostacolo alle derive centriste di questo esecutivo, lo preoccupava non poco in ottica di future elezioni. E allora, in previsione di prossimi aspri scontri sui terreni delle riforme (Pensioni, Legge elettorale, Grandi Opere, Precarietà), quale metodo adottare per zittire i "comunisti" (i sindacati erano già stati annullati indicandoli artatamente come fucina delle nuove BR...) se non quello di farli passare per responsabili unici di una crisi di governo ampiamente prevista, se non strumentale? Poco importa che nella schiera dei "no" senatoriali facessero bella mostra di sé Andreotti (voce della Chiesa), Pininfarina (voce della Confindustria), Cossiga (voce di Stati Uniti e sclerosi) e De Gregorio (voce della ruffianeria a pagamento), la paternità della colpa è andata senza tentennamenti (tramite solita tambureggiante campagna mediatica) a Rossi (ex PdCI) e Turigliatto (ex Prc). Giordano e Diliberto si sono affrettati a chiarire che non trattavasi di voto politico, che i due "no" erano frutto di posizioni assolutamente personali , ma ormai i buoi erano scappati... Da giorni le Segreterie di PdCI e Prc (che i sondaggi post crisi danno in vistoso calo) sono tempestate da mail di protesta di elettori terrorizzati dall' instabilità di questa coalizione e dalla paura di un ulteriore, tragico, governo Berlusconi.
Come rimediare? Il primo passo consiste nel rafforzare la propria posizione all' interno della coalizione rimanendo
fedeli al Patto Politico e focalizzando i propri sforzi su obiettivi più importanti di Dico e Basi Americane. Le vere battaglie, quelle vitali per il proletariato, vanno condotte su Pensioni, Precarietà e Legge Elettorale (non cito la Legge sul Conflitto d' Interessi, perchè ho smesso di sperarci...), è ora di metterselo in testa. Prodi non è molto meglio di Berlusconi, ma un nuovo governo del Cavaliere ci porterebbe verso il baratro (Controriforma delle Pensioni, Aumento del Bellicismo, Precarietà, Grandi Opere a prescindere dalle esigenze ambientaliste, Legge Elettorale Maggioritaria che elimini le correnti minori). Il secondo passo è quello di rendersi conto che un partito che abbia meno del 10% o non conti sull' appoggio dei Poteri Forti, in sede di governo sarà sempre messo da parte. Come ovviare a questo? Andando a formare nella realtà quella Sinistra Radicale già presente nell' immaginario della gente. Un partito formato da PdCI, Prc, Verdi e dissidenti Ds contrari al neo Partito Democratico. Una forza politica che raccoglierebbe agevolmente il 10-12% dell' elettorato di sinistra e che potrebbe così permettersi di far sentire con forza la propria voce in sede decisionale. I tempi sono maturi e i compagni sentono la mancanza del vecchio PCI...diamogli qualcosa di analogo. Il nome?....Già c' è....Sinistra Radicale va bene.....






























































Brigate rosse quattro sfigati che si fanno beccare in motorino dichiarandosi prigionieri politici,ma per piacere.
come già ti dissi una volta,Capelli,io non mi considero nemmeno più di sinistra,visto che la sinistra è questa.
Ho avuto una sola bella soddisfazione in quessti ultimi mesi:Scalzone,che comunque da quando è tornato in Italia non sta facendo altro che casini e comparsate come una soubrette(ma amici che lo conoscono bene dicono essere il suo carattere vulcanico),l'altra sera in tv,dopo essersi preso una botta di "assassino"da Scajola,gli ha risposto che assassini sono semmai quelli che hanno ammazzato un suo colllaboratore da lui definito "un gran rompicoglioni".
Scajola verde in faccia e muto (Comment this)
L'unica vera regressione potrebbe essere rappresentata dai NO-TAV, via di fatto impraticabile, ma comprensibile visto l'oceano di denari pubblici sperperati per un operazione così ghiotta.
Sulla riforma della legge elettorale non credo ci siano contrasti in nessun schieramento, gli effetti del sistema attuali sono sotto gli occhi di tutti: impossibile immaginare di andare avanti così con coalizioni con forze politiche così radicalmente diverse.
L'idea di riunire sotto un unica bandiera rossa la sinistra sarebbe la soluzione più corretta e produttiva in termini di numeri, ma si scontra con un principio indissolubile che sta alla base del comportamento del genere umano: per dividere gli bastano 5 minuti, per riunire gli serve una vita. a Quanto pare si divide tutto ciò che è divisibile.
Qui da noi, nella nostra piccola comunità di rossi ci siamo posti la domanda e ci siamo dati la peggior risposta possibile. Siamo tre gatti anche messi insieme.
personalmente comunque farei carte false pur di riunificarci tutti, forse servirebbe un appello nazionale, ma non so se basterebbe a convincere anche PDL, CARC, AC.
Quanto al nome "Sinistra radicale" scusa se preferisco "Sinistra" e basta.
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ma, effettivamente, ciò che dice Nalia non è da sottovalutare, le divisioni anche nella sinistra radicale ci sono state e ci sono....
ma la prospettiva rimane interessante. (Comment this)
Il nostro paese attualmente é nelle condizioni di tanti paesi che scelsero la rivoluzione per risolvere i loro problemi, molto simili ai nostri.
La prima cosa di cui l'Italia deve disfarsi sono i partiti politici, nel senso di slegare dal punto di vista economico ogni partito o associazione politica dal denaro pubblico. Chi vuole dare del denaro al parroco potrà farlo ma avrà anche la possibilità di donarlo a rutelli per esempio...e, come per il parroco, per rutelli quelli saranno gli unici soldi che il suo partito potrà incassare....basta rimborsi spese elettorali e compagnia cantante.
In secondo luogo limitare a rimborsi spese e compensi forfettari le prestazioni di qualsiasi politico o manager di ente pubblico (pensavo a scaglioni dai 1000 ai 5000 euro al max).
La politica in Italia é una professione (che a volte si trasmette in linea ereditaria) e ciò é profondamente sbagliato.
Le persone di buon senso in Italia non siedono in parlamento e non sono neppure impegnate politicamente....
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