Sabato 19 May 2007

LETTERA DI UN PAPA'

da "il Messaggero"

ROMA - Mi chiamo Giampiero Barracchini e sto scrivendovi dal Forlanini, reparto Psichiatria, mentre ogni tanto guardo il letto dove dorme profondamente, per gli effetti dei farmaci, quello che è rimasto di mio figlio Alessandro. Mentre lo guardo mi accorgo che non solo l'ho perso per sempre a livello mentale, ma è cambiato anche fisicamente: il viso gonfio e bianco,capelli unti e sporchi, grasso e con una pancia grandissima.

Ma quello che mi colpisce di più sono le mani con delle unghie lunghe ed affilate come lame pronte a colpire. Appena finisco di scrivere gliele taglierò per impedire che si faccia male o lo faccia ad altri. Puzza, quindi dovrò lavarlo come facevo a Villa Armonia venti giorni fa quando era stato legato al letto, perché aveva avuto una forte crisi violenta aggredendo un altro paziente in quanto pensava volesse uccidere Dio e poi dare la colpa a lui. Credetemi,è un brutto spettacolo. Ora che ci penso ,è una settimana che non venivo al Forlanini e forse si sono "dimenticati" di accudirlo un po'. Come al solito dovrò discutere con gli infermieri e con i dottori.

Forse starò dando l'impressione di persona cinica e insensibile per come presento una situazione così triste, ma dopo quasi quattro anni di vero inferno e mille ricoveri in strutture brutte e inadeguate, il cuore di un Padre si spacca in due dove una parte soffre pene indicibili, l'altra cerca di andare avanti con le unghie e con i denti per cercare di non mollare. Se impazzisco anche io, chi si occuperà di questo ragazzo che una volta era mio figlio? La madre,da cui sono divorziato da circa venti anni si è rifatta un'altra vita, giustamente, e non se l'è mai sentita di vedere suo figlio in queste condizioni.

Ha solo ventidue anni e la sua vita non è stata per niente bella (sto parlando di Alessandro). Neanche la mia. Comunque volevo dirvi che la settimana che non sono potuto andare in reparto, era perché non ci fanno entrare (a noi genitori, parenti o semplicemente amici), perché c'è la scabbia, sapete, quella malattia che ti fa grattare fino a scarnificarti la pelle. Ma che importa, questa è spazzatura e non esseri umani con gravissimi handicap. I casi gravi come quello di mio figlio sono i peggiori non tanto per la patologia in sé, molto difficile da curare (è schizofrenico e molto violento nelle sue crisi peggiori ) quanto per il disinteresse che c'è da parte di quasi la totalità di chi opera in questo campo molto complicato e nessuno, ripeto, nessuno mi venga a dire che c'è gente che ha dedicato la propria vita a questa professione.

Questa non è una professione, è una MISSIONE che uno deve sentire veramente dentro perché sa, a priori, a quello a cui va incontro altrimenti vai a fare l'impiegato di banca e timbri pratiche tutto il giorno. Chi crede che basti una puntura o semplicemente una pasticca e il gioco è fatto, si sbaglia di molto. Durante questi anni ho conosciuto e frequentato tanti di quei dottori e infermieri e strutture, da diventare un esperto mio malgrado. C'è un rimpallo di responsabilità spaventoso. Ti sbatti a destra e sinistra, viri al centro, derapi sull'orlo del precipizio ma non vedi mai luce.

Nessuno si assume la responsabilità (vista l'impossibilità di poter tenere a casa una situazione così difficile da gestire: io e miei familiari negli anni abbiamo subito gravi danni fisici come, per esempio, l'aggressione a mio padre di 76 anni con conseguente frattura scomposta del setto nasale, cinque minuti dopo essere usciti dal CIM della X circoscrizione) di trovare una struttura adatta a casi del genere. Vi faccio una domanda facile: se fossi stato in grado di gestire questa cosa, credereste davvero che a cuor leggero (?) un padre possa accettare di vedere il proprio figlio buttato in strutture brutte, sporche (perché sono sporche) vecchie e fatiscenti e senza un minimo di assistenza?

E' vero che è stata cosa buona e giusta chiudere i manicomi, ma l'alternativa qual è stata? Disintegrare letteralmente la vita dei genitori o di chi si occupa di loro, e lasciarli soli, senza risorse e nessuna pietà. Il rimpallo di cui parlavo pocanzi, parte dai politici e politicanti che fanno e promettono solo sotto elezioni, per guadagnarsi l'agognato TRONO del parlamento. Vuoi mettere: i benefit, la pensione dorata dopo pochissimo tempo! Ma di questo non me ne frega nulla, solo siate seri con voi stessi, le vostre mogli o compagne, i vostri figli, la vostra coscienza.

Il diritto alla salute "dovrebbe" essere garantito a tutti ma questo, è palese ed io non sono un genio, non è assolutamente vero. Mi limito ad osservare il mondo. Ogni tanto mi domando quanti di questi pseudo politici senza fede e senza spina dorsale, abbiano visitato reparti di psichiatria. Forse qualche mosca bianca l'avrà pure fatto ma non ha ben capito la portata del dramma che vivono i pazienti (perché non ci scordiamo, sono malati) e chi si occupa di loro.

E' rilassante dormire con le porte chiuse a chiave, a casa tua con la paura di uno scoppio improvviso di rabbia con conseguenze che nessuno può immaginare? E' nella normalità non avere posate di acciaio ma solo di plastica (a dire il vero, anche quelle pericolose) per la paura che vengano usate contro di te o contro loro stessi? E' giusto sentirsi additati come il padre del "matto" (ma di questo non mi importa)? Vi sembra giusto ed eticamente corretto che uno psichiatra (?) che ha in cura tuo figlio, ti chieda di portare un farmaco potentissimo alla clinica dove è ricoverato da circa sette mesi e ti dica anche "Sa, non abbiamo personale per mandarlo su, lo porti lei, ma lo nasconda bene, mi raccomando!". (Quel farmaco di cui parlo, il Risperdal a rilascio prolungato, neanche il medico di famiglia può prescriverlo).

Perché scrivo tutto questo o solo questo? Non lo so. Sarà la rabbia, oppure il grandissimo dolore che non trova sbocco in nessun luogo dell'universo ed allora ti trovi per la millesima volta ad inseguire quello che rimane di tuo figlio in qualche fatiscente struttura e cercare di alleviare un po' il dolore cosmico che attanaglia questi poveri Cristi perché loro, oltre alla non vita (può definirsi vita stare in un posto dove c'è un letto,un comodino molto piccolo e non puoi vedere televisione, ascoltare CD, vedereDVD, etc.,) soffrono pene indicibili combattendo ogni istante della loro vita(?) contro fantasmi ed incubi per loro reali, come per noi è realtà la vita di tutti i giorni.

Ho ripreso a scrivere, non mi trovo più al Forlanini ma a casa mia. Quando stavo andando via aveva socchiuso gli occhi e cercava di mettere a fuoco chi avesse di fronte. Aveva capito al volo che ero io, ma non aveva la forza neanche di fare un cenno. Allora mi sono avvicinato a lui ed ho poggiato la mia fronte verso la sua per fargli sentire che c'ero. Non ho pianto in quel momento. Sto piangendo ora.

Giampiero Barracchini

Io conosco Alessandro e come me lo conoscono tutti i ragazzi che passano il mese di agosto in quel felicissimo paesino montano chiamato Fano Adriano. Ero indeciso sul fatto di pubblicare questo sfogo del padre, ma poi mi sono convinto.....perchè questa estate non voglio vedere sorrisi di derisione quando, inevitabilmente, si parlerà d' Alessandro...Il tempo degli scherzi è finito da un pezzo. Io me ne ero già reso conto, altri, voglio sperare, se ne renderanno conto ora...

Posted by Capelli VS Ricko at 10:04:13 | Permanent Link | Comments (11) |
Commenti
1 2
1 - cazzo. c'è da vergognarsi. bel paese civile. che schifo. (Comment this)

Written by: lilith70 at 2007/05/19 - 13:17:34
profile
2 - E io non me la prendo nemmeno col personale ospedaliero...io me la prendo con chi , attraverso tangenti ed appalti controllati, ci mangia con le disgrazie della gente... (Comment this)

Written by: capelli at 2007/05/19 - 13:31:23
3 - La cosa che fa più schifo è avere chiuso i manicomi condiserandola una conquista di civiltà (il che, considerato il degrado di quelle strutture era sacrosanto), senza pensare a creare nuovi strumenti adeguati. Tempo fa andai a un convegno sull'argomento, le statistiche erano impressionanti, moltissimi malati di mente oggi vivono in carcere trattati come comuni criminali o in ospedali pensati per permanenze temporanee. Parlarne oggi sembra assurdo ma ai tempi, qualcuno sosteneva addirittura che la malattia mentale non esistesse affatto, si trattava solo di diversità che la società non riusciva ad accettare per la propria ottusa intolleranza.
Manicomio è una parola brutta? Cambiamola, ma lo Stato deve pur farsi carico di un luogo in cui prendersi cura di queste persone e offrire quel minimo di conforto possibile alle loro famiglie. (Comment this)

Written by: Sander at 2007/05/19 - 13:35:34
4 - che strano.
fo i controlli al forlanini spallanzani tutte le settimane. ieri sono venuta via deprimendomi al pensiero dei tanti miliardi sciupati che si potrebbero utilizzare per rimettere su quella gigantesca struttura, vecchia, fatiscente, mezza abbandonata che potrebbe essere, con un pò di civilità, il fiore all'occhiello di una capitale. E invece è vergognosa e fa pure paura, il pensiero di dover essere curati lì. presagisce il medesimo abbandono che c'è nei confronti di quella costruzione imponente lasciata a sé stessa. Però 15 sale cinema a collatina le fanno.
Vivo il problema seppure non lo stesso di alessandro su di me, tentando di dividerlo dalla mia vita, e da quella "pubblica". per paura. la gente capisce poco, e se non la tocca in prima persona allontana tutto, te e il problema.
Bisognerbbe unirsi. sto tentando di creare un onlus.
grazie per questa lettera (Comment this)

Written by: sibel at 2007/05/19 - 13:59:03
5 - Se la gente capisse che ci sono vari gradi di 'disturbo' e che non esistono solo matti e sani, ma infinite varietà vivremmo tutti più felici....grazie a te sib (Comment this)

Written by: capelli at 2007/05/19 - 14:18:16
6 - povero papà... (Comment this)

Written by: ariel at 2007/05/19 - 14:47:46
7 - Anche il papà ha le sue colpe, tutti ce l' hanno, anche noi che gli stavamo intorno.....qui il 'povero' in questione è solo Alessandro. Mi sento di dire questo... (Comment this)

Written by: capelli at 2007/05/19 - 14:50:24
8 - Come sai anche io ho vissuto, spero di poter continuare a usare il passato, una situazione del genere. Arrivare in casa e trovare mio padre che sanguina per una forchettata in faccia non è un bello spettacolo nè hai la consolazione di poter menare l'autore perchè mio fratello, fratellastro in realtà, è malato...tutti hanno le loro colpe. Le frasi che dici, il comportamento che hai...tutto può aver scatenato la "follia". Eppure chi può vivere ogni giorno con il sorriso?
lo stato è il primo colpevole. Rimandare a casa un ragazzo violento significa DISTRUGGERE una famiglia. Chi non lo vive non lo sa ma quando Cristiano era violento ogni tanto, per difesa, un colpo più forte, così a sfogarti, scappava. Non biasimo nessuna scelta. Gli errori si fanno, e spesso si pagano anche troppo, ma è lo stato che deve aiutare chi non ce la fa (cioè chi non può permettersi la clinica privata). (Comment this)

Written by: emanuele at 2007/05/19 - 16:30:39
9 - hai fatto bene a pubblicare la lettera. ciao cap (Comment this)

Written by: akio at 2007/05/19 - 22:33:07
10 - cazzarola capelli, una triste lettera che deve però aiutare a riflettere....
sai già come la penso in questi casi e anche tu secondo me, hai detto bene quando parli di diversi gradi di "disagio mentale" (non malattia)...
un grande problema soprattutto italiano è quello delle risorse mal assegnate, si dirigono decine e decine di milioni per ammazzare gente a kilometri di distanza e si lascia la sanità a se stessa, con gli ologarchi che la fanno da padrone nelle diverse strutture....per dirtene una, dove lavoro attualmente, un ospedale pubblico, dobbiamo economizzare sui guanti in lattice....non ci sono risorse...assolutamente assurdo....
a presto capelli e se puoi e se vuoi, prova a consigliare al padre di chiamare il telefono viola, anche fosse per un conforto altro, sempre se già non l'ha fatto....
orso (Comment this)

Written by: orso at 2007/05/23 - 20:52:46
Write a comment






1 2