MELE (UDC): SONO IO IL DEPUTATO DEL FESTINO
"HO FATTO UN ERRORE, MA CON LA DROGA NON HO NIENTE A CHE FARE"
Roma, 30 lug. (Adnkronos) - «Non per come l'hanno raccontata i giornali», ma «se mi chiede se sono io che ho commesso una leggerezza, le rispondo di sì». La 'caccia' all'onorevole è durata poco. Al primo tentativo, Cosimo Mele, deputato Udc di Carovigno, provincia di Brindisi, laureato in amministrazione aziendale e industriale, sposato con quattro figli, ammette con sofferenza, in un'intervista a "La Stampa" ed a "Il Messaggero", di essere lui il politico che nella notte di venerdì scorso, mentre i suoi colleghi erano impegnati in Aula a votare l'ordinamento giudiziario, era al centro del festino all' Hotel Flora di Via Veneto a Roma. «Ho fatto un errore - spiega - e voglio assumermene tutte le responsabilità, come faccio davanti al mio partito offrendo le mie dimissioni. Ma con la droga, lo giuro, non ho niente a che fare». Lui e due donne nella suite dell' hotel di Fellini? Sesso e droga? «Veramente - dice Mele - non me ne sono neanche accorto di questa ragazza che prendeva pasticche o quant'altro. A un certo punto ha dato fuori di testa e io ho chiamato la reception: 'C'e' una persona che non sta bene...'. E' arrivata poi l'ambulanza. Ma come puo' far notizia un fatto del genere?». «Siamo allo scempio generale. Io - aggiunge - non ho fatto altro che andare a cena con un amico che mi ha presentato la ragazza che, siccome era tardi, e' venuta a letto con me». «Ero con una ragazza - racconta - che poi ha chiamato una sua amica ma non è stato un mènage a tre». «Forse la droga - aggiunge ancora - gliel'ha data l'altra donna. Non ho visto nulla. Però quando è stata male ho chiamato soccorso anche se non voleva».
RONCONI (UDC): MELE SI DIMETTA DA DEPUTATO - Roma, 30 lug. (Adnkronos) - «Nulla di personale perchè ciascuno risponde alla propria coscienza e tuttavia Mele deve uscire non solo dal gruppo dell'Udc, ma anche dal partito e dimettersi da deputato perchè con l'attuale legge elettorale c' è da rispettare un mandato fiduciario con il partito prima che con gli elettori». Lo afferma il vicecapogruppo dell'Udc alla Camera, Maurizio Ronconi. «Mele - continua - ha determinato un gravissimo danno di immagine e di credibilità al partito e al gruppo dell'Udc e politicamente non ha scusanti. Il segretario nazionale assuma immediatamente ogni iniziativa tesa a garantire l' onorabilità di un partito che, non dimentichiamolo, è fatto di cattolici democratici sempre a difesa della famiglia e contro ogni droga. Sulla vicenda non si può che essere inflessibili».
DILIBERTO (PdCI): VORREI SAPERE VOTO DI MELE SU FAMIGLIA E DROGA - Roma, 30 lug. (Adnkronos) - «Voglio proprio vedere come voterà uno che va per troie e droga, il giorno che saremo chiamati a votare in Parlamento, sulla sacralita' della famiglia e le leggi che hanno a che fare con la droga». Lo afferma il segretario del PdCI, Oliviero Diliberto, commentando la vicenda che ha coinvolto il deputato dell'Udc Cosimo Mele.
ZAZZERA (IDV): SCONCERTATO DA DICHIARAZIONI MELE, SI DIMETTE DA PARTITO MA NON DAL PARLAMENTO - Bari, 30 lug. (Adnkronos) - «Leggo che, con una certa arroganza, Mele si definisce persona onesta ed eroica per il sol fatto di aver chiamato il 118 per salvare una donna, con cui si è accompagnato in un albergo. Dichiarazioni che mi lasciano sconcertato». Lo afferma il coordinatore dell'IDV Puglia, Pierfelice Zazzera, in merito alla vicenda che ha coinvolto il parlamentare dell'Udc, Cosimo Mele. «Non commento le abitudini. Tuttavia - prosegue Zazzera - il nostro paese deve essere davvero strano se considera eroico l'atto di un parlamentare che chiama il 118 per salvare una donna. Va ricordato a Mele che in caso contrario nei suoi confronti ci sarebbe stata l'accusa di omissione di soccorso. Mi lascia perplesso poi che dopo un fatto simile Mele decida di dimettersi dall'Udc ma non dal parlamento italiano. Ma questa è l'Italia della casta...».
GIOVANARDI (UDC): CASO MELE APRA RIFLESSIONE SERIA - Roma, 30 lug. (Adnkronos) - «E' tempo che nell'Udc si apra una riflessione molto seria, al centro ed in periferia, sui metodi di selezione della classe dirigente e su comportamenti troppo spesso in conflitto con i valori che il partito pubblicamente promuove e difende. Non si può autoproclamarsi primi della classe e non essere poi in grado di dimostrarlo, esponendosi oltretutto alle facili ironie di alleati e avversari». Lo afferma l'esponente dell'Udc, Carlo Giovanardi, commentando la vicenda che ha coinvolto il parlamentare Cosimo Mele, protagonista di un 'festino' a base di donne e droga in un hotel di Roma.
Qui le dichiarazioni della 'squillo' (si ringraziano Conigliolo e Baddella per le segnalazioni)...
Roma, 30 lug. (Adnkronos) - «Non per come l'hanno raccontata i giornali», ma «se mi chiede se sono io che ho commesso una leggerezza, le rispondo di sì». La 'caccia' all'onorevole è durata poco. Al primo tentativo, Cosimo Mele, deputato Udc di Carovigno, provincia di Brindisi, laureato in amministrazione aziendale e industriale, sposato con quattro figli, ammette con sofferenza, in un'intervista a "La Stampa" ed a "Il Messaggero", di essere lui il politico che nella notte di venerdì scorso, mentre i suoi colleghi erano impegnati in Aula a votare l'ordinamento giudiziario, era al centro del festino all' Hotel Flora di Via Veneto a Roma. «Ho fatto un errore - spiega - e voglio assumermene tutte le responsabilità, come faccio davanti al mio partito offrendo le mie dimissioni. Ma con la droga, lo giuro, non ho niente a che fare». Lui e due donne nella suite dell' hotel di Fellini? Sesso e droga? «Veramente - dice Mele - non me ne sono neanche accorto di questa ragazza che prendeva pasticche o quant'altro. A un certo punto ha dato fuori di testa e io ho chiamato la reception: 'C'e' una persona che non sta bene...'. E' arrivata poi l'ambulanza. Ma come puo' far notizia un fatto del genere?». «Siamo allo scempio generale. Io - aggiunge - non ho fatto altro che andare a cena con un amico che mi ha presentato la ragazza che, siccome era tardi, e' venuta a letto con me». «Ero con una ragazza - racconta - che poi ha chiamato una sua amica ma non è stato un mènage a tre». «Forse la droga - aggiunge ancora - gliel'ha data l'altra donna. Non ho visto nulla. Però quando è stata male ho chiamato soccorso anche se non voleva».





























































Ma secondo voi questo qui si dimetterà davvero oppure seguirà l'italico costume di dare le dimissioni per poi ritirarle con calma più in là, oppure, meglio ancora, di fare il vago e lasciare che si calmino le acque?
Secondo me faceva prima a non darle proprio come hanno fatto altri prima di lui, e vaffanculo.
Baddella Puttaniere (Comment this)
OT Cap hai letto che chiude Copeland's ad Harlem e mo che fai? Te toccherà Mc Donald... (Comment this)
sermau (Comment this)
Irlanda (Comment this)
salutationsss
http://guerrillaradio.iobloggo.com/ (Comment this)