Saturday, July 29, 2006

I GRIFFIN

“C’è solo sesso e violenza in tv, quei cari e bei programmi ormai non ci son più. Che fine hanno fatto i vecchi valoriiiiii….su cui potevi contareeeeeeeee? La famiglia Griffin è quiiiii, lei può rallegrarti ed appassionarti con le sue avventure - più out che in - LA-FA-MI-GLIA……GRIFFIIIIIIIIN!!!!!”.

Quando Seth MacFarlane ideò e girò il cortometraggio intitolato “La vita di Larry” (la storia di un 40enne beone e del suo cane parlante, Steve…) non immaginava che di lì a poco la Fox avrebbe bussato alla sua porta proponendogli lo sviluppo di uno show basato su quei due grotteschi e divertenti personaggi (diventati poi Peter e Brian). Era il 31 gennaio del 1999 e da allora il pubblico continua a ridere fragorosamente e a sfogare tutto il suo cinismo represso guardando le avventure della famiglia Griffin. Do per scontato che siano noti a tutti voi e mi limito ad esprimere la mia spiccata preferenza per Peter (padre) e Stewie (figlio neonato)…..è un programma vietato ai minori e ai perbenisti, buona visione………….

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Tuesday, July 25, 2006

ERA MEGLIO SE RIMANEVO A DORMIRE

  

Fa caldo… un caldo torrido ed impietoso che attacca la mente e con impertinente tempismo apre la stanza delle inquietudini, lasciando uscire un buffo e ciarlante esercito di gnomi deformi e ballerine alcolizzate. Tempistica…avete mai notato quanto si riduce lo spazio temporale che divide lo scatto del verde del semaforo e il primo vaffa declamato con tono livoroso in questo periodo?…Avete mai odiato con passione e fantasia la gente che va al mare mentre voi lavorate?…Avete mai sfidato il sole? Quello stupido astro così caldo ed estremista…sempre uguale a se stesso e puntuale come uno svizzero….tranne quando vi serve una giornata di luce, naturalmente…E l’ aria condizionata? I piaceri che ci da ora li pagheremo cari nella vecchiaia. C’è una soluzione, però…. LA SOLUZIONE….fai trenta flessioni (venti per i cardiopatici…), ti rasi la testa a zero e la ungi con olio solare, ti procuri un ghiacciolo all’ amarena e scendi in strada…ti siedi su una panchina, inforchi gli occhiali da sole e poi…..DISPREZZI….disprezzi tutto quello che passa e che potrebbe passare davanti alla tua postazione finchè la faccia, ormai deformata dall’ espressione dell’ odio, non comincia a farti male e a consigliarti di rientrare in casa a sfogliare per un’ oretta un Topolino degli anni ottanta…se sei particolarmente fortunato entro sera qualcuno si avvicina e chiede minaccioso perchè lo guardi….

                                                                           

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Thursday, July 20, 2006

LA NATURA UMANA

“Hai reciso alla base la nostra amicizia, ma puoi bussare, se vuoi, alla mia porta, sorella, creatura umana! Il mio sguardo sarà senza vendetta; ma chiedimi di scendere nel cuore della terra a smorzare il fuoco dei vulcani; dimmi di disperdere col soffio il fungo che s’ alza denso di morte dal poligono,io lo farò, ma non chiedermi di stringerti la mano.” SORELLA, CREATURA UMANA di Giuseppe Fava.

Questa poesia di Fava, scritta negli anni 70, esprime in pieno il sentimento che dovrebbe guidare l’ uomo nelle considerazioni sui rapporti col prossimo. L’ essere umano è assolutamente, grandiosamente ed endemicamente IMPERFETTO quindi bisogna entrare nell’ ordine d’ idee di accettarlo per quello che è ,cercando di trarre da ogni rapporto sociale (anche i più tormentati…) insegnamenti utili a far crescere il proprio bagaglio d’ esperienza di vita. I bei ricordi e le emozioni rimangono sempre bei ricordi ed emozioni, qualsiasi persona ce li abbia trasmessi. Il dolore e la delusione ci rendono adulti e ci preparano ad affrontare gli altri e noi stessi. Partendo da una buona premessa non si rischia mai di rimaner delusi dal finale…

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LA HAKA E’ UNA COSA SERIA

La Fiat esce con una nuova macchina (la Fiat IDEA, brutta e qualitativamente scadente come tutti i modelli prodotti dalla casa di Torino…) e adotta la straordinaria trovata di proporre come spot di diffusione internazionale una “HAKA” Maori interpretata da casalinghe inquietanti… Quando capiremo il significato della parola rispetto?

Il popolo Maori, stabilitosi in Nuova Zelanda (in dialetto Maori “Aotearoa”, - la terra della grande nuvola bianca -) intorno al 700, ha origini polinesiane e struttura ancora oggi la propria condotta di vita su valori sintetizzati con rara efficacia da termini come Tapu (da cui ha origine la parola tabù e che rappresenta la sacralità), Mana (prestigio, onore), Mauri (forza vitale), Utu (vendetta) e Makutu (stregoneria). I Maori, originariamente politeisti ed in seguito convertiti forzatamente al cattolicesimo, proponevano un ordine sociale di divisione in caste (Capi, Sacerdoti, Nobili, Guerrieri e Schiavi) e celebravano il vigore e la propria identità di razza tramite la Sacra Haka. Ci sono vari stili di Haka e quello penosamente scimmiottato dalle donne Fiat, il Ka Mate, può essere celebrato solo da uomini di ceppo Maori. E’ una tradizione millenaria e di stampo religioso, costava troppo informarsi un pochino e rispettarla? Cosa direbbe un cattolico italiano se un’ azienda Maori per vendere panini al pesce truccasse qualcuno da Nazareno?

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Wednesday, July 12, 2006

SEI CONTENTO GOBBO? SCOMMETTI CHE TI PASSA PRESTO?

Sono fiero. Spudoratamente e ferocemente fiero. Fiero di essere romano. Fiero di Francesco e Daniele che festeggiano con il cilindro giallorosso in testa. Fiero di Marco Materazzi che mostra lo striscione “…che schiava di Roma Iddio la creò…”. Fiero di cantare solo e soltanto quella parte dell’ inno. Fiero di essere sceso in strada l’ altra sera per vedere la Capitale in festa e aver notato che lo scudetto della Roma è un’ altra cosa… tutta un’ altra cosa…; sono fiero di aver invaso le piazze anche per motivi più importanti della coppa del mondo e di essere ancora in grado di farmi a piedi 20 km saltellando e broccolando le ragazze. Sono fiero delle romane e delle loro tette nude e impertinenti. Fiero di aver pensato che Zidane abbia fatto bene a partire di testa se gravemente offeso e che comunque la provocazione verbale è il meno che potesse aspettarsi in una partita così. Fiero di non aver gioito guardando Cannavaro e Lippi con la coppa. Fiero di aver dato un dispiacere ai francesi e a quel ciccione schifoso di Platini; di considerare Pirlo l’ espressione più pallosa ed esemplificativa della cultura lombarda e di pensare a Ferrara come la proiezione calcistica di Pulcinella che affoga nella Danette. Sono fiero dei romani che fanno casino senza uccidersi e del mio comune  che finalmente ha capito che le transenne servono solo a farsi male; ci ha messo un po’, ma c’ è arrivato. Fiero della mia gente. Perchè la mia gente ospita tutti, non scorda niente e non regala un cazzo a nessuno. Sono fiero del fatto che a Roma i giornalisti non possano girare tranquilli fra la folla. Fiero di aver visto parecchie bandiere giallorosse nella bolgia e di aver pensato che erano le più belle. Fiero di aspettare con crescente entusiasmo le sentenze di “calciopoli” per iniziare a godere e chiudere qualche annoso conto. E chissà che da “calciopoli” non diventi “calcinculopoli”. Fiero dell’ Italia intesa come culla della cultura latina avente Roma come grandiosa ed eterna capitale. Fiero di pensare che la Francia ci sia debitrice di “una Corsica”, ma che sia meglio un marsigliese magrebino di un fottuto leghista cretino. Sono fiero di me stesso e di tutte le mie fissazioni. Fiero di essere vendicativo, rancoroso, antidemocratico, comunista e dannatamente cinico. Notate contraddizioni? E allora sono fiero anche di essere contraddittorio. Perchè io sono contento di essere campione del mondo, ma penso che sia più bello il cucchiaio di Zidane delle pere in VhS di Cannavaro. E non sono il solo, siamo sempre di più e prima o poi ci faremo girare le palle per benino, quindi… “gobbi”, “ascari” e “mastelliformi” vari… occhio alla penna e amnistìa un emerito cetriolo. NEMO ME IMPUNE LACESSIT vermi!
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Tuesday, July 4, 2006

SHALIT IN PALESTINA VUOL DIRE ARROGANZA

Un impressionante numero di Tanks israeliani è schierato presso il confine della ormai tristemente nota “Striscia di Gaza”, ma il mondo occidentale sembra non esserne affatto colpito e aspetta con serena indifferenza l’ evolversi della situazione. Perchè quei carri armati sono lì? Il tutto (si fa per dire, è una questione ben più ampia…) parte con il solito “sbadato”, “erroneo” massacro di civili palestinesi condotto da Israele a Gaza; l’ attacco scatena la risposta della guerriglia palestinese, la cui azione militare, oltre a produrre qualche vittima, ottiene la cattura di un prigioniero: il Caporale semplice Gilad Shalit. L’ operazione, rivendicata dagli estremisti del “Comitato di Resistenza Popolare”, che hanno come obiettivo di facciata la liberazione di prigionieri palestinesi dalle carceri israeliane, risulta essere stata solo parzialmente approvata da Hamas e ha come suo principale ideatore il leader politico palestinese Khaled Mashal (esiliato in Siria e da sempre promotore dello scontro etnico), ma la cosa non influenza l’ esercito israeliano che rastrella il territorio cisgiordano e arresta 63 uomini appartenenti ad Hamas, tra cui 8 membri del governo Hanijeh. Contemporaneamente, tanto per portarsi avanti nel lavoro, bombarda alcuni obiettivi politici del governo palestinese, tra cui spiccano gli uffici del primo ministro (e una scuola, quella non manca mai…). A questo punto Hamas, temendo una sconfitta politica che ne indebolirebbe ulteriormente la già precaria leadership, chiede ufficialmente il rilascio dei prigionieri palestinesi in cambio del “carneade” Shalit e, minacciando di attaccare con lancio missilistico centrali elettriche e scuole israeliane, si immerge mani e piedi in una vicenda che può avere un’ unica conclusione: l’ attacco israeliano a Gaza.

Quello che mi chiedo è se sia giustificabile o meno un’ invasione della “striscia” allo scopo di liberare un caporale d’ esercito. Non fraintendete, do per scontato che abbiamo tutti un altissimo rispetto della vita, ma sarete concordi con me nell’ affermare che aprire un conflitto su larga scala per liberare un singolo individuo sarebbe alquanto pretestuoso. Il povero Shalit da l’ idea di essere stato prescelto come vittima sacrificale da immolare per la riuscita di un piano più ampio che porterà all’ annientamento di Hamas e dei palestinesi a Gaza. Si mormora che i dissidi interni ad Hamas e le solite ingerenze del Mossad abbiano avuto un ruolo importante nella vicenda, ma sono solo supposizioni e le supposizioni solitamente vengono a cadere davanti alla violenza…Le brigate “Martiri di al Aqsa” promettono l’ impiego di kamikaze contro l’ avanzata dei carri, ma l’ unico risultato che otterranno sarà quello di spezzare altre giovani vite.

 Non c’è pace e non si dorme a Gaza, è così da anni e anni, ma ora l’ arroganza d’ Israele e l’ interessata indifferenza dell’ occidente hanno un nome ed un cognome: Gilad Shalit.

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Monday, July 3, 2006

IL PALIO DI SIENA

Cos’è il Palio di Siena? Per molti è solo una manifestazione organizzata a scopo prettamente turistico che ha la deprecabile caratteristica di fondare le proprie fortune sullo sfruttamento e maltrattamento di cavalli purosangue. Per me è ben altro… Il Palio rappresenta una delle più antiche espressioni culturali della penisola italica e si svolge quasi senza interruzioni dal 1600 (il primo Palio risale al 1644), regolato da uno statuto temprato in secoli di storia. Chi non ha mai sentito gli odori, i suoni, l’ elettricità di Piazza del Campo non può carpire nemmeno un decimo dell’ essenza del Palio, perchè questa non è una semplice corsa di cavalli che dura 2 minuti, è una battaglia di religioni che si combatte da secoli. L’ espressione più pura di quel sentimento campanilistico che divide e, nei momenti di grande difficoltà, unisce gli italiani. Siena è una città incantevole ed estremamente latina, sintesi perfetta e magica di altre 17 piccole città con storie ben distinte e spesso in aperto conflitto. I confini delle “contrade” furono stabiliti nel 1729 dal bando della Governatrice della Città, Violante di Baviera, e sono immutati da allora. Ogni contrada è una specie di nazione indipendente con un Seggio guidato da un “Priore”ed un “Capitano” che ne amministra le sorti nella “Giostra” insieme ad altri due contradaioli detti “Mangini”; la sede della contrada è annessa alla “sua” chiesa e contiene i cimeli, i “drappelloni” e gli archivi storici.

Ho un paio di cari amici nella suggestiva contrada della “Lupa”, Nico e Sara; sono anni che non li sento, ma ogni volta che guardo il Palio ricordo le “bicchierate” ai bordi della “Gran Conca”, le partite a ping pong contro i rivali dell’ Istrice, l’ intrusione da infiltrato nella sede del Leocorno…e mi ritrovo a maneggiare con nostalgia il fazzoletto della Lupa che tengo in camera. Non sono un vero contradaiolo ed ho assistito dal vivo solo ad un paio di “drappelloni”, ma vi posso assicurare che vivere i 4 giorni che partono dal 29 luglio e dal 13 agosto a Siena e poi trovarsi al centro di Piazza del Campo per l’ esplosione del petardo è un’ esperienza travolgente ed indimenticabile che consiglio a tutti. Per non parlare delle serate che seguono alla corsa: si festeggia la vittoria, la sconfitta della rivale storica o anche il solo fatto di essere tutti insieme sotto gli stessi colori (la Lupa non vince dal 1989, eppure si è brindato con entusiasmo tutti gli anni…).

I lati negativi? Se siete di Roma non provate a rivendicare la paternità della Lupa perchè i senesi la considerano simbolo della città insieme a Romolo e Remo. E non c’è storia che tenga, ve l’ assicuro. Altra cosa da non fare è accusarli di maltrattare i cavalli: li trattano come figli e osservazioni di quel tipo gli “garbano niente”. L’ errore più grande? Essere il fantino dell’ Aquila e farsi superare dalla Pantera a 10metri dal “canapo”: passi una bruttissima settimana. Ma tanto si dice che ogni fantino sia dotato di una macchina veloce e dal portabagagli ampio…corri “Zedde”, corri e non guardarti dietro…

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