CANNABIS

Sembra imminente il varo del disegno di legge firmato dal ministro della salute Livia Turco che, passato il tavolo del Consiglio dei Ministri, dovrebbe dare il via all’ uso terapeutico dei derivati della cannabis su scala nazionale. E’ ormai scientificamente dimostrata l’ efficacia dei cannabinoidi in una vasta gamma di patologie acute e croniche piuttosto resistenti alle terapie convenzionali (nausea e vomito in pazienti sottoposti a chemioterapia, stimolazione dell’ appetito in malati di AIDS, terapia del dolore) e si hanno numerose indicazioni riguardanti la potenzialità del Thc (delta-9-tetracannabinolo) nel trattamento di altri disturbi riguardanti il Sistema Nervoso Centrale e non solo (ansia, insonnia, depressione, epilessia, allergie, asma bronchiale, malattie neurodegenerative, patologie cardiovascolari, spasticità nelle lesioni midollari…). Il ministro Livia Turco sostiene non sia assolutamente ammissibile banalizzare avvicinando la terapia per i malati al consumo dello spinello o facendo riferimenti all’ autosomministrazione, ma a questo punto credo sia opportuno porsi una domanda: l’ introduzione di medicinali a base di dronabiol (sperimentato in Italia da La Sapienza di Roma e Le Molinette di Torino), principio attivo equivalente a quello della cannabis, e l’ agevolarne la prescrizione tramite l’ abolizione del ricettario specifico per gli oppioidi come potrebbero non favorire lo scardinamento delle normative sul possesso di droghe leggere fino ad ottenere un “mascherato” libero uso di Hashish e Marijuana? Quale tribunale potrebbe condannare il possesso di Canapa davanti all’ evidenza della prescrizione medica (vera o fasulla che sia…)?
La verità è che si è fatto un piccolo passo avanti nell’ analisi di questa annosa questione, ma non la si vuole sviscerare con decisione, non ci si vuole prendere la responsabilità di una scelta dagli sviluppi poco prevedibili. Le “algie”(dolori), l’ insonnia, l’ ansia, la depressione sono patologie difficilmente diagnosticabili, quindi, prima di assistere a code interminabili davanti ai presidi ospedalieri, non sarebbe meglio studiare direttamente una civile e responsabile normativa di legalizzazione? Non tutti gli stupefacenti sono uguali, non tutte le persone sono predisposte psico-fisicamente alla tolleranza degli oppioidi, ma il consumo di alcool e tabacco presenta analoghi rischi, quindi basterebbe porre l’ attenzione legislativa sull’ età del consumatore, sulla sua conoscenza degli effetti che provoca l’ assunzione di cannabinoidi (con conseguenti restrizioni da applicare alla deambulazione del soggetto sotto effetto di Thc…) e sulla vendita degli stessi. Non starò qui a tediarvi ulteriormente con i soliti discorsi sul libero arbitrio, dico solo che io non faccio uso di cannabis perchè non ne ricavo grande giovamento, ma in Italia la stima dei consumatori di Hashish e Marijuana nel 2005 è stata di 3,8 mln di persone ed è realistico pensare che nei fatti siano almeno il doppio…è ora di prendere il toro per le corna.