Giovedì 30 Novembre 2006

LA VERITA' E' L' OSSIGENO DELLA DEMOCRAZIA

Mario Placanica , ex carabiniere accusato e poi prosciolto per la morte di Carlo Giuliani, avvenuta il 20 luglio del 2001 durante i disordini scoppiati a Genova per il G8, è tornato a parlare di Piazza Alimonda e di quel lungo giorno di 5 anni fa durante un' intervista rilasciata al quotidiano Calabria Ora. "Continuavano con il lancio di oggetti, io ho gridato che avrei sparato. Poi ho sparato in aria, due colpi tutti e due in aria". Placanica descrive la tensione vissuta all' arrivo a Genova, alimentata costantemente dai suoi superiori: "Gridavano sempre. Ci dicevano di stare attenti, ci raccontavano che ci avrebbero tirato le sacche di sangue infetto. Ci dicevano di attacchi terroristici. La sensazione era come se dovessimo andare in guerra.", poi fa accuse precise: "Ci hanno lasciati soli, ci hanno abbandonato. Potevano intervenire perchè c' erano i carabinieri e anche gli agenti della polizia. Potevano fare una carica per disperdere i manifestanti e invece non hanno fatto niente. Quel momento è durato una vita.". Il racconto dell' ex carabiniere prosegue con la descrizione del ritorno in caserma: "Mi chiamavano il Killer. Hanno fatto una festa, mi hanno regalato un basco del Tuscania, -benvenuto tra gli assassini-, mi hanno detto. Si, erano contenti. Dicevano: -morte sua vita mia-, cantavano canzoni. Hanno fatto una canzone anche su Carlo Giuliani. Io ero assente, non volevo stare con nessuno, mi sentivo troppo male.". Placanica si difende e contrattacca: "Sono un capro espiatorio usato per coprire qualcuno. Le porte sono chiuse per Placanica. Però se vengo congedato per problemi psichici chi mi crede? Mi sono trovato in un ingranaggio più grande di me. Ero nel posto sbagliato, non si potevano mandare ragazzi inesperti e armati in quella situazione. Secondo me sul G8 non è stata detta tutta la verità. Ci sono troppe cose che non sono chiare, come ad esempio: perchè alcuni militari hanno 'lavorato' sul corpo di Giuliani? Perchè gli hanno fracassato la testa con una pietra? Ritengo che cremare il corpo di Giuliani sia stato un errore, forse si sarebbe potuto scoprire di più. Sono alla ricerca della verità. Come fanno a dire che gli ho sparato in faccia? Non è vero. E' impossibile. Non potevo colpire Giuliani. Ho sparato sopra la ruota del Defender.".

In merito agli ultimi sviluppi della vicenda, Giovanni Russo Spena, capogruppo del Prc al Senato, ha commentato: "Le rivelazioni di Placanica scoprono un inquietante tessuto di menzogne da parte delle Forze dell' Ordine nei confronti dell' omicidio di Carlo Giuliani al G8 di Genova. Serve una commissione parlamentare d' inchiesta sul G8, sempre più indispensabile, concordata nel programma dell' Unione. Finora ci sono state delle resistenze ad istituirla. Devono immediatamente cessare.", è ovviamente di opinione opposta Ignazio La Russa, capogruppo di AN alla Camera: "Si trasformerebbe in un tentativo di mettere sotto accusa le Forze dell' Ordine, secondo una vecchia abitudine.".

Cito lo Zingarelli: ASSASSINIO=UCCISIONE DI UN UOMO / ASSASSINO=COLUI CHE COMMETTE UN ASSASSINIO. Se, come credo fermamente, Mario Placanica ha sparato verso Giuliani è un assassino e come tale va punito. Ad un estintore alzato al cielo non si può rispondere con un colpo di pistola a brucia pelo. Per il resto...Carlo ormai è morto. Non era un santo (chi lo è?), ma era giovane, aveva una vita davanti e combatteva per quello in cui credeva. Niente e nessuno lo riporterà indietro ai suoi cari, nemmeno una commissione parlamentare d' inchiesta, ma forse indagare sulle cause di quei tragici eventi eviterà che si possano ripetere errori analoghi. Perchè qualche errore c' è stato (tanto per usare un eufemismo...) e non riguarda solo il caso Giuliani, ma tutto l' operato delle Forze dell' Ordine durante lo svolgimento dell' evento (i soprusi denunciati sono innumerevoli...). La Destra, per quanto arrogante e reazionaria, non deve, non può pensare che si possano attribuire tutte le colpe del disastro a Placanica e no-global. Il Governo di allora optò per la repressione violenta e si deve assumere le responsabilità di tutti gli eventi che ne sono scaturiti. Chi ha sbagliato deve pagare. Poco importa che l' abbia fatto per imperizia, per credo politico o per spirito di rivalsa (o vogliamo sostenere che i pubblici ufficiali sono esenti da sentimenti di questo tipo?). Le Forze dell' Ordine devono tutelare il cittadino, se mancano a quest' obbligo creano i presupposti per la nascita di una faida regolata da una sola norma: sangue chiama sangue. 

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Mercoledì 29 Novembre 2006

PALLONE D' ORO E FACCIA DI BRONZO

In questi giorni Fabio Cannavaro, capitano della nazionale italiana di calcio campione del mondo e attuale giocatore del Real Madrid, è stato proclamato vincitore del Pallone d' Oro (premio creato dalla rivista francese France Football). L' ex juventino, al momento della consegna dell' ambito trofeo, ha dichiarato: "Napoli, vedete...è una città un po' particolare...io ci sono nato. Vengo dalla strada, dai vicoli di Napoli, e vorrei portare lì questo Pallone d' Oro, perchè per la prima volta l' ha vinto un napoletano. E perchè i bambini di quella città devono sapere che si può credere nei sogni. Io ci ho creduto". Poi, stimolato per l' ennesima volta sulla questione "calciopoli", ha stupito tutti rispondendo (altre volte aveva optato per una sorridente scena muta...): "Tutti sapevano dei suoi (di Moggi, n.d.r.) contatti un po' ovunque e quanto fosse potente la Juve. E' stato un enorme abuso di potere, condannabile, ma inutile: eravamo comunque i più forti", sull' addio a Torino ha affermato: "Se fossi stato più giovane sarei rimasto anche in B".

Ora....detto che uno sportivo in perfetta salute che si filma mentre assume con infantile giovialità, prima di una finale di coppa, un farmaco prescritto per decorsi post-operatori non può considerarsi esempio positivo per nessuno, men che meno per un bambino, mi soffermerei sul fatto che Fabio Cannavaro, noto frantuma tibie (per maggiori delucidazioni rivolgersi ai tifosi della Lazio), necessita assolutamente di un brusco richiamo alla realtà dei fatti. Il "bravo guaglione" (come era solito chiamarlo Ottavio Bianchi), sorriso perenne e occhio azzurro come il Golfo di Napoli, ha mantenuto in Spagna l' arroganza che lo distingueva in Italia e, grazie al campionato del mondo ed all' espatrio madrileno, non ha subito i contraccolpi all' immagine che hanno accusato i suoi ex-compagni bianconeri. E allora qualche precisazione : Cannavaro è andato via da Napoli di sua sponte quando era poco più che ventenne e fin ora si è guardato bene dal tornarci. Dice di venire dalla strada (come tutti quelli che vogliono far colpo sull' immaginario popolare), ma non conosce una delle prime regole che s' insegnano in quei posti: non si sputa nel piatto dal quale si è mangiato. Altrimenti "si n' omme 'e niente". Il buon Fabio ha superato gli scandali (ricordiamo anche le intercettazioni riguardanti il suo trasferimento dall' Inter alla Juve...) e le polemiche grazie alla "protezione" di Luciano Moggi ed alle ramificazioni del suo potere mediatico e adesso, ora che è vicino alla fine della carriera agonistica e gioca all' estero, gli volta le spalle. Nel momento del trionfo riserva all' amico Lucianone, che si era esposto per la sua candidatura a vincitore del trofeo appena qualche giorno prima, un bel calcio nel culo. Chissà come si comporterà ora moggi, che molti danno per essere ben lontano dall' abdicare...

Altro punto: il Fabio nazionale sostiene che se fosse stato più giovane avrebbe seguito i suoi compagni Buffon e Nedved in serie B. E allora perchè, chiedo io che sono un malfidato, non fece lo stesso discorso quando gli si presentò l' opportunità di lasciare Napoli per trasferirsi al Parma? Cos' è, i vicoli di Napoli non tiravano come le discoteche dell' Emilia? E poi: che ne pensa Buffon dell' amico Cannavaro? Si sarà stufato anche lui di sorrisi ed occhi azzurri? Di populismo e faccia tosta? Di chiacchiere e distintivo? Personalmente ritengo che Cannavaro sia un buon calciatore, niente di più, e che assegnare il pallone d' oro a lui sia un vero e proprio scandalo. Tecnicamente, sportivamente e moralmente parlando. Il prossimo, seguendo questo criterio, a chi l' assegneranno, ad Antonio Cassano? A Paolo Di Canio? A quel tricheco bolso di Platini? Napoli ha già avuto un uomo a cui affidare i sogni e le speranze, un uomo pieno di difetti, di umanità, di geniale follia, che incarnava perfettamente lo spirito della città e della gente che lo amava...il suo nome è Diego Armando Maradona e non basta certo qualche sorriso ed una palla placcata oro per prenderne il posto...

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Sabato 25 Novembre 2006

GALLO CIALTRONE

Ho sempre pensato che la prova più dura per un attore comico sia vivere la propria sfera personale il più tranquillamente possibile, cercando di distaccarla dall' immagine pubblica senza renderla una valvola di sfogo per tutte le frustrazioni e le amarezze che si accumulano, ed è vietato manifestare, sul palcoscenico. Carlo Verdone è un grande attore comico; è stato e forse in vecchiaia tornerà ad essere  un degno rappresentante della tradizione di comicità popolare romana, ma ogni volta che palesa il suo vero essere, l' uomo dietro la maschera, delude. Delude parecchio. E' appena uscito il Dvd di "Bianco, Rosso e Verdone" del '81, unito ad uno speciale di 40 minuti in cui il regista racconta la genesi della pellicola e si sofferma malinconicamente sulla nostalgia di una romanità che, secondo lui, sta scomparendo. Ecco alcuni stralci di un' intervista rilasciata a "Il Messaggero" in occasione della presentazione del Dvd:

"I miei personaggi li prendevo dalla strada. Il pizzicagnolo, il giornalaio, la fioraia: allora si parlava con tutti, non come ora" - Signor Verdone, come mai oggi Roma è diversa? - "Perchè il mondo scorre e, negli stessi vicoli, oggi ci sono più extracomunitari che italiani. Non che ci sia niente di male, io per esempio ho appena fatto amicizia con due egiziani che mi sono molto simpatici: sto lavorando proprio su di loro adesso..." - Si spieghi meglio - "Penso proprio che girerò di nuovo un film a episodi come Bianco, Rosso e Verdone: nella trama ci saranno alcuni dei caratteri di allora, certo, ma vorrei anche inserire almeno due personaggi inediti, i nuovi mostri dell' Italia di oggi, e alcuni extracomunitari, come i miei amici egiziani. Vedremo" - Un' operazione rischiosa... - "Lo so, ma Aurelio De Laurentiis mi ha detto: se l' idea ti diverte, fallo, farà ridere anche il pubblico" - A proposito di ridere, cosa ne pensa delle polemiche sulle imitazioni del Papa? - "Non mi sono piaciute affatto. Il nostro è un paese che prende in giro tutto e tutti e questo non mi piace: è fin troppo facile fare ridere su dei personaggi che sono già delle maschere di loro stessi. E poi, non vorrei essere polemico, ma credo che gli imitatori non siano veri comici".

Ecco. Tanto per non polemizzare. Ora io mi chiedo: cosa fa Verdone se non "imitare" in termini caricaturali il mondo che lo circonda? Far ridere imitando lo stereotipo del nevrotico o del cafone romano è più difficile che far ridere imitando Sua Santità? Ma forse, a giudicare dalla qualità dei suoi ultimi lavori, non gli si può dar torto. Quante scialbe imitazioni di Bianco, Rosso e Verdone ha intenzione di propinarci (il primo, l' unico, era geniale...)? Evito di esprimermi sulle considerazioni riguardanti la multietnia  ("allora si parlava con tutti, non come ora..."), troppo facile, ma un' osservazione la voglio fare: Verdone non parla più con tutti perchè ormai cammina ad un metro da terra e guarda i suoi concittadini come se fossero scimmiette buffe a cui tirar noccioline. Carlo non ha bisogno di cercare altri "mostri" da imitare. Basta che si guardi allo specchio e troverà un ultra-cinquantenne che sintetizza perfettamente tutte le tare ed i fallimenti della sua generazione. La Lupa Capitolina è solita ospitare tutti, da sempre, ma non accetta i figli ingrati e, invece di sbranarli...li annega nell' indifferenza.

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Venerdì 24 Novembre 2006

VENGO ANCH' IO...NO, TU NO!

Il Ppe (Partito Popolare Europeo) è il gruppo più consistente presente nel Parlamento Europeo con i suoi 264 seggi. E' composto dall' unione di 69 partiti ed ha tra i suoi iscritti ben 16 Capi di Stato e di Governo (10 UE e 6 non UE). Una specie di moderna e laccata DC attiva su scala continentale simile ad un Rotary Club per politici alla moda di cui, in ambito italiano, è stata "concessa" la tessera ad UDC, Forza Italia (non senza qualche perplessità) ed Udeur. Caso vuole che la luccicante tesserina rappresenti meta agognata anche per l' AN di Gianfranco Fini, impegnato allo spasmo nel cercare di traghettare gli eredi della destra missina nella famiglia dei moderati europei allo scopo di prepararsi il terreno in previsione di una prossima successione a Silvio Berlusconi come leader dei centristi italiani. Bhè...sembra che l' ottimo Gianfranco la sua adesione al Ppe dovrà sudarsela...

"Noi non collaboriamo con l' estrema destra o con l' estrema sinistra. La nostra posizione è chiara. Domande di adesione non ne ho ancora ricevute. Comunque la nostra procedura è chiara e precisa: noi non ci alleiamo con le ali estreme", queste le parole lapidarie di Wilfried Martens, ex premier belga, padre fondatore di Ppe ed Europa, in risposta alle voci riguardanti una prossima entrata di AN nel grande Partito Popolare. Secondo Martens l' unica strada percorribile da AN per far parte del Ppe è confluire a livello nazionale in una coalizione unica di moderati con il resto del centro-destra (FI ed UDC). E a chi affidare la leadership della nuova creatura? Magari proprio a quel Casini che ha spesso mostrato freddezza riguardo il progetto del Partito Unico. Martens è piuttosto esplicito: "Casini ha la vocazione per diventare un giorno un leader, ma questo non può essere deciso adesso. Certo, ha le possibilità per giocare un ruolo importante, può facilitare l' avvio del processo, può incidere sui principi e sui programmi. Ma la discussione non può essere fatta ora sui nomi.". Una candidatura in piena regola, insomma. Fini accusa il colpo e ribatte: "L' onorevole Martens a suo tempo era contrario anche all' ingresso di FI nel Ppe (come dargli torto...n.d.r.), quindi la sua è un' opinione e nulla più. Ha comunque ragione quando afferma che molto dipenderà dal modo con cui i partiti della CdL si presenteranno alle europee del 2009 e dal livello di coesione politica e organizzativa che avrà raggiunto la coalizione di centro-destra". Più sopra le righe, come al solito, Storace: "Arrivare a definire un partito estremista AN è davvero ingeneroso oltre che inaudito, e il presidente Martens dovrebbe scusarsi...Dopo -Fascisti su Marte- avremo -Fascisti sotto Martens-".

Mi viene un dubbio atroce...sarà per commenti come quello dell' ex governatore del Lazio che AN non piace ai democristiani europei? Vedete cosa succede a portare uno come Storace quando ci si presenta al Rotary Club?

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Lunedì 20 Novembre 2006

TUTTI BRAVI

I tre manichini imbandierati e dati alle fiamme durante il corteo di sabato del Forum per la Palestina hanno smesso di bruciare da un po', ma i leaders dell' opposizione e della maggioranza fanno ancora oggi a spintoni nel manifestare solidarietà ai familiari delle vittime (giusto, ci mancherebbe...) e disprezzo verso quel "10, 100, 1000 Nassiriya" e tutti quelli che hanno sfilato con l' estremismo sinistrorso, Oliviero Diliberto per primo. Il Segretario del PdCI è attaccato soprattutto dai suoi alleati. E' molto chiaro Romano Prodi (causa della famosa scissione tra PdCI e Prc): "Ci deve essere un impegno a finirla di giocare con la piazza. Peggio di così...", lo seguono Boselli (Sdi): "Non basta più neppure il distinguo di Diliberto dagli imbecilli, non si può neppure cercare di raccogliere le simpatie di chi vede nella protesta di estremisti una qualche ragione magari per qualche voto in più", Mastella (Udeur): "Ci si potrebbe porre il problema morale e politico di convivere con questa alleanza", e ultimo, ma non ultimo, Franco Giordano (Prc): "Rifondazione non sarebbe mai andata a quel corteo segnato da slogan così aggressivi e violenti". Diliberto, dopo essersi prontamente ed apertamente dissociato da cori e gesti inneggianti alla violenza, ha affermato: "Da noi Prodi sa che non verranno giochi, su di noi può contare. Ma non esiste che il PdCI possa accettare diktat su dove e quando scendere in piazza, con chi, come e perchè".

Detto che scandire cori come quello su Nassiriya ed incendiare manichini, oltre ad essere gesti vergognosi ed indegni di una società civile, rappresentano una pubblicità assolutamente deleteria che i falchi dell' informazione sfrutteranno per gettare fango sulla abbondantemente osteggiata causa palestinese, dico anche che sono stufo marcio di tutti i fottutissimi radical chic che mangiano e speculano sull' ingenuità e l' ignoranza della gente in generale e dei giovani in particolare. La manifestazione di sabato era in favore della Palestina, Stato vittima dell' aggressione criminale israeliana, e non se ne può disconoscere la causa per il comportamento inqualificabile di qualche idiota insensibile-finto rivoluzionario. La verità è che nella maggioranza, con la "regìa" di Ds e Prc, si è tentati dall' eventualità di un allontanamento del PdCI in favore di una insperata collaborazione con l' UDC di Casini? E come si sollecita il tutto? Ma accusando Diliberto di accompagnarsi a quei "mostri" dei centri sociali. Quei "delinquenti" che infangano la sinistra e che la Destra vorrebbe vedere "tutti in galera", che Rifondazione, è evidente, ambisce a non riconoscere più. Quei teppisti che la stessa Rifondazione sfrutta in campagna elettorale e nelle manifestazioni, che costituiscono oltre il 60% del suo elettorato, che prendono manganellate e coltellate per tutti e come ringraziamento ottengono solo il disprezzo. Quei ragazzi ingenui e turbolenti, a volte violenti, in qualche caso deviati, che si manovrano con promesse e sorrisi, ma vicino ai quali è bene non farsi mai fotografare. Ho fatto parte di quel popolo, non me ne vergogno e non me ne vergognerò mai, e, nonostante io sia ormai quasi sempre in disaccordo con la gente dei centri sociali, ringrazio di cuore il mio Segretario Diliberto per il coraggio politico e la lealtà espressa alla causa palestinese. Questo gesto gli costerà caro, ma gli è valso la stima di tante persone.

Una chiosa: Calderoli ha dichiarato "la sinistra è ipocrita perchè a parole condanna, salvo poi cercare i voti di questi delinquenti". Gli si può dar torto?

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Venerdì 17 Novembre 2006

MODELLI COMPORTAMENTALI

Un ragazzo torinese di 17 anni, occhiali spessi, udito scarso, una particolare forma di autismo che non ne ha modificato il carattere dolce e remissivo, ma l' ha fatto apparire agli occhi dei suoi compagni di classe come una preda da braccare. Un essere debole, senza difese, da schernire, da umiliare, da filmare per riderne ancora e ancora e ancora. Quel ragazzo torinese non sa che i suoi aguzzini sono stati sospesi fino alla fine dell' anno (con conseguente esclusione dagli scrutini), non gli interessa, non ha in sé il germe della vendetta. La sua famiglia, giustamente, chiede che i responsabili paghino per quello che è successo e così sarà. Cosa c' è che non va? C' è che il tutto sarà archiviato come la solita storia di disagio giovanile, di prepotenza, di "nonnismo" e tanti non si chiederanno il perchè di certi comportamenti. Cosa porta un 16enne a fare di un essere indifeso un bersaglio sul quale sfogare odio e frustrazione? Come può un' intera classe d' alunni non reagire davanti a scene come quella? La verità è che l' essere umano rispecchia nel 90% dei casi l' ambiente in cui si trova a crescere ed in fase adolescenziale (ancor più nell' infanzia) è assolutamente poco consapevole dell' impatto che le sue azioni hanno sulle persone che lo circondano. E' lo Stato stesso a certificarlo differenziando in maniera netta la posizione giuridica di minori e adulti e non bisogna ricordarsene solo quando fa comodo. Ne deriva che sarebbe il caso di dirigere gli strali della critica non sui 4 imbecillotti dell' Istituto Professionale "Steiner", ma sulla nostra società, sul nostro sistema scolastico, sul nostro modo di educare i giovani.

I ragazzi crescono davanti alla tv dei tronisti, vivono quotidianamente la violenza delle nostre città e imparano a loro spese che in questo mondo chi rimane indietro è perduto. Sono esposti 24 ore su 24 alle devianze degli adulti (i loro modelli) e dovrebbero non rispecchiarcisi? Come si può pretendere che un individuo cresciuto in mezzo all' intolleranza ed al razzismo segua da grande la via della rettitudine? Non dico sia impossibile, ma certamente poco probabile. E non è creando un' Authority "ad hoc" che impedisca ai videogiochi più violenti di arrivare nei negozi che si risolverà il problema. E invece questa è la soluzione, a dir poco riduttiva, proposta dal Ministro della Giustizia Clemente Mastella. La censura non mi piace e non mi piacerà mai, trovo sia molto più produttivo agire sulle giovani menti in sede scolastica e familiare, seguendo e guidando i ragazzi nello sviluppo di una corretta e civile capacità di raziocinare. Bisogna fornire loro modelli comportamentali decenti ed i primi deputati a farlo dovrebbero essere i politici che abbiamo eletto a rappresentarci in sede istituzionale. Il Ministro Mastella è stato e continua ad essere il più grande amico e difensore di quella squisita persona che risponde al nome di Luciano Moggi. Quest' ultimo ha ieri affermato: "se daranno il pallone d' oro a Cannavaro (quello delle pere in diretta, n.d.r.), a qualcuno dovranno dare il mongolino d' argento". Credo, sono sicuro, che affermazioni come questa, fatte da personaggi pubblici più o meno squalificati e squalificanti, siano più dannose di mille videogiochi.

Chissà se Mastella si farà promotore di un' Authority che regoli i comportamenti dei suoi amici...

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Giovedì 16 Novembre 2006

UNIONE 161 , CdL 154

PALAZZO MADAMA: finisce la partita e inizia la gazzarra delle moviole...

Due senatori della Margherita un po' sopra le righe (che sia già tempo di raccolto nell' orto di Caruso?): "Siamo una squadra fortissimi!!!..."/ D' Onofrio funereo: "I deboli siamo noi"/ Selva fantasioso: "Nei momenti cruciali trovano una compattezza assoluta"/ Vizzini stratega: "Non basta un Pallaro o un De Gregorio per farli cadere"/ Castelli menagramo: "Ancora vivi, eh!!!"/ Schifani Palpatine: "Non vanno sottovalutati"/ Pallaro minaccioso: "Io ancora non ho visto un euro. Oggi voto, ma sulla fiducia. Solo perchè mi hanno promesso i 14 miliardi nella manovra. Se non ci saranno quelli, io il voto per la Finanziaria non lo do"/ De Gregorio paziente: "Va bene, per oggi passi, ecco il mio voto. Ma serve un miliardo di euro in più per la difesa. Sennò..."/ Voce del popolo su Pallaro e De Gregorio: "Stamane sono volati, in favore dell' uno e dell' altro, assegni da inserire nella Finanziaria"/ Rossi fatalista: "Oggi voto, domani chissà"/ Turigliatto rifondarolo: "Devono diminuire anche i ticket per la sanità"/ Russo Spena metaforico: "Quando Berlusconi ci provoca, noi diventiamo di ferro!"/ Quel discolo di Cossiga a Baccini: "E' scattato il soccorso bolognese!"/ Baccini perplesso (e ti credo...): "Cioè?"/ Cossiga bidello: "Ho in tasca il foglio dei presenti e degli assenti, molti di voi non erano in aula, e ora Prodi deve telefonare a Casini a New York e dirgli: grazie, Pier"/ Baccini infastidito: "Guardi, Presidente, che noi c' eravamo tutti. Tranne Trematerra che sta in viaggio con Pier"/ Kossiga: "Ma venite nel centro-sinistra, e fatela finita!"/ Mastella soubrette: "Non mi fa male la spalla, come mai? Berlusconi e i suoi non dovevano darci una spallata?"/ Schifani su Trematerra: "E' necessario chiarire all' opinione pubblica i motivi di quest' assenza".

Chi l' avrebbe mai detto...mi manca tanto Aldo Biscardi...

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Martedì 14 Novembre 2006

CORDOGLIO INTERESSATO

I caduti di Nassiriya sono stati ricordati da destra e sinistra in numerose cerimonie su tutto il territorio nazionale, ma, nonostante questo, la CdL accusa il Governo di aver organizzato celebrazioni in tono dimesso e soprattutto di non aver indetto una manifestazione ufficiale ed unitaria. Gianfranco Fini, che con Giorgia Meloni ha deposto nell' occasione una corona di fiori sull' Altare della Patria, ha affermato: "era doveroso da parte del Governo fissare una manifestazione per consentire a tutti di rendere omaggio unitariamente ai martiri di Nassiriya. Derubricare questa ricorrenza ad iniziativa quasi privata è sintomo d' insensibilità". A queste dichiarazioni si aggiungono quelle del Ministro Parisi: "un popolo che non ricorda i suoi caduti non ha diritto ad un avvenire. Il nostro è un omaggio doveroso che dobbiamo ai nostri concittadini che sono andati in Iraq a nome di tutti noi, per conto di tutti noi, a nome dell' Italia e al servizio della Repubblica".

Personalmente trovo sia giusto esprimere cordoglio per le vittime di Nassiriya e le loro famiglie (ci mancherebbe, la vita è sacra...), ma la retorica militarista che ne deriva (anche a sinistra) è disgustosa. La guerra d' Iraq, iniziata da Bush in barba alle reprimende ONU e appoggiata dal Governo Berlusconi, di cui Fini faceva parte, ha procurato, oltre alle vittime italiane, migliaia di vittime civili che la CdL troppo spesso finge di non ricordare. L' operazione "Babilonia" non rientra in nessun modo nell' articolo 11 della Costituzione, rientra solo nell' ambito di quell' insieme di atti vergognosi che il potere occidentale compie quotidianamente allo scopo di conseguire l' obiettivo di sempre: il profitto. Si vuole indire una manifestazione "ufficiale ed unitaria"? Perfetto: la potremmo intitolare alle vittime del capitalismo e del colonialismo occidentale. Onoreremmo così la memoria di milioni di persone (compresi i nostri soldati) sacrificate in nome del denaro.

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Sabato 11 Novembre 2006

SUCCEDE DAL VETERINARIO: cronache di vita vissuta

- Vet: "E' buono il cagnetto, signora?", Signora: "buonissimo, un angelo...", Signora dopo il morso del cane al Vet: "ma non è cattivo, è che ha paura..."; --- Vet: "Signora, così non va. Questo gatto dovrebbe pesare 3-4 kg e ne pesa 9, cosa gli da da mangiare?", Signora: "il light della Hill' s, come mi ha detto lei!", Vet: "signora, dica la verità, cosa gli da?", Signora: "mamma mia! Per un po' di mortadella ogni tanto! Non può essere quella..."; --- Signora: "Tre scatole di K/D", Vet: "vengono 1,65 euro l' una, quindi sono...", Signora: "ma l' altro dottore me le mette 1,60..."; --- Signora: "Sono disperata, come faccio ad impedire al gatto di fare la pipì nella tazza?", Vet: "mha...io mi concentrerei sull' insegnargli a tirare la catena..."; --- Cacciatore: "Dottò, guarda che c' ha, che appena pijo 'r fucile scappa come un matto!", Cacciatore dopo l' estrazione di 30 pallini da Tordo dal muso del cane: "bho, nun me pareva d' avello preso....l' ucello è cascato..."; --- Vet davanti ad un Pastore Maremmano di 60 kg che tenta di aggredirlo: "Ma il cane fa così pure a casa?", Signore ridanciano: "noooo, è buonissimo...", Vet: "e permette che entri gente a casa?", Signore ridanciano: "no, questo no...", Vet: "e se lei si avvicina alla sua cuccia o alla ciotola?", Signore ridanciano: "mi ringhia, ma è normale, no? Lo fanno tutti i cani..."; --- Vet: "Questo cane è un soggetto allergico, non può mangiare ogni cosa...", Signore distinto: "mi rifiuto di pensare che un calamaro arrostito gli possa far male, non mi convincerete mai di questo..."; --- Uomo al telefono: "Dottore, il cane è al centro della stanza, sta fermo ed ha gli occhi chiusi, che c' ha?"; --- Altro uomo al telefono: "Ma quanto cresce un maialino vietnamita? Pensavo de meno....a Tommà, se cresci troppo te se magnamo!"; --- Ennesimo uomo al telefono: "Telefono per la trasmissione di Amadeus, mi sa dire quanti battiti ha un cavallo? E un elefante? Come pensavo, l' enciclopedia conferma...posso citare la struttura come fonte?"; --- Signora: "Attenzione, il cane morde...", Vet: "ok, gli mettiamo la museruola...", Signora: "no, così mi si stressa, non voglio. Ma lei non fa il veterinario? Con la museruola ero capace di visitarlo pure io..."; --- Vet: "Buondì", Signora: "ma lei chi è? Io non voglio lei, voglio il MIO dottore. Dov'è?", Vet: "fuori Roma signora...", Signora: "ma non sa che così si perde la clientela?"; --- Signora sensuale: "Dottore, non so come fare, il cagnetto continua ad attaccarmisi alla gamba", Vet: "e lei lo scacci...", Signora sensuale: "ma poverino! Anche lui necessita di sfoghi!"; --- Amica pazza: "Il cane tira troppo", Vet: "e tu usa il collare a strozzo, vedrai che la smette", Amica pazza: "ma così non respira...", Vet: "perchè, con quello che usi ora lo fa?", Amica pazza: "si, perchè quando tira gli corro dietro..."; --- Signore avaro: "Dottò, po venì qua fori che 'r cane zoppica?", Vet: "venga dentro, che gli do un occhiata", Signore Avaro: "no, che adesso nun c' ho tempo..."; --- Donna accorata con gabbiano incazzato: "L' ho trovato per strada, che c' ha?", Vet: "ma signora, noi non trattiamo questi animali, deve andare da uno specialista...vuole che le dia qualche indirizzo?", Signora accorata con gabbiano incazzato che comincia a beccare il Vet: "e se ve lo lascio qui? Fatemi 'sto favore devo andare a lavoro...".

Capito? E' una missione, una vera e propria missione....ora domattina, come prima cosa appena svegli, telefonate al vostro veterinario, ditegli che gli volete bene e che lo stimate. Lui sarà già in piedi e a lavoro da un pezzo e basta poco per farlo felice... E CHI NE APPROFITTA PER PARLARGLI DEL SUO STUPIDO CANE SIA MALEDETTO PER L' ETERNITA'!

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Giovedì 09 Novembre 2006

PROFESSIONE SPIN DOCTOR

"Cos'è uno staff elettorale? E' un gruppo di persone che si muovono nell' ombra. Fanno diventare una persona famosa e poi trasformano il suo essere diventato famoso in un lavoro", definizione di James Carville, stratega delle campagne elettorali di Bill Clinton.

Chi è Karl Rove? Il 90% delle persone a cui lo chiedi non sa rispondere. Proviamo a definire i contorni della sua persona...Osservandolo lo si potrebbe definire un uomo di mezza età con pancia pronunciata e faccia da bambino, celebre soprattutto per essere uno degli ospiti fissi del Presidente George W. alla Casa Bianca. In realtà c'è ben altro (non gli vengono affidati incarichi ufficiali per evitare di farlo cadere nella palude delle commissioni d' inchiesta). Karl Rove è lo spin doctor di Bush, l' uomo che ne cura ogni passo ufficiale e privato, ogni intervento, la pronuncia di ogni singola parola. Molti di noi si sono sempre chiesti come faccia un imbelle come Junior a governare una super potenza: la risposta è ROVE. Quello che "è probabilmente il più influente ed importante consigliere politico che un Presidente degli Stati Uniti abbia mai avuto" (parola di Maureen Dowd, N.Y.Times) e che democratici e repubblicani amano definire "il cervello di Bush", nasce il giorno di Natale del 1950 a Denver e cresce a Salt Lake City, nello Utah. Il suo curriculum scolastico è avvolto nel mistero, ma sembra non essere molto brillante (alcuni sostengono abbia conseguito una laurea alla Texas University, altri affermano si sia ritirato dal college che frequentava nello Utah a 21 anni). Nonostante questo al "boy genius" vanno attribuite tutte le trovate elettorali più azzeccate delle campagne di Bush jr., compresa l' ultima chicca della condanna di Saddam Hussein a novembre. Rove è l' eminenza grigia che nel 2002 diede il via alla rimonta repubblicana convincendo l' attuale Presidente a denunciare gli scandali finanziari di alcuni imprenditori conservatori e ritorcendo così contro i democratici il pezzo da '90 della loro campagna. Opera sua anche il bombardamento mediatico sul pericolo terrorismo , operato senza dimenticare di evidenziare le presunte indecisioni democratiche sul tema del supporto alle truppe in Iraq e della sicurezza nazionale.

Karl Rove è l' avvocato del diavolo: occhi da innocente e cuore nero come la pece...

Posted by Capelli VS Ricko at 02:30:52 | Permanent Link | Comments (18) |
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