Un impressionante numero di Tanks israeliani è schierato presso il confine della ormai tristemente nota "Striscia di Gaza", ma il mondo occidentale sembra non esserne affatto colpito e aspetta con serena indifferenza l' evolversi della situazione. Perchè quei carri armati sono lì? Il tutto (si fa per dire, è una questione ben più ampia...) parte con il solito "sbadato", "erroneo" massacro di civili palestinesi condotto da Israele a Gaza; l' attacco scatena la risposta della guerriglia palestinese, la cui azione militare, oltre a produrre qualche vittima, ottiene la cattura di un prigioniero: il Caporale semplice Gilad Shalit. L' operazione, rivendicata dagli estremisti del "Comitato di Resistenza Popolare", che hanno come obiettivo di facciata la liberazione di prigionieri palestinesi dalle carceri israeliane, risulta essere stata solo parzialmente approvata da Hamas e ha come suo principale ideatore il leader politico palestinese Khaled Mashal (esiliato in Siria e da sempre promotore dello scontro etnico), ma la cosa non influenza l' esercito israeliano che rastrella il territorio cisgiordano e arresta 63 uomini appartenenti ad Hamas, tra cui 8 membri del governo Hanijeh. Contemporaneamente, tanto per portarsi avanti nel lavoro, bombarda alcuni obiettivi politici del governo palestinese, tra cui spiccano gli uffici del primo ministro (e una scuola, quella non manca mai...). A questo punto Hamas, temendo una sconfitta politica che ne indebolirebbe ulteriormente la già precaria leadership, chiede ufficialmente il rilascio dei prigionieri palestinesi in cambio del "carneade" Shalit e, minacciando di attaccare con lancio missilistico centrali elettriche e scuole israeliane, si immerge mani e piedi in una vicenda che può avere un' unica conclusione: l' attacco israeliano a Gaza.
Quello che mi chiedo è se sia giustificabile o meno un' invasione della "striscia" allo scopo di liberare un caporale d' esercito. Non fraintendete, do per scontato che abbiamo tutti un altissimo rispetto della vita, ma sarete concordi con me nell' affermare che aprire un conflitto su larga scala per liberare un singolo individuo sarebbe alquanto pretestuoso. Il povero Shalit da l' idea di essere stato prescelto come vittima sacrificale da immolare per la riuscita di un piano più ampio che porterà all' annientamento di Hamas e dei palestinesi a Gaza. Si mormora che i dissidi interni ad Hamas e le solite ingerenze del Mossad abbiano avuto un ruolo importante nella vicenda, ma sono solo supposizioni e le supposizioni solitamente vengono a cadere davanti alla violenza...Le brigate "Martiri di al Aqsa" promettono l' impiego di kamikaze contro l' avanzata dei carri, ma l' unico risultato che otterranno sarà quello di spezzare altre giovani vite.
Non c'è pace e non si dorme a Gaza, è così da anni e anni, ma ora l' arroganza d' Israele e l' interessata indifferenza dell' occidente hanno un nome ed un cognome: Gilad Shalit.
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