Venerdì 29 Settembre 2006

MISSILI INTELLIGENTI PER PALLETTE E DEMENTI

I missili intelligenti sono una grandissima puttanata. E non perchè il più delle volte ciccano il colpo  e finiscono "erroneamente" su qualche ignaro salotto, ma per il semplice fatto che non servono ad una mazza sott' olio! Per esempio: esiste un missile capace di impostare la propria traiettoria seguendo nell' aria la traccia olfattiva della caseina? E uno che miri dritto e spietato sui grossi assembramenti di ottusa deficienza? No? E allora non mi si può dar torto! Pensate che io sia in pieno delirio, eh? Sappiate che nel week end che va dal 29 sett. al 1 ott. si riuniranno presso la Via Verentana (Viterbo) i partecipanti al Terzo Campo d' Azione di Forza Nuova che ospiterà come Guest Stars i greci di Alleanza Patriottica, la Falange di Spagna, la Nuova Destra di Romania, i francesi di Front National (potevano mancare gli accoliti di quel vecchio rincoglionito di Le Pen?), gli austriaci dell' ex partito di Haider (Fpo) ed i neonazisti tedeschi della Npd (loro stanno alla stronzaggine come i brasiliani al calcio...). Che faranno i nostri giovanottoni in pantaloni attillati anti-riproduzione(provate voi a far figli con le palle compresse...) e bretelle per passare il tempo? Ma quello che fanno sempre!...Saluti romani, ascolto dal vivo di gruppi alternativi (alternativi all' intelligenza?) tipo Hobbit e Aurora, tornei di Braccio di Ferro e Lancio del Negretto, misurazioni dell' uccello con squadra in latta del ventennio e soprattutto...mangeranno caciotte! Perchè ironia della sorte vuole che il luogo scelto per quest' orgia di gonadi beote sia un Caseificio! Cominciate a capire? Basterebbero un paio di missili che sapessero rintracciare l' odore di caciotta o il puzzo di pecora! Chiedo troppo? Riescono a contare con il satellite i peli del culo di Tronchetti Provera e non mi sanno costruire un ordigno a ricerca di caseina? Qualcuno si adonta per il mio sproloquio? Siiiiiiiiiiii? E allora vada a Viterbo, entri nel capannone, si abbracci ad Udo Voigt e Roberto Fiore e aspetti il missilone mangiando caciotte. L' unica differenza tra lui e una pecora è che la pecora caga buffe pallette di merda e non porta le bretelle...
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Giovedì 28 Settembre 2006

IL SORRISO DELLA GIOVINEZZA

Silvia Baraldini, arrestata nel 1982 dall' F.B.I. con l' accusa di aver partecipato il 20 ottobre 1981 ad una rapina a N.Y. nella quale furono uccisi due poliziotti ed una guardia privata, ha terminato di scontare la sua iniqua pena. - Sono finalmente una donna libera, sono felice. Stasera andrò a cena fuori come fanno tutti gli adulti.- queste le prime parole della Baraldini alla quale negli U.S.A. era stata inflitta una condanna a 43 anni di carcere (20 dei quali per aver militato in movimenti estremisti come il "19 maggio" e il "Faln") e che nel '99, grazie all' ottimo operato dell' allora ministro della giustizia Oliviero Diliberto (PdCI), era stata estradata in Italia. Silvia, militante comunista, si era trasferita a 14 anni negli Stati Uniti e come tanti altri giovani della sua generazione aveva subito il fascino potente del '68 e di tutte le sue contraddizioni. Non è mai stata riconosciuta colpevole di omicidio e proprio per questo il suo caso è stato, e forse continuerà ad essere, uno dei più discussi nel panorama giuridico mondiale. La sua detenzione (resa ancora più dura dall' azione impietosa di quello che si è ormai soliti chiamare "brutto male") si sarebbe dovuta concludere nel 2008 con la grazia del Presidente della Repubblica, come da "dispendiosi" accordi internazionali, ma l' Indulto ha scritto in anticipo la parola fine a questa farsa penosa.

- Siamo al corrente della liberazione da fonti di stampa, ma non abbiamo ancora avuto modo di discuterne con le autorità italiane e, quindi, non facciamo al momento commenti- ha dichiarato una fonte del dipartimento della giustizia degli Stati Uniti. E' certo che l' amministrazione Bush non gradirà la cosa, come non la gradiranno la destra italiana e tutti quelli che definiscono Silvia una "terrorista", ma...Silvia ormai è fuori. L' Indulto è un provvedimento vergognoso, ma giusto o sbagliato, si creda in lei o meno, Silvia è libera e io ne sono felice. 24 anni di carcere sono una vita. 24 anni di carcere, per una ragazza turbolenta e sognatrice che credeva in quello che faceva e non ha ucciso nessuno, sono un' eternità. E chiunque desideri la prigionia di un altro individuo solo perchè la considera politicamente conveniente è un uomo profondamente squallido...Goditi la cena Silvia...la colazione di domani sarà anche migliore...

 

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Lunedì 25 Settembre 2006

SE VENDO CIOCCOLATA ALL' EROINA SONO PASSIBILE DI DENUNCIA?

Ok, ci siamo. La realtà ha raggiunto la finzione cinematografica. Quante volte abbiamo osservato nei film rappresentazioni apocalittiche di un futuro lontano (lontano?) dove le multinazionali prendono il totale controllo della nostra vita e commercializzano prodotti assurdi nascondendone l' effettiva pericolosità agli ignari consumatori? Bhè...quel futuro è il nostro presente. E non parlo solo di sigarette (i fumatori sono prossimi all' arresto per crimini contro l' umanità ...) o alcool, parlo di altri prodotti a cui hanno accesso con grande tranquillità bimbetti e minorati vari. Da ottobre nei pub britannici sarà acquistabile una nuova "fantastica bibita" : COCAINE. Questo fantasmagorico intruglio promette "euforia, energia estrema e capacità di rimanere allegri e pimpanti per 5 ore" ed il suo patetico motto è "Instant Rush. No Crash!" (Euforia Istantanea. Nessuno Schianto!). Il suo creatore James Kirby (che DIO lo fulmini sulla tazza del cesso) afferma che il nostro sciacquabudella è "350 volte più forte della RedBull, è una palla di fuoco atomica che da una sensazione molto simile alla cocaina"; anche perchè il nostro geniaccio ha avuto cura di aggiungere a caffeina ed eccitanti vari (in dosi da pachiderma) un ingrediente che rende gola e denti insensibili, in modo da ricordare il più possibile la vera cocaina. In America è già stata distribuita ed i giovani di N.Y. ne vanno pazzi.

Che dire? Dopo il prosecco in lattina (!!!) pubblicizzato da Paris Hilton (commento Paris? Naaaaaa....) pensavo di aver visto tutto e invece... comunque durerà poco, 3 o 4 arresti cardiaci e nel giro di 2 mesi questa follia avrà fine. Per la gioia degli spacciatori di cocaina professionisti. Loro l' avranno un sindacato? No, perchè i calciatori ce l' hanno....

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Giovedì 21 Settembre 2006

MR. LUI

Da un anno e più imperversa su Italia1, all' interno degli stacchi pubblicitari, un ultra-quarantenne calvo, in giacca e cravatta, che fa boccacce e mima scenette di un' idiozia senza limiti. Ora...avevo deciso di ignorare per un po' la mia frustrazione, la televisione e tutti i mostri che partorisce, ma MR. LUI (il suo vero nome è Marco Lui) merita assolutamente che io faccia un' eccezione. Non discuto su cosa possa far più o meno ridere perchè sono consapevole della soggettività della questione, ma l' imbecillità di quelle espressioni mi solletica il centro del rigetto con violenza straripante. Come cazzo si fa a produrre tale ripugnante spettacolo? Come fa un uomo, per quanto disperato, ad accettare un simile incarico? Si rende conto che con il suo lavoro insulta l' arte mimica e soprattutto mette a repentaglio la salute nervosa di tutti i normo-dotati che hanno la sventura d' imbattersi nelle sue gag? E non mi si venga pretestuosamente ad obiettare che quelle penose pantomime sono inscenate per un pubblico di minori, perchè potrei controbattere che ho visto bambini , all' apparire dell' odioso pagliaccio, scagliare il primo oggetto afferrabile (solitamente il telecomando...) contro lo schermo, mandandolo in frantumi. Già facevo fatica ad accettare l' esistenza di Max Pisu e Michelle Hunziker, cosa ho fatto per meritare MR. LUI? Purtroppo l' aspetto più amaro del problema è che l' uomo che interpreta l' oscena macchietta è inconsciamente provato dalla condizione umana in cui l' hanno cristallizzato, infatti, ripreso e mandato in onda durante una pausa, mostrava nello sguardo tutte le sconfitte e le tare che lo affliggono quotidianamente. Spero che le persone a lui vicine lo riportino alla realtà spiegandogli quale danno stia procurando alla sua immagine o che nel frattempo lo rimuovano dal palinsesto. Mi dispiace che qualcuno perda il lavoro, ma in questo caso è per il suo bene....

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Martedì 19 Settembre 2006

LES FLEURS DU MAL

"Toi qui, comme un coup de couteau,/Dans mon coeur plaintif es entrée;/Toi qui, forte comme un troupeau/De démons, vins, folle et parée,4/De mon esprit humilié/Faire ton lit et ton domaine;/-Infame à qui je suis lié/Comme le forçat à la chaine,8/Comme au jeu le joueur tetu,/Comme à la bouteille l' ivrogne,/Comme aux vermines la charogne,/-Maudite, maudite sois-tu!12/J' ai prié le glaive rapide/De conquérir ma liberté,/Et j' ai dit au poison perfide/De secourir ma lacheté.16/Hélas! le poison et le glaive/M' ont pris en dédain et m' ont dit:/' Tu n' es pas digne qu' on t' enlève/A' ton esclavage maudit,20/Imbécile!- de son empire/Si nos efforts te délivraient,/Tes baisers ressusciteraient/Le cadavre de ton vampire!24" LE VAMPIRE da LE FLEURS DU MAL(1857) di BAUDELAIRE (1821-1867).

Questa poesia di Baudelaire, di cui non fornisco traduzione perchè trovo sia disdicevole sciuparne la musicalità del testo in lingua originale, è oggi di una pertinenza eccezionale. Il poeta c' illustra con l' alchimia del dolore tipica della sua opera come il "male", il "germe della corruzione", sia insito nell' uomo stesso e perciò si rifletta in alcune sue manifestazioni esterne. Non si può estirpare la corruzione dalla materia, perchè essa ne è parte integrante, quindi si deve accettarla come elemento attivo della dimensione terrena. Credo che questo discorso possa essere ricondotto con efficacia all' erroneità della ricerca della perfezione caratteristica del teorizzare religioso; la religione ricerca la perfezione sapendo di non poterla ottenere e finisce per sperimentare solo pentimento(più o meno sentito...) e frustrazione. L' uomo è un essere di gioia e dolore, che cerca di esorcizzare le proprie devianze dando loro il ruolo d' antagoniste in un artificiale macrocosmo religioso regolato da norme studiate che lui spaccia per verità rivelate.

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QUANDO L' IDEALE RIMANE IN MUTANDE...

Sabato 16 settembre 2006, ore 11.00, diluvio sulla capitale. Fausto Bertinotti, "comunista" e presidente della Camera, interviene in qualità d' ospite d' onore alla festa di Azione Giovani, accolto a braccia aperte dal leader di A.N. Gianfranco Fini. - Le nostre parti si sono contrastate anche sul piano fisico-militare. Vorrei che quei tempi non tornassero mai più. Sono qui per gettare un ponte.- queste le dichiarazioni più significative del "compagno" Bertinotti che nell' occasione trova anche il tempo di definire i dirigenti dell' U.R.S.S. dei "mostri" e gli eroi della rivoluzione cubana dei "barbudos eretici".

Bertinotti non mi ha sorpreso, non mi è mai piaciuto, l' ho sempre considerato uno snob troppo preso da se stesso per poter concedere attenzione a questioni terrene, ma devo ammettere che mi amareggia l' efficacia sorprendente con cui sta limando l' assolutismo sinistrorso della sua personalità a favore di una più conveniente e malcelata tendenza al revisionismo storico e all' inciucio tipicamente italico. Come si può accettare che uno dei leaders  storici della sinistra purista, di quel P.R.C. che ama considerarsi moralmente superiore ai D.S. ed ai cugini del P.d.C.I., partecipi con estrema giovialità ad una festa dove il 90% dei presenti considera Mussolini uno dei più grandi statisti del ' 900? Come è possibile che Sandro Curzi partecipi ad un tale pic-nic del revisionismo? Come si può tollerare che Rina Gagliardi suggelli il tutto con foto ricordo? A dir poco irrispettoso è che la controparte politica scelta da Fausto per il riavvicinamento al centro sia rappresentata da Gianfranco Fini , delfino di Almirante, impiegato ormai da un paio d' anni nella faticosa opera di sdoganamento da un passato pesante di violenza e duro estremismo che stride con il nuovo volto centrista  che Fini vuole per A.N. Può un uomo di sinistra "duro e puro" ambire a tali giochi e strizzare lascivamente l' occhio a manovre di così bassa lega? Bertinotti ha citato durante la festa una delle sue frasi più felici: - sono ebreo, musulmano, omosessuale, lesbica, io sono anche l' altro! -; è stato fischiato per questo ed è giusto così. In un contesto come quello il discorso avrebbe suscitato più consensi se si fosse concluso con l' affermazione:- ...il mio nome è legione!..-. Come si può parlare di tolleranza deavanti ad un pubblico che è solito considerare l' omosessualità una devianza sociale?

Marco Rizzo del P.d.C.I., impegnato nell' occasione a rendere omaggio alle vittime del nazi-fascismo a V. Tasso con Manuela Palermi ed il presidente dell' A.N.P.I. di Roma Massimo Rendina, ha commentato così la visita di Bertinotti: - Siamo qui per ricordare che l' anti-fascismo è ancora un valore vivo del nostro paese, ma c' è chi, da sinistra, procede con un ulteriore passo verso il revisionismo . Un errore compiere gesti simbolici come quello di andare alla festa dei post-fascisti: scelta politica, non istituzionale.- . Inutile dire che il compagno, lui si, Rizzo riscuote tutta la mia stima e dovrebbe suscitare le stesse emozioni nell' elettorato del P.R.C. Cosa pensa l' elettore di Rifondazione di un compagno che si presenta ad una festa di Azione Giovani e sorride compiaciuto alla richiesta di Giorgia Meloni di pronunciare con consueta "erre moscia" la parola ramarro? Lo trova dignitoso? Spero vivamente di no. Cito Fini: - Le idee non sono come le mutande, che si cambiano una volta al giorno...-; lo stesso vale per la faccia, che dovrebbe essere una sola, ma che, come le mutande, dopo certe prestazioni andrebbe lavata con frenetico e catartico puntiglio...

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Giovedì 07 Settembre 2006

STEVE IRWIN e la MORTE in 8mm

Cosa è giusto far vedere in TV? La censura dovrebbe essere la proiezione del buonsenso comune, l' iniziativa di un singolo o più semplicisticamente non dovrebbe esistere? Questo tipo di domande aleggiano di frequente nelle teste della gente, ma le eccezioni e la complessità delle risposte non concedono spazio alla scelta di una soluzione. A nessuno fa piacere guardare al TG, magari mentre si è davanti ad un piatto di pasta fumante, i corpi straziati delle vittime di guerra, ma siamo sicuri che le coscienze dei più sarebbero toccate dalla gravità della questione senza l' impatto (molto violento, lo riconosco...) d' immagini di quel tipo? Sono assolutamente certo che gli organi di stampa non siano scevri dal fascino degli ascolti quando propongono in prima pagina la miseria del dolore, ma sono altrettanto certo che la lezione che ne traiamo alla fine risulti molto utile.

Qualche giorno fa è venuto a mancare, trafitto al cuore dall' aculeo di un trigone durante un' immersione, Steve Irwin, il più famoso crocodile hunter del mondo. Forse alcuni non lo conoscono, ma per gli appassionati del mondo animale quel 44enne australiano perennemente sorridente nel suo completino marrone era diventato icona di ilarità collegata all' estremo. Steve, titolare insieme al padre del famoso Australian Zoo, era solito lottare a mani nude con animali in genere e coccodrilli in particolare e la sua abilità l' aveva reso protagonista anche di un paio di pellicole di successo in tutto il mondo. Oltre alla popolarità le sue gesta avevano riscosso numerose polemiche riguardo all' opportunità di certe bravate, in special modo quando con assurda tranquillità si era avvicinato in compagnia del figlio neonato ad un coccodrillo in piena frenesia da pasto, ed ora ci si chiede se sia giusto o meno diffondere il video che lo ritrae negli ultimi istanti prima dell' oblio mentre si estrae dal petto l' aculeo della razza. La famiglia (lascia il papà, la moglie e due bambini piccoli...), dopo aver rifiutato i funerali di stato (Irwin era un significativo rappresentante della comunità australiana), annuncia che il filmato verrà distrutto, ma io credo (opinione personalissima...) che Steve non avrebbe approvato. Era puntuale ed attentissimo nell' illustrare come il suo stile di vita richiedesse dei sacrifici notevoli e gli facesse rischiare la pelle quotidianamente e mostrava alla telecamera ogni ferita ed incidente che lo colpiva nel corso delle sue scorribande. Comprendo e rispetto il riserbo della famiglia, ma che c'è di più istruttivo di dimostrare che anche essendo uno Steve Irwin la cautela nell' approcciarsi alla natura deve deve essere sempre al livello massimo? I bambini hanno imparato da persone come Steve che animali come i rettili o le razze sono meravigliosi, ora si ha l' occasione di fargli capire che possono anche risultare letali, quindi vanno trattati con il rispetto e la prudenza che si devono loro...

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Sabato 02 Settembre 2006

The BOONDOCKS

Sono certo che quando Aaron McGruder, trentenne laureato all' università del Maryland in Afro-American Studies, pubblicò per la prima volta sul Los Angeles Times nell' Aprile del 1999 una striscia intitolata "The Boondocks", non aveva il minimo sentore del successo che gli sarebbe piovuto addosso. Era semplicemente infastidito dalla titanica e variegata massa di dogmi e archetipi comportamentali bislacchi che la classe dirigente caucasica impone a colpi di emendamenti e bombardamento mediatico alla popolazione afro-americana.

I ragazzi della mia età ricordano perfettamente l' epopea dell' eterno adolescente "Arnold Jackson" (al secolo Gary Coleman), impegnato allo spasmo in un difficile processo d' integrazione nella Manhattan della ricca ed esigente società bianca; ma forse pochi di loro, distratti dalle divertenti avventure della "piccola canaglia", si sono soffermati a riflettere su quanto fosse razzista e poco rispettosa quella serie TV. I due fratellini neri di Harlem, adottati da un ricco uomo d' affari bianco, finivano per rinnegare totalmente un passato fatto di povertà , ma anche di fiera indipendenza e consapevolezza di razza, a favore di una vita da ricchi "cuccioli di negro" pronti a scodinzolare e guaire davanti ad un biglietto da un dollaro. I protagonisti di McGruder ricordano  quei due personaggi e come loro passano dal ghetto (nel loro caso il South Side di Chicago) all' opulenza della borghesia bianca (la noiosa e bigotta Woodcrest), ma non rinunciano alle loro peculiarità culturali e tendono ad imporre con simpatico ed esilarante puntiglio il life style del perfetto afroman. Huey Freeman (il nome è un gradito e sentito omaggio a Huey P. Newton, fondatore delle Black Panthers), rivoluzionario e fondamentalista marxista alla tenera età di 10anni, ed il suo fratellino minore Riley, gangsta rapper alla Snoop Dog che "pretende" da Babbo Natale un gioiello in platino e diamanti, rappresentano, insieme con il nonno, un misto tra il Fred Sanford della serie TV "Sanford and Son" e Bill Cosby, e il vicino Tom Dubois, avvocato democratico membro della N.A.A.C.P. (National Association for the Advancement of Coloured People) sposato con una donna bianca, alcune delle più tipiche e significative figure della black people. McGruder, in special modo attraverso le invettive di Huey e la garbata e matura sagacia di Michael Caesar, il piccolo amico/confidente di Brooklyn del nostro Shaka Zulu in erba, esprime le proprie pesanti perplessità riguardo all' amministrazione Bush, all' America tutta, bianca e nera, proponendo un fumetto che presenta i tratti tipici dell' eterna Mafalda e del Doonesbury di Trudeau, differenziandosi però nell' attenzione quasi maniacale rivolta all' approfondimento della black culture e dell' hip-hop delle origini.

Il prodotto, che ha dato anche lo spunto per la creazione di un cartone animato in onda su Cartoon Network, risulta assolutamente ed amabilmente "politically incorrect" ed è manna dal cielo per tutti gli appassionati di cultura afro-americana. Viene voglia di indossare un dashiki e celebrare il Kwanzaa davanti ad una foto in bianco e nero di Angela Davis...

 

Posted by Capelli VS Ricko at 14:37:40 | Permanent Link | Comments (5) |