LETTERA APERTA alla comunità di FANO ADRIANO… e ai buongustai tutti.
Cari compaesani,
Un paio di giorni fa il giornale, una di quelle porcherie in distribuzione gratuita, buone per ripararsi dalla pioggia in assenza di più valide protezioni, mi ha sorpreso con una notizia riguardante la nostra amata comunità montana. La colonnina di fondo così recitava:
“E’ stato ucciso dai bracconieri il cervo di Fano Adriano (Teramo) che il Servizio Scientifico del Parco Nazionale del Gran Sasso-Monti della Laga aveva definito “confidente”, perché deciso a vivere vicino agli uomini frequentando al mattino presto e verso sera, le aree circostanti il paese. E’ stato ritrovato ieri in un corso d’acqua tagliato di netto con un coltello.”
E Polis Roma del 10/11/2007
Voi conoscete bene l’affetto che mi lega al nostro amato paesino.
A Fano Adriano metà delle persone portano il mio stesso cognome, lì passo le mie vacanze, quello è il posto che sento veramente casa, lì un giorno mi farò seppellire (grattazio pallorum omnia mala fugat).
Sapete anche quanto rispetto nutra per le nobili tradizioni della nostra gente quali l’alcolismo, il 3 e 31, la caccia di frodo, la gotta, la demenza senile, la demenza adolescenziale, la demenza violenta e quella per tutte le stagioni; molte delle quali io stesso coltivo con devozione.
Ciononostante, ammetto che la notizia dell’uccisione del cervo “confidente”– parmi di ricordare che questa estate lo si chiamasse in modo diverso, qualcosa del genere “quel bambidelcazzorovinaortichefaràunabruttafine”– mi ha lasciato parecchio deluso e amareggiato. Insomma, mi sta bene che a qualcuno capiti di perdere qua e là per i boschi trappole e tagliole, del resto non fanno più gli zaini resistenti di una volta. Passi pure se stavolta qualcuno è scivolato sulla giugulare di Bambi proprio mentre aveva un coltello da caccia in mano, del resto gli incidenti possono sempre capitare.
Ciò che mi ha lasciato inorridito è la barbarie di avere lasciato quella quintalata di carne esposta alle intemperie invece di offrirle degna sepoltura in qualche fondaco magari previa imbalsamatura sotto sale.
Dico io, abbiamo inaugurato quest’estate il museo del cervo celebrandolo come animale sacro e simbolo della nostra comunità e poi, quando un cervo in carne e ossa viene a fare il turista nel ranch di Villa Moreni gli riserviamo questo pessimo trattamento?
Mosso da indignazione e incredulità ho sguinzagliato mio padre alla ricerca di maggiori informazioni e ho finalmente
ricevuto la smentita che tanto desideravo. Il giornale sbagliava, nessun cerbiatto è stato trovato depezzato a Fano Adriano. Non ci sarà alcun inviato di Studio Aperto a raccogliere solidarietà e sottoscrizioni per il cervo “confidente”, giacché la bestia in questione, è semplicemente sparita.
Nel ruscello non è stato ritrovato il suo corpo ma solamente il collare di cui lo avevano dotato i forestali.
Puntando tutti i miei averi sulla civiltà e l’amore per la natura dei Fanesi tendo dunque a ritenere che il cornuto in questione si sia liberato del collare utilizzando delle comunissime forbici lasciate incautamente da qualche autoctono e abbia quindi deciso di svernare sui monti approfittando del clima mite.
O così, oppure quest’estate inaugureremo accanto al museo del cervo la ben più interessante “sagra del cervo”, piatto forte scurpelle al prosciutto di Bambi.
In ogni caso, avete tutto il mio affetto e la mia stima incondizionata, adorati compaesani.
Alessandro Riccioni
A Fano c’avevamo un cervo?
E mamma mia….ma manco lo sapevi….ma che “fanense” sei???? St’ estate prosciuttata de ungulato…..
Cazzo, Sté, lo sapevo io…
io ho anche le foto sul cellulare…ziki,ziki….quando andiamo a vedere “eucalypto”?!un saluto a tutti belli e brutti…e un saluto a magic smile…hihihi….
Stai su internet, quindi presumo che hai risolto la faccenda cavetto….
si e senza neanche comprarlo….la presa era un’altra…..hihihi…..
all’ora d’estate vieni verso le mie parti? io sto nelle marche del sud, ma quei monti che hai menzionato li vedo dal mare e a volte ci faccio delle full immersion con tenda o magari in un rifugio…posti bellissimi e alla fine ben ripopolati…di questo devo dare atto ad alcuni dirigenti abbruzzesi…ciaooo
Aspettando che il Sander impari che ai suoi artcoli deve rispondere lui stesso rispondo io che sono compaesano del brillante autore:
Saranno pure ben ripopolati, ma se continuano a far prosciutti dei cervi, i “cornuti” saranno presto ridotti all’ osso….. in tutti i sensi……Lu PRESUTTE enne BBONE, co lu vine enne CCHIU’ BBONE!!!!!
Ma perché, c’ha paura de litigà pure qui? E che é….
No, il fatto è che mi sono invorticato con world of warcraft. Quel gioco mi succhia la vita. Ultimamente ho persino paura di avvicinarmi al pc. Scrivere questo articolo mi è costato una pesante crisi di astinenza con tanto di sudori freddi e allucinazioni (a meno che non sia davvero stato un ceervo con la voce di Amendola a ordinarmi di scrivere).
capelli,
beh…l’importante è che non si esageri…da quello che so non ci sono per ora problemi…ciaoo
Per ora no, ma meglio stare in guardia…..l’ unico cervo l’ hanno “prosciuttato” perchè aveva rotto qualche pianta de “pummarola”…..
non mollate su questa cosa. le sagre portano molti più soldi e turisti del fine settimana che qualsiasi parco naturalistico o museo della civiltà contadina.
ps. devo fare un post prima o poi sul fatto che come dici tu nel tuo commento da me “non si salva un programma tv”. no, ci sono dei buoni programmi in rai ma sono tutti in orari impossibili. ci salverà il podcast? ecco il titolo del post… ci salverà il podcast? (se lo faccio ovviamente ti cito come ispiratore) buona domenica cap