Saturday, June 30, 2007

I LOVE MIKA BRZEZINSKI

«No alle news sulla Hilton prima dell’Iraq»

NEW YORK - Doveva leggere la notizia della ritrovata libertà di Paris Hilton prima delle news che riguardano gli orrori e le quotidiane vittime americane in Iraq. Ma la giornalista Mika Brzezinski si è rifiutata categoricamente di seguire questa scaletta e dopo aver tentato di bruciare il foglio dove era stata battuta la notizia del rilascio della bella ereditiera, l’ha strappato indignata. Un siparietto televisivo che ha conquistato gli utenti di Youtube: oltre 250.000 persone hanno già visto sul sito americano il video del “gran rifiuto” della Brzezinski.

TELEGIORNALE - Tutto è accaduto sulla rete televisiva americana MSNBC durante il programma televisivo “Morning Joe”: nel video si vede la giornalista Brzezinski che dopo aver salutato i telespettatori comincia a presentare le notizie nazionali. Ad un certo punto si ferma e esclama: «Io odio questa notizia e penso che il nostro telegiornale non dovrebbe cominciare così». Successivamente la Brzezinski accartoccia il foglio su cui è scritta la news della Hilton e tenta di bruciarlo, ma è fermata dal co-conduttore.

RIFIUTO - Per tutto il tg la Brzezinski si rifiuterà di leggere la suddetta news e ripeterà: «Io non credo affatto nella copertura di questa notizia, non si può iniziare un telegiornale così, soprattutto quando ci sono stati altri eventi come quelli di oggi». Successivamente l’atmosfera diventa più rilassata e l’altro conduttore del programma insieme al produttore iniziano a prendere in giro la giornalista: mostrano più volte le immagini della Hilton mentre lascia il carcere e ironizzano sulle dichiarazione di pentimento che la giovane ereditiera ha concesso all’indomani del rilascio. Alla fine si vede la Brzezinski con la testa tra le mani che dopo qualche secondo inizia la lettura delle successive notizie. (fonte Corriere della Sera)

alt : http://www.youtube.com/v/6VdNcCcweL0

Sposami Mika…non guadagno molto, sono iracondo, pigro e disordinato, ma giuro che il mio amore per te è sincero e passionale, ce lo faremo bastare…rendimi felice, dimmi di sì…

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Friday, June 29, 2007

AGGRESSIONE FASCISTA A ROMA

Raid fascista durante concerto: due feriti, un carabiniere contuso

ROMA - Due ragazzi feriti,due auto dei carabinieri danneggiate, un militare contuso. Questo il bilancio della notte di paura vissuta al termine di un concerto della Banda Bassotti nel parco di Villa Ada, a Roma. Poco dopo l’una, finita l’esibizione della band, storica formazione del “combat rock” romano, mentre gli spettatori cominciavano ad allontanarsi, una ventina di persone - oltre 100 secondo alcuni testimoni - con il volto coperto da caschi, armate di mazze e coltelli, hanno fatto irruzione tra la folla. Prima, un lancio di petardi, poi si è passati allo scontro fisico. L’agguato è di matrice politica: gli aggressori durante l’irruzione avrebbero urlato slogan di destra contro i giovani presenti al concerto, classificati come “comunisti”.

A farne le spese sono stati due ragazzi: uno è stato colpito da un’arma da taglio, l’altro è stato ferito al capo. I due sono stati condotti all’ospedale “Sandro Pertini” e giudicati guaribili rispettivamente in 20 e 7 giorni. Oltre ai due ragazzi feriti, sono state numerose le persone sotto shock.

I carabinieri del 112, avvertiti da alcuni degli spettatori, sono immediatamente intervenuti, ma al loro arrivo sono stati accolti da un fitto lancio di oggetti di ogni tipo, faticando non poco a riportare la calma. Nessun dubbio, secondo gli organizzatori, sulla matrice del raid: la Banda Bassotti è nota per l’impegno sociale e la sua militanza politica di sinistra, e gli aggressori avrebbero inneggiato al Duce e urlato slogan fascisti. I carabinieri hanno identificato alcuni dei presenti e stanno cercando di far luce sull’episodio che presenta ancora punti poco chiari.

“Quanto successo questa notte a Villa Ada, subito dopo un concerto cui avevano partecipato tanti giovani, è di una incredibile gravità”, ha detto il sindaco di Roma Walter Veltroni. “Gruppi di teppisti armati di spranghe e bombe-carta, nascosti nell’ombra all’uscita e al grido di ‘viva il duce’, hanno premeditatamente aggredito ragazze e ragazzi - ricorda il sindaco - uno di loro è stato accoltellato e con sollievo apprendiamo che le sue condizioni non sono gravi. L’aggressione ha provocato momenti di tensione e reazioni da parte dei ragazzi aggrediti. Fatti del genere non debbono accadere in questa città. In ogni modo va evitato che chiunque accenda spirali di violenza”. Veltroni si augura che “le forze dell’ordine riescano ad individuare i colpevoli dell’aggressione e ad assicurarli immediatamente alla giustizia. E mi auguro che da parte di tutte le forze politiche giunga subito una nettissima e inequivocabile condanna verso queste forme di delinquenza e di violenza”. (fonte la Repubblica)

Carissimo Signor Sindaco di Roma Walter Veltroni….lei certe affermazioni avrebbe dovuto farle in consiglio comunale nel momento in cui si deliberò in favore della concessione di importanti spazi pubblici all’ estremismo destrorso del ‘FORO 753′…e invece la sua scelta fu quella del dialogo, del buonismo, del ‘veltronismo’…ora è troppo tardi. Noi non siamo preoccupati, le ‘questioni di militanza’ ce le siamo sempre risolte da soli, rischiando in prima persona, e ce la caveremo anche questa volta…siamo abituati all’ indifferenza della classe politica verso certi fenomeni. Una sola cosa cambierà: nessuno di noi la chiamerà più compagno. Lei non lo merita. Continui pure col suo progetto centrista e non si curi più delle nostre faccende…non abbiamo bisogno di lei, non abbiamo bisogno dei suoi ‘ganascini’, non abbiamo bisogno della sua carità e soprattutto non abbiamo bisogno di chiacchiere. Nella vita reale contano i fatti….la favella è disciplina da cinefili democristiani…

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Thursday, June 28, 2007

C’E’ STUPRO E STUPRO…

Piacenza, 17enne massacra ragazza

PIACENZA - Tragedia a sfondo sessuale a Piacenza. Un 17enne ha aggredito con un ferro da stiro, riducendola in fin di vita, una ragazza di 20 anni. Il giovane, suo vicino di casa, è  penetrato nell’abitazione della ragazza e, forse respinto in un suo approccio, si è avventato sulla vittima di nazionalità albanese, massacrandola. Il minore è stato arrestato dalla polizia, sull’allarme dato dalla sua stessa madre.

Secondo la ricostruzione fatta dagli inquirenti, l’aggressore è entrato all’interno della camera della giovane passando da una finestra di casa sua ad una finestra dell’abitazione vicina usando come appoggio il tubo esterno del gas. Probabilmente attratto ma respinto dalla vittima, ha colpito ripetutamente alla testa la 20enne albanese con un ferro da stiro. Poi è ritornato nella sua abitazione con gli abiti insanguinati.

La mamma del ragazzo, spaventata alla vista del figlio in quelle condizioni, ha telefonato al 113. La polizia si è trovata davanti una scena raccapricciante, la ragazza albanese era stesa nella camera da letto in un lago di sangue: e’ stata ricoverata all’ospedale di Piacenza in prognosi riservata. Il minorenne è stato arrestato con l’accusa di tentato omicidio. (da TGCOM)

Fossi in voi mi chiederei perchè questa notizia è quasi totalmente ignorata dai media, mentre a questa, contemporanea ed ugualmente grave, viene dato ampio risalto…

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Tuesday, June 26, 2007

CIAO CHRIS…

Chris Benoit trovato morto con moglie e figlio

ATLANTA - Secondo la polizia potrebbe trattarsi di omicidio-suicidio, ma il giallo è ancora tutto da risolvere. Chris Benoit, celebre wrestler canadese noto anche in Italia, è stato trovato morto all’interno della sua abitazione, a Fayetteville, assieme alla moglie e al figlio. Secondo le prime ricostruzioni, il lottatore avrebbe ucciso la donna, Nancy (anche lei un personaggio del mondo del wrestling), e il piccolo Daniel, di 7 anni. Successivamente si sarebbe tolto la vita. I corpi sono stati ritrovati in tre stanze diverse.

LA NOTIZIA - La notizia è stata diffusa ai fan dal sito della Wwe: «La World Wrestling Entertainment è profondamente addolorata nel dover annunciare che Chris Benoit e la sua famiglia sono stati trovati morti nella loro casa». Tra l’altro, il lottatore canadese avrebbe dovuto partecipare a due appuntamenti della Wwe: una serata live a Beaumont, nel Texas, in programma sabato sera, e soprattutto «Vengeance», uno degli eventi in pay per view in programma a Houston. Benoit aveva però avvertito la Wwe ed era stato sostituito all’ultimo minuto a causa di «ragioni personali». Domenica mattina il lottare avrebbe anche inviato strani sms ad alcuni amici. A questo punto la World Wrestling Entarteinment ha allertato le autorità.

LA CARRIERA - Benoit, nato a Montreal il 21 maggio 1967, era uno dei lottatori più famosi del mondo. Tra i numerosi titoli vinti in carriera, è riuscito ad aggiudicarsi la cintura mondiale della Wcw (World Championship Wrestling) e quella Wwe. Un’accoppiata riuscita a pochi nella storia di questa disciplina. La scomparsa di Benoit non rappresenta l’unica tragedia nel mondo del wrestling. Nell’autunno 2005 uno dei campioni più amati, Eddie Guerrero, fu ritrovato senza vita in una stanza d’albergo a Minneapolis. (fonte Corriere della Sera)

Credo sia arrivato il momento di indagare seriamente negli ambienti della World Wresting Entertainment…

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MA SI PUO’ SAPERE…

…come cazzo fanno i bambini a crescere bene con Yu-Gi-Oh?…Ai miei tempi trasmettevano ben altro…

alt : http://www.youtube.com/v/scI6W749zC4

 

alt : http://www.youtube.com/v/d61NUDzm6Ho

 

alt : http://www.youtube.com/v/Q6H609xo2zk

 

alt : http://www.youtube.com/v/g1ECio2RwAA

 

alt : http://www.youtube.com/v/skz50YzffI4

 

alt : http://www.youtube.com/v/Wlf_CiN0CpE

 

alt : http://www.youtube.com/v/KAwEsvS0dbo

Questo sì che era intrattenimento elevato…fanculo i Pokémon!

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Monday, June 25, 2007

ALBE’, CI MANCHI TANTO…

alt : http://www.youtube.com/v/cqF85mqbFHw

Dedicato alla zia Deb da quel discolo di suo nipote…

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Sunday, June 24, 2007

BASTA PAZIENTARE UN ATTIMO…

…e tutti i nodi vengono al pettine…

Minacce a Bagnasco, è stato un ex carabiniere: “Niente terrorismo, era una storia di vendetta”

GENOVA - Non era terrorismo. Il mittente della lettera con tre proiettili e minacce di morte recapitata il 9 giugno al presidente della Cei Angelo Bagnasco, è un ex carabiniere, Enzo Comba, 43 anni di Cuneo. Avrebbe agito non per motivi politici, ma per vendetta nei confronti di una prostituta che l’aveva abbandonato e del suo nuovo compagno, un immigrato albanese, che l’aveva denunciato per estorsione.

La vicenda nasce in Alta Val Tanaro, a Garessio, 3.500 abitanti, ultimo luogo di lavoro dell’ex militare. Quando lei gli ha detto che la storia era conclusa, Enzo Comba non si è rassegnato ed ha cominciato a perseguitarla con atteggiamenti intimidatori utilizzando il fatto che era un militare dell’Arma dei carabinieri. Dopo l’ennesima minaccia, lei e il suo nuovo compagno si sono rivolti ai carabinieri della Compagnia di Mondovì e hanno denunciato l’ex militare per una vecchia storia di estorsione per la quale Enzo Comba, all’inizio di maggio, è finito in carcere.

Niente brigatisti, dunque, nessuna volontà di colpire davvero il presidente della Cei. Solo una storia torbida di gelosia e vendetta. L’inchiesta condotta dal sostituto procuratore di Genova Anna Canepa, è stata riassunta ai giornalisti dal questore di Genova Salvatore Presenti e dal dirigente della Digos Giuseppe Gonan: “Abbiamo voluto dare la notizia - ha spiegato il questore - per tranquillizzare l’opinione pubblica sulla mancanza di un disegno eversivo dietro le minacce al presidente della Cei”.

Il progetto dell’ex carabiniere era semplice: scrivere le minacce al presidente della Cei imitando la calligrafia della donna. Ma la storia è venuta a galla e la Digos ha accertato che “né la donna né il suo compagno - ha detto il dirigente della Digos genovese - hanno nulla a che fare con le minacce al presidente della Cei”. L’ex carabiniere, agli arresti domiliari, è stato denunciato per calunnia, minacce gravi aggravate e detenzione abusiva di munizionamento. In casa dell’ex carabiniere gli agenti hanno sequestrato un computer in cui dovrebbe essere rimasta traccia del file con il testo minatorio ed altri elementi di prova ritenuti schiaccianti.  (fonte la Repubblica)

M’ incazzo?…No, non vale la pena…fàmose ‘na risata…

     

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Friday, June 22, 2007

COS’ E’ UN FAKE?

Nel gergo di Internet, e in particolare di comunità virtuali come newsgroup, forum o chat, un FAKE (dall’inglese per “falso”, “posticcio”) è un utente che falsifica in modo significativo la propria identità. In contesti basati sull’anonimato e sull’identificazione attraverso nickname, tale falsificazione non ha in genere a che vedere con l’identità in senso stretto (comunque ignota), ma ad alcune caratteristiche importanti della persona. Così, verrà giudicato fake chi partecipi a una discussione in cui siano coinvolti elementi di medicina fingendosi un medico (o un malato); chi frequenti un sito di incontri romantici fingendosi un esponente del sesso opposto; chi si introduca nelle discussioni di un gruppo con un certo orientamento politico, religioso, ecc., limitandosi a fingere di condividerne i valori. Un caso particolare di fake è l’utente che finge di essere un certo altro utente più o meno noto alla comunità, assumendone il nickname allo scopo di ottenere qualche vantaggio o operare contro la reputazione del “proprietario” usuale del nickname stesso. (fonte WIKIPEDIA)

Finalmente anche io ho un fake…certo…non è il massimo…è un fallito analfabeta basso e trippone che di uguale a me ha solo l’ avatar e parte del nickname, ma mi accontento, magari col tempo migliorerà….nel mentre scusate la sua aerofagìa mentale e gli ‘orrori’ grammaticali….il suo vero aspetto è questo:

                                  

Se avete frequentato il blog negli ultimi tempi potrete anche individuare di quale insignificante idiota si tratti….BUON ONANISMO, SPIEDOTRIPPA…..

Posted by Capelli VS Ricko at 00:43:33 | Permalink | Comments (26)

Sunday, June 17, 2007

ZINNE: BARRIERA ANATOMICA O PIACEVOLE ORPELLO?

Tettomachìa a New York: artista risarcita con 29mila dollari in seguito ad un arresto per pubblico topless…

NEW YORK - La polizia le aveva brutalmente negato il diritto di andare in giro in topless e ora ha ottenuto un risarcimento di 29mila dollari dal Comune. E’ successo a New York. I fatti risalgono ad un paio di anni fa e la donna che è riuscita a vincere questa insolita causa sui diritti civili è Jill Coccaro, 27 anni, una artista hippy nota sotto lo pseudonimo di Phoenix Feeley.

Il 4 agosto 2005 verso l’una di notte, faceva molto caldo e Jill aveva deciso di muoversi sui suoi pattini a rotelle a torso nudo, sulla Delancey Street, nel trendissimo Lower East Side. Quando la polizia l’ha fermata, la ragazza ha spiegato che non stava infrangendo nessuna legge, poiché un tribunale statale aveva riconosciuto, nel 1992, che anche le donne possono andare per strada a torso nudo, visto che gli uomini sono autorizzati a farlo. Ma non è servito a nulla.

Anzi, la polizia trattò veramente male la ragazza: tirandola fuori dalla volante per i capelli, mettendola in guardina per 12 ore, impedendole di rivestirsi perché le avevano strappato la sua tuta. Obbligandola addirittura a subire un esame psichiatrico.

Il caso della giovane artista aveva immediatamente suscitato una ondata di proteste. Una decina di giorni dopo, una manifestazione in topless era stata organizzata a Central Park e questa volta la polizia non era intervenuta. (fonte la Repubblica)

Quanto sono avanti gli americani…adesso non ci resta che confidare nello spirito d’ emulazione nostrano…

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Thursday, June 14, 2007

CASO DIAZ: «LA POLIZIA HA INFIERITO»

Testimonianza choc in aula del vice questore aggiunto Fournier: «Durante le indagini non ebbi il coraggio di rivelare un comportamento così grave: la scuola Diaz come una macelleria»

 

GENOVA - Sugli incidenti accaduti a Genova in occasione del G8 è arrivata un’ammissione importante: «Durante le indagini non ebbi il coraggio di rivelare un comportamento così grave da parte dei poliziotti per spirito di appartenenza». È questa la testimonianza resa da Michelangelo Fournier, all’epoca del G8 a Genova vice questore aggiunto del primo Reparto Mobile di Roma e oggi uno dei 28 poliziotti imputati per la sanguinosa irruzione nella scuola Diaz. In aula, Fournier ha fornito infatti una nuova versione su quello che aveva visto nella scuola al momento della sua irruzione: non manifestanti già feriti a terra, ma veri e propri pestaggi ancora in atto.

«I POLIZIOTTI HANNO INFIERITO» - «Arrivato al primo piano dell’istituto - ha detto Fournier - ho trovato in atto delle colluttazioni. Quattro poliziotti, due con cintura bianca e gli altri in borghese stavano infierendo su manifestanti inermi a terra. Sembrava una macelleria messicana». Nelle dichiarazioni invece rese precedentemente dal poliziotto ai pubblici ministeri Enrico Zucca e Francesco Cardona Albini il poliziotto aveva raccontato di aver trovato a terra persone già ferite e non pestaggi ancora in atto. «Sono rimasto terrorizzato e basito - ha spiegato - quando ho visto a terra una ragazza con la testa rotta in una pozza di sangue. Pensavo addirittura che stesse morendo. Fu a quel punto che gridai: “basta basta” e cacciai via i poliziotti che picchiavano».

«HO DETTO DI CHIAMARE LE AMBULANZE» - Fournier, sollecitato dalle domande del Pm Francesco Cardona Albini ha aggiunto: «Intorno alla ragazza per terra c’erano dei grumi che sul momento mi sembrarono materia cerebrale. Ho ordinato per radio ai miei uomini di uscire subito dalla scuola e di chiamare le ambulanze». Fournier ha poi raccontato di aver assistito la ragazza ferita fino all’arrivo dei militi con l’aiuto di un’altra manifestante che aveva con sè una cassetta di pronto soccorso. «Ho invitato però la giovane - ha raccontato - a non muovere la ragazza ferita perché per me la ragazza stava morendo».

«HA SBAGLIATO A TACERE» - «Il dottor Michelangelo Forrnier - scrive in un comunicato il Comitato Verità e Giustizia per Genova - ha sbagliato a tacere per sei anni su quello che ha visto dentro la scuola Diaz. Proprio lo “spirito di appartenenza” avrebbe dovuto spingerlo a raccontare tutto e subito. Solo così avrebbe servito nel migliore dei modi, con lealtà e responsabilità, lo stato di cui è funzionario. Ad ogni modo, sia pure in ritardo, ha raccontato ciò che ha visto, confermando le testimonianze di decine di persone. Il dottor Fournier ha parlato di “macelleria messicana”. L’attuale ministro degli Esteri, nel 2001, parlò di “notte cilena”. Si ricorre all’esotismo, ma siamo di fronte a una “perquisizione all’italiana” che ha macchiato la credibilità della polizia e dello stato. A questo punto chiediamo: il capo della polizia non ha niente da dire? Il ministro degli Interni farà finta di nulla anche stavolta? Il parlamento continuerà a tenere in un cassetto la legge sulla commissione d’inchiesta?»

COMMISSIONE PARLAMENTARE D’INCHIESTA - «La testimonianza resa da Michelangelo Fournier è l’ennesima conferma della necessità di istituire quella commissione parlamentare d’inchiesta sui fatti del G8 di Genova, prevista nel programma di governo dell’Unione e che il centrodestra, nella precedente legislatura, ha sempre negato». Lo afferma il vice presidente della Camera e parlamentare della Sd, Carlo Leoni, commentando la deposizione di oggi presso il tribunale penale di Genova. (fonte Corriere della Sera)

ECCO LA VOSTRA STRONZISSIMA VERITA’ OGGETTIVA…SBAGLIERO’, MA…SEMBRA CORRISPONDERE AL MILLESIMO ALLE NOSTRE FAZIOSISSIME ACCUSE…

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