Thursday, September 13, 2007

LA LAZIO TORNA A CASA

Lotito porta la Lazio via da Roma: il nuovo stadio a Valmontone

       

La Lazio costruira’ uno stadio all’esterno del comune di Roma, probabilmente a Valmontone, per il mancato assenso dell’amministrazione capitolina all’edificazione di un nuovo impianto polifunzionale. Lo ha detto il presidente del club biancoceleste Claudio Lotito, che ai microfoni di Radio Radio ha parlato di “segnali dell’amministrazione” romana: “Non c’e’ nessun interesse nel creare un altro stadio a Roma”, ha detto Lotito, “ma io sono tre anni che parlo di stadi polifunzionali, ora il governo si e’ accorto di questa necessita’. Non capisco perche’ un privato non possa costruire una struttura senza pesare sulla collettivita’”. Il presidente della Lazio ha precisato che una volta ottenute le autorizzazioni dal comune di Valmontone - comune situato 45 chilometri a Sud della capitale - saranno necessari “due anni, due anni e mezzo” per l’edificazione del nuovo stadio polifunzionale. Interrogato sulla distanza tra Roma e Valmontone, Lotito ha spiegato che la nuova casa della Lazio sara’ raggiungibile “in venti minuti” grazie all’autostrada A1. Oltre collegamento stradale il pubblico biancoceleste potra’ contare anche su una tratta ferroviaria. Alla base dei progetti per il futuro ci sono le “certezze patrimoniali” che a detta di Lotito sono necessarie alla sopravvivenza del suo club. “L’Olimpico non e’ idoneo per le esigenze della Lazio”, ha specificato Lotito, “anche se ho un buon rapporto con il Coni”. Parlando del futuro stadio della Lazio il presidente biancoceleste ha spiegato che l’impianto progettato avra’ un tetto retrattile e sara’ dotato di diverse misure di sicurezza tra cui tre differenti “stazioni di prefiltraggio”.

Comune di Roma: è da due anni che aspettiamo un’idea dalla Lazio 
“Aspettiamo inutilmente da due anni una proposta da parte del presidente della Lazio”. Cosi’ risponde l’assessore all’Urbanistica del Comune di Roma, Roberto Morassut. “Ci dispiace che Lotito abbia deciso di realizzare lo stadio della Lazio lontano da Roma, ma la posizione dell’amministrazione comunale e’ chiara da tempo e Lotito la conosce bene: se egli proporra’ un’area urbanisticamente compatibile con il nuovo Piano regolatore generale di Roma - conclude Morassut - la valuteremo con attenzione”.

D’amico: è ridicolo
L’ex capitano della Lazio, Vincenzo D’Amico, boccia senza appello l’ipotesi. “Pensare di costruire un nuovo stadio per la Lazio a Valmontone e’ una cosa assolutamente ridicola. Non e’ pensabile giocare fuori della capitale quando il calcio a Roma lo ha portato proprio la Lazio. Il club e’ nato a Roma e li deve restare, giocare un domani a Valmontone e’ un’idea che proprio non mi va giu’”.

Signori: è giusto restare all’Olimpico
Dispiaciuto dalla possibilita’ di un addio della Lazio alla citta’ di Roma, ma anche pronto a capire le esigenze finanziarie della societa’. E’ la reazione di Giuseppe Signori, ex capitano e bandiera della Lazio, alla possibilita’ di un trasloco a Valmontone. “La Lazio e’ nata all’Olimpico ed e’ giusto che resti all’Olimpico. Lo dico da ex giocatore, sarebbe giusto per i tifosi”, ha detto Signori ad Apcom. “Da ex giocatore, pero’”, ha aggiunto, “non posso giudicare quello che vuole fare un presidente. Parlo anche da tifoso e dico che mi dispiacerebbe vedere la Lazio in un altro stadio, ma se a livello imprenditoriale ci sono altre necessita’ allora e’ un altro discorso e Lotito e’ libero di fare come crede”. (fonte RaiNews24)

FINALMENTE OGNI COSA AL SUO POSTO: LA ROMA NELLA CAPITALE E LA LAZIO IN CAMPAGNA…GRAZIE LOTITO…

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IL MAIALE DI CALDEROLI

«Un maiale-day contro la moschea» la provocazione del leghista Calderoli che si schiera contro la costruzione del minareto a Bologna

ROMA - «Metto personalmente fin da subito a disposizione del comitato contro la moschea sia me stesso che il mio maiale per una passeggiata sul terreno dove si vorrebbe costruire la moschea». Usa la provocazione il vice presidente del Senato e coordinatore delle segreterie nazionali della Lega, Roberto Calderoli, per esprimere dissenso alla realizzazione di una nuova moschea a Bologna.

MAIALE DAY - La proposta del leghista ricalca, dice lui stesso, un’omologa azione fatta in passato a Lodi «dove - ricorda Calderoli - la fatidica moschea non è mai stata realizzata in quanto il terreno, dopo la passeggiata del mio maiale fu considerato infetto e pertanto non più utilizzabile». Il senatore della Lega aggiunge: «Visto che dalle nostre parti ce n’è piena l’aria potremo organizzare in futuro il maiale-day ovvero concorsi e mostre per i maiali da passeggiata più belli da tenersi nei luoghi dove chiunque pensi di edificare non un centro di culto ma il potenziale centro di raccolta di una cellula terroristica». (fonte Corriere della Sera)

QUESTE DICHIARAZIONI HANNO SCATENATO LE POLEMICHE…NON CAPISCO…CI SI SORPRENDE DEL FATTO CHE CERTA GENTE PASSEGGI CON I MAIALI?

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Tuesday, September 11, 2007

MARCIA ANTI-ISLAM, FERMATO BORGHEZIO

Caricato su un cellulare e portato al palazzo di giustizia di Bruxelles. La manifestazione era stata proibita per motivi di ordine pubblico. Fermati altri leader della destra europea fra cui il belga De Winter

BRUXELLES - L’europarlamentare della Lega Nord Mario Borghezio è stato fermato a Bruxelles, dove partecipava alla manifestazione contro l’islamizzazione dell’Europa, convocata per il sesto anniversario dell’attacco alle Torri Gemelle e che era stata proibita per motivi di ordine pubblico dal sindaco di Bruxelles Freddy Thielemans.

L’ARRESTO - Il capo delegazione della Lega Nord è stato fermato dalla polizia belga, caricato su un cellulare e portato al palazzo di giustizia di Bruxelles, durante una manifestazione non autorizzata “Contro l’Islamizzazione dell’Europa”, svoltasi oggi nella capitale belga, davanti ai palazzi delle Istituzioni Ue. Oltre a Borghezio sono stati fermati, ammanettati e caricati sui cellulari tutti gli altri dimostranti, circa un centinaio, che si erano riuniti a Rond Point Schuman, nel cuore del quartiere comunitario di Bruxelles. Fra i fermati c’è anche Philip De Winter, il leader del partito di estrema destra separatista e xenofobo fiammingo, Vlaams Belang (ex Vlaams Blok), nonché il capo delegazione dello stesso partito all’Europarlamento, Frank Van Hecke.

LA MARCIA - La marcia doveva partire dalla piazza antistante il Parlamento Europeo per arrivare a Rond Point Schuman, cuore del quartiere comunitario, ed è stata indetta dagli aderenti danesi, britannici e tedeschi a “Stop the Islamization of Europe”, un network europeo il cui «unico obiettivo è impedire che l’Islam diventi la forza politica dominante in Europa». (fonte Corriere della Sera)

THIELEMANS HA APPLICATO LA LEGGE, CHISSA’ CHE UN GIORNO NON IMPARINO AD APPLICARLA ANCHE LE AUTORITA’ ITALIANE…

alt : http://www.youtube.com/v/xTlEe7jfrFo

DI NORME CE NE SONO ANCHE TROPPE, BASTA NON IGNORARLE…

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Sunday, September 9, 2007

ISRAELE: SGOMINATA CELLULA DI NAZISTI EBREI

Nelle loro case trovati materiali neonazisti, armi ed esplosivo. La polizia ha arrestato un gruppo di emigrati russi che aggrediva stranieri, punk, gay ed ebrei ortodossi. Dissacrata una sinagoga

          

TEL AVIV (ISRAELE) - Nazisti ed ebrei. Apparentemente un ossimoro. Purtroppo una triste realtà con cui ha dovuto fare per la prima volta i conti l’attuale stato d’Israele. La polizia ha scoperto una cellula neonazista composta da almeno otto immigrati provenienti da Paesi ex sovietici, tutti tra i 17 e 19 anni, accusati di aver organizzato attacchi contro ebrei ortodossi, stranieri, punk, gay e tossicodipendenti. Avrebbero anche sfregiato una sinagoga di Tel Aviv. Il quotidiano Yedioth Ahronoth ha dedicato l’apertura alla gang, pubblicando la foto di sei uomini che fanno il saluto nazista, con il titolo «Incredibile» a lettere cubitali. Il portavoce della polizia israeliana, Micky Rosenfeld, ha confermato l’arresto di otto persone, già comparse per una prima udienza in tribunale. Il gruppo manteneva stretti legami con altre organizzazioni neonaziste in Germania e in altri Paesi europei.

LE PROVE - La polizia ha trovato numerosi filmati che riprendono le aggressioni, altro materiale di carattere neonazista, un fucile delle forze armate israeliane e alcuni chilogrammi di esplosivo. Incontrando i cronisti all’ingresso del tribunale, i giovani hanno detto che le accuse nei loro confronti sono infondate e che la polizia è animata da particolare malanimo nei loro confronti «perché originari della Russia».

CITTADINANZA - Nessuno degli otto arrestati è figlio di madre ebrea, ma hanno avuto diritto alla cittadinanza israeliana perché hanno almeno un nonno ebreo, come previsto dalla legge. «I componenti della cellula hanno adottato l’ideologia hitleriana e creato un loro codice che includeva musica, video, graffiti e tatuaggi, tutti basati sull’ideologia nazista. Hanno documentato i loro attacchi contro innocenti e disperati appartenenti a minoranze» dicono fonti della polizia.

IL CAPO - A capo della rete, secondo la polizia, sarebbe un 19enne, Eli Boanitov. Sarebbe stato lui a sceglierne i membri e a propagandare l’ideologia nazista, anche sul piano operativo. «Sono un nazista e tale resterò fino alla fine e non avrò pace fino a quando non avremo ucciso tutti» avrebbe detto Boanitov agli inquirenti. «La tragica ironia in questo caso è che i nazisti avrebbero mandato ai campi di sterminio tutti i componenti della rete con almeno un antenato ebreo» ha commentato l’Adl, la Lega contro la diffamazione degli ebrei. Nell’inchiesta, che è cominciata oltre un anno fa, gli investigatori sono risaliti a una ventina di persone che erano in rapporti epistolari via internet con la rete.

OLMERT - Non si tratta di un fenomeno diffuso, ma di un incidente isolato. Così il premier israeliano Ehud Olmert ha commentato la scoperta della presunta cellula neo-nazista a Petah Tikva. «Non incriminiamo un’intera popolazione ed evitiamo la trappola della generalizzazione - si legge in una nota -, in questo momento non c’è alcun bisogno di pensare a soluzioni che avrebbero un impatto su tutta la popolazione». Secondo il primo ministro, l’episodio dimostra che lo Stato e la società israeliana «hanno fallito nell’educare questi ragazzi e nel tenerli lontani da ideologie pericolose e insane». Infine, ha chiesto che vengano puniti severamente in modo che il loro esempio agisca da deterrente per gli altri giovani. Più dura la reazione del ministro dell’Interno, Meir Sheerit, che ha chiesto che agli otto sospetti sia revocata la cittadinanza nel caso in cui siano giudicati colpevoli. Anche il leader del partito religioso Shas, Elyahu Yishai, ha affermato che se le accuse troveranno conferma in tribunale sarà necessario annullare la loro cittadinanza israeliana e valutare la possibilità di espellerli. (fonte Corriere della Sera)

L’ ODIO NON HA BANDIERA E NON HA PATRIA… L’ ODIO E’ SOLO ODIO…

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Saturday, September 8, 2007

BRAVETTA ABBANDONATA

 

IL TRIONFALISMO PER LO SGOMBERO DI VILLA TROILI E DEL RESIDENCE ROMA: FUMO NEGLI OCCHI PER NASCONDERE IL DEGRADO DEI QUARTIERI DEL MUNICIPIO XVI° E LE FIBRILLAZIONI NEL PARTITO DEMOCRATICO

 

 

RICONOSCIAMO ALLA GIUNTA VELTRONI IL MERITO DI AVER AFFRONTATO E RISOLTO CON DECISIONE L’EMERGENZA DEL CAMPO ROM E DEL DEGRADO DEL RESIDENCE ROMA SECONDO GLI IMPEGNI SOTTOSCRITTI DA TUTTI I PARTITI DELLA COALIZIONE DI CENTRO SINISTRA.

COMPRESO IL PdCI.

NON CONDIVIDIAMO CHE TALI SCELTE SIANO AFFRONTATE ESCLUSIVAMENTE COME QUESTIONI DI SICUREZZA PUBBLICA, RIPUDIANDO LE POLITICHE DELL’ INTEGRAZIONE SOCIALE CHE HANNO DISTINTO IN PASSATO L’ESPERIENZA ROMANA. OGGI SI SCEGLIE SEMPLICEMENTE DI SPOSTARE IL PROBLEMA DELL’INTEGRAZIONE DAL CENTRO PER RELEGARLO NELLE ESTREME PERIFERIE DELLA CAPITALE, SENZA RISOLVERLO.

CI PREOCCUPA ORA IL DEGRADO E L’INCURIA NEI NOSTRI QUARTIERI, LA MANCANZA DI SOLUZIONI PER IL TRAFFICO LOCALE, LA DISATTENZIONE PER LA RETE DEI SERVIZI SOCIALI, LA TOTALE ASSENZA DI SPAZI E MOMENTI DI CULTURA E SOCIALIZZAZIONE.

TEMIAMO CHE LA VENTILATA NUOVA RIQUALIFICAZIONE DELL’AREA DI VILLA TROILI E DEL ‘RESIDENCE ROMA’ SI TRASFORMI NELL’ENNESIMA CEMENTIFICAZIONE DOPO ‘LA PISANA’ E LA ‘VALLE DEI CASALI’.

VOGLIAMO CHE LA RIQUALIFICAZIONE SIA REALE E CONDIVISA DAI RESIDENTI, CON LA DESTINAZIONE DELL’INTERA AREA A VERDE PUBBLICO, ATTREZZATURE SPORTIVE, CON SPAZI PER LA SOCIALIZZAZIONE E L’INFANZIA. SOPRATTUTTO VOGLIAMO CHE LA RINASCITA DI BRAVETTA RIPARTA DAL RECUPERO DELLA SUA MEMORIA STORICA: IL FORTE BRAVETTA.

BRAVETTA E LA PISANA NON HANNO BISOGNO DI NUOVO CEMENTO MA DI PIAZZE E SPAZI PER LA SOCIALIZZAZIONE. ALTRIMENTI AL DEGRADO DI IERI SE NE SOSTITUIRA’ UNO PEGGIORE.

 

                   PARTITO dei COMUNISTI ITALIANI

                                         MUNICIPIO XVI°

                            http://pdcisezionepajettaroma.blog.com/

                                  Info: comunistibravetta@libero.it

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Saturday, September 1, 2007

ALLORA CAPELLINO, COSA TI HA PORTATO L’ ESTATE?

LA PANZA SIGNORA MAESTRA…

P.S. : il prosciutto di cinghiale è la cosa pelosa più vicina ad un peccato capitale….non c’è gara, altro che patonza…

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