Giovedì 29 Marzo 2007

IRA PROPEDEUTICA...

...alla mia salute epatica...

E' un po' che provo a fare il moderato. Ci provo con tutte le mie forze, prima di parlare conto fino a trenta e quando l' ira s' impadronisce della mia lingua e delle mie mani mi siedo al buio della mia camera e mi concentro su visioni di estrema positività. La gente apprezza molto, ricevo tanti complimenti per i miei faticosi progressi e nessuno mi denuncia. Però mi si ammala il fegato, cazzo....si....mi si ammala il fegato. E allora basta. Si torna al vecchio stile ed ai vecchi concetti. Questo Paese mi fa cagare. Lui ed i suoi stronzissimi abitanti. Mi fa venire il vomito. L' italiano medio è un reazionario, cialtrone, furbetto (neanche tanto), prepotente coi deboli e codardo coi forti. Un individuo che è solito agire solo per il proprio squallido interesse, che non ha un minimo di cultura politica, che si contraddice ogni due frasi e si riempie la bocca di populismo solo per riscuotere dalla platea la miseria di un sorriso scolpito nell' ipocrisìa. Questa bestia immonda è rappresentata nelle urne elettorali da tre Macrocategorie: Democristiani, Destronzi e Sinistrorsi. Quella più grande, ovviamente, è rappresentata dai democristiani, il cui profilo combacia perfettamente con quello dell' italiano medio, con in più una connotazione di fede degna del più cupo dei periodi oscurantisti. Questi glabri oviniformi ondeggiano frequentemente verso la sponda destronza, salvo poi fingersi democratici ed inculare ad ogni occasione quello Stato di cui lamentano la scarsa rettitudine. Le altre due categorie (destronzi e sinistrorsi) si equivalgono in numero, ma si distinguono nettamente in qualità. I destronzi sono nient' altro che fascisti. Classici ed autentici fascisti. Sono razzisti, xenofobi, ignoranti come zappe, prepotenti, vigliacchi e grossolanamente rozzi. I sinistrorsi (o sinistri, dipende dai punti di vista) sono affetti da schizofrenia. Siamo affetti da schizofrenia. Ci dibattiamo in questioni di morale e di etica ignorando totalmente il contesto in cui viviamo (citazione: "è proprio tipico di uno come te presentarsi ad uno scontro a fuoco con un coltello..."). Ci attacchiamo tra di noi e facciamo il gioco della classe dirigente che ci sfrutta. Ci lamentiamo dei governi, ma non siamo in grado di proporre alternative valide. Non ci piace optare per il male minore, non è "dignitoso", preferiamo abbandonare la contesa politica e lasciare il parlamento ai seguaci di Salò e del Capitalismo. Ci rintaniamo nei centri sociali a bere birra d' importazione e discutere di socialismo....costituiamo Movimenti....non otteniamo mai una cippa di cazzo, ma abbiamo dei Movimenti fighissimi. La polizia ci picchia, il governo ci insulta e ci sfrutta, ma noi facciamo degli striscioni fantastici e dei murales coloratissimi. Colorati e pungenti. Guai a far politica di sezione, è da stalinisti....mai governare o assumersi responsabilità, meglio non votare ed aspettare che qualcuno ci avverta chiamandoci al cellulare che la rivoluzione sta iniziando. Magari basta pure un sms, che il telefono costa...

Mi sono rotto i coglioni. ANDATE TUTTI A CAGARE!

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Domenica 25 Marzo 2007

PIDUISTI SI NASCE...

...mafiosi si diventa...

«Il Ppe mi chiede quando caccio Prodi» Affondo di Silvio Berlusconi dalla convention azzurra di Fiuggi.
Ma il portavoce Jimenez precisa: «Non è una richiesta ufficiale»

FIUGGI (Frosinone) - «Le domande che mi rivolgevano i leader del Partito popolare europeo non erano relative al voto di martedì, che sfugge a diversi di loro. Bensì mi chiedevano: "Silvio, ma quando mandate a casa questo governo, unico in Occidente che comprende al suo interno dei partiti comunisti?"». E' stato questo uno dei passaggi dell'intervento che Silvio Berlusconi, presidente di Forza Italia, ha pronunciato a Fiuggi intervenendo alla terza conferenza degli amministratori locali del suo partito. (fonte Corriere.it 25 marzo 2007)

Mi chiedo una cosa...ma le eminenze del PPE...oltre a far domandine su Prodi...ne avranno fatta anche qualcuna su Dell'Utri e Previti?

Perchè se non ne hanno fatte magari si può chiedere a Mastella, che è un tesserato dei popolari europei, di presentar loro Marco Travaglio...potrebbe nascerne un entusiasmante dibattito.... 

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Martedì 20 Marzo 2007

QUEST'UOMO HA PRESO 20000 PREFERENZE...

...ma in che paese viviamo?...

di Stefano Lorenzetto (il Giornale.it)

La parola d'ordine è una sola, categorica e impegnativa per tutti, essa già trasvola e accende i cuori dalle Alpi all'Oceano Indiano: «Possono rimanere in Italia solo coloro che condividono i nostri valori e osservano le nostre leggi. Te se minga d'accord? Camel e barcheta e te turnet a ca'». A volte declinata al plurale: «Ciapum el camel, ciapum la barca, ciapum quel che voerun e turnen indrè». A volte allargata ad altri mezzi di locomozione: «Ciapen el trenin, ciapen el piroscafo, ciapen la careta, ciapen el camel e via, a ca'!». A volte tradotta, nella foga, persino in italiano: «Prendete il cammello e tornate a casa». Fino all'apoteosi: «Via, foeùra di ball!». Anzi, complice il sito You Tube, collettore planetario di filmati messi su Internet dagli utenti, essa già trasvola dalle Alpi al Pacifico e all'Atlantico: «Uè, l'alter dì m'ha scritt un de l'Australia», gongola l'assessore ai giovani, allo sport e al turismo della Regione Lombardia. «Le mie segretarie hanno ricevuto e-mail da Dallas, dall'Inghilterra e persino dal Dubai».
Altro che Santoro. È lui, Pier Gianni Prosperini di San Pietro, «Baluardo della Cristianità, Difensore della Fede, Flagello dei centri sociali, Eradicatore di no-global, Condottiero e Protettore del Nord», come attestano i santini che lo ritraggono vestito da crociato con la spada sguainata, il tribuno televisivo del momento. Ogni lunedì, alle 23.30 su Telereporter, e poi in replica il mercoledì su Telelombardia e il sabato su Telecity 7 Gold, predica il suo verbo in un talk show dal titolo vagamente autoreferenziale, Prosperini: la Destra del Nord, giustificato peraltro dal costo dello spazio autogestito (sui 400 euro a puntata), dove ogni salmo finisce in gloria: «Non ti va bene? Camel, barcheta e su de dos!», cioè togliti di torno. Che se per alcuni ha il pregio di attagliarsi agli stranieri - fondamentalisti islamici, fancazzisti albanesi, zingari slavi, prostitute nigeriane - risulta già di più difficile applicazione con le altre bestie nere dell'assessore lombardo: brigatisti, leoncavallini, partigiani titini, gay, pedofili, artisti degenerati, giù giù per li rami fino ai pitbull («ho avuto 14 cani, ma questa razza cattiva non esiste in natura, ergo va soppressa per decreto»).
Vicentino, 60 anni, milanese dall'età di due, già seguace di Benito Mussolini, poi di Umberto Bossi e ora di Gianfranco Fini, recordman di preferenze («quasi 20.000, più di tutti gli altri candidati di An messi insieme»), uno e 90 di altezza, 140 di torace, 46 di piede, a dispetto delle ascendenze patrizie (il nonno avvocato, insigne latinista e grecista, era nato a San Pietro di Legnago, donde il toponimo trasformato in cognome) e delle due lauree (medicina e lingue straniere), Prosperini parla come mangia. E siccome fino ad agosto pesava 140 chili, ora ridotti a 120 con la rinuncia ai 250 grammi di spaghetti e al mezzo etto di burro che li condiva, gli viene naturale, incrociando un parlamentare nel cortile dell'assessorato di via Rosellini, riverire la segretaria che cammina al fianco del deputato con un
«saluti anche alla fighetta a latere».
Saliti all'ultimo piano, ho la conferma che il suo modello verbale è Primo Carnera. Una foto lo ritrae con Maria Giovanna, la figlia del gigante di Sequals che di scarpe portava il 52. Accanto sono appesi i guantoni da boxe. Nel pugilato è stato nazionale dilettanti pesi massimi, nello judo cintura nera IV dan. L'ufficio è arredato di conseguenza: una palestra. «Ciò, son o no' son l'asesore alo sport?», rinverdisce il dialetto dei padri. Poliercolina per mantenere in esercizio i tricipiti, macchina per allenarsi al braccio di ferro e minicampo da golf,
«l'unico che i me gà regalà, ma non me piase un casso».
Benché abbia il brevetto di tiratore scelto di carabina e pistola, Prosperini preferisce le armi bianche. Alle pareti sono appese due katane giapponesi, una spada russa e altre quattro sciabole d'epoca. Sulla scrivania tiene allineati una mezza dozzina di coltelli a serramanico, una scure bipenne, due asce da lancio dei Cherokee, una mannaia da boscaiolo, un machete colombiano, «tutti rigorosamente senza filo, lo tolgo io con la pietra pomice, altrimenti a quest'ora sarei già senza dita», giocherella con un kukry, il pugnale dei gurkha, i mercenari nepalesi dell'esercito britannico. «Che vita sarebbe senza un nemico da combattere?».
Al telefono ho ascoltato La leggenda del Piave. Curiosa musichetta d'attesa per il centralino di un assessorato.
«I tecnici si sono superati per esaudire il desiderio del dottore».
Dove esercita?
«Non faccio più né il primario né il medico. Sono 15 anni che non visito. Però continuo a insegnare all'Università di Pavia». (Parte l'inno degli alpini: è la suoneria del cellulare).
Le piacciono i brani marziali.
«Il Piave è fiume sacro alla patria. La patria è sopra tutto. L'alpino attende a pie' fermo sulla linea del Piave. Non passa lo straniero. Il freddo ci fa una pippa, la fame ci fa dimagrire. Be', la sete è già peggio...».
È stato alpino?
«Alpino paracadutista. Dall'Alpe di Siusi alla Norvegia, mi sono lanciato dovunque. Il nemico della civiltà giudaico-cristiana troverà pane per i suoi dentini. Il motto di famiglia è Fidem servabo genusque, conserverò la fede e la stirpe».
E che stirpe.
«Mio nonno ebbe sei figli. L'unico maschio lo generò mio padre. A 18 anni avrei voluto arruolarmi nella Legione straniera. Mia madre me lo impedì perché ero l'ultimo dei Prosperini. Così ho sposato un'avvocata e ho fatto una figlia, Francesca Maria, psicologa, luce dei miei occhi, padrona e signora del dottore. Però ancor oggi la Légion étrangère mi ospita nel centro di reclutamento di Aubagne e sono abbonato a Képi blanc». (Un képi bianco è sull'attaccapanni).
S'è laureato in lingue ma alla Tv parla in dialetto.
«Sono ruvido, non rozzo. Parlo tedesco, francese, inglese, spagnolo, milanese, vicentino e sto studiando il russo. La regina Vittoria scriveva al doge in veneziano, facendosi aiutare da un interprete».
Perché ha fatto il medico?
«Era una professione che permetteva scelte di vita indipendenti. Volevo andare in Africa».
A curare i lebbrosi?
«A curar i lebrosi un casso! Semmai a fare il capo di Stato. Laggiù valgono ancora il valore, la forza, il coraggio. In
Italia se sei valoroso non frega niente a nessuno, contano solo i ladri. Io dico che si può uccidere, per difesa o per vendetta, ma rubare no, non si può».
Perché è entrato in politica?
«Ho sempre votato per l'Msi. Ma nell'89 ha vinto Rauti. Troppo di sinistra per me».
Ma non gli davano del nazista?
«Appunto. E come si chiamava il movimento di Hitler? Partito nazional socialista dei lavoratori tedeschi. Socialista, cioè comunista. Rauti era più a sinistra di Bertinotti, avversava la proprietà privata. Perciò ho scelto la Lega. Ma otto mesi dopo Bossi ha detto che voleva bruciare il tricolore».
Orrore.
«E del resto nel '75 era o non era iscritto al Pci di Samarate? E Roberto Maroni viene o non viene da Democrazia proletaria? Così ho fondato la Destra del Nord».
Di che tratterà nella prossima puntata del suo teleshow?
«Della pagliacciata dei (censura) che a Roma hanno manifestato per i Dico. Non ho niente contro di loro. Convivano pure. Ma l'omosessualità è una devianza. Quindi niente famiglia e niente adozioni. Il gay dichiarato non può essere né insegnante, né militare, né istruttore sportivo».
Parte pacato ma poi si scalda.
«Ha visto il fotomontaggio di Benedetto XVI col dito medio alzato? Ci provino con la faccia di Maometto, se hanno i coglioni. Ecco, qua vien fora el mejo del dotor. Garrotiamoli, ho concluso».
Un castighetto da niente.
«Ma non con la garrota di Francisco Franco. Alla maniera degli Apache: cinghia bagnata legata stretta intorno al cranio. Il sole asciuga il laccio umido, il cuoio si ritira, il cervello scoppia».
Lei è l'assessore ai giovani. Come vivono a Milano?
«Città tentacolare e pentacolare».
Cioè diabolica?
«Cresciuta troppo. Le discoteche tengono aperto fino alle 5 del mattino. Ma siamo matti? È già tanto farle chiudere alle 2. A quell'ora o dormi, o trombi, o studi. Dalle 3 alle 5 vanno in giro solo i ladri. La gente normale è a letto. I giovani d'oggi li abbiamo rovinati noi. Non sono allenati al sacrificio. Prendono un 5 a scuola e s'impiccano».
I centri sociali non l'aggregano?
«Bulk, Transiti, Vittoria... Sentine di ogni male da chiudere col ferro e col fuoco. "Almeno lì dentro possiamo tenerli sotto controllo", dice il prefetto. Ma l'atto di ripudio della violenza formulato dal Comune mica l'hanno sottoscritto. E intanto la famiglia Cabassi, proprietaria della zona Leoncavallo, sta trattando per farsi dare un'area edificabile altrove, t'è capì? Fossero vecchi senzatetto, li avrebbero già sbattuti fuori».
Vittorio Sgarbi, assessore comunale alla cultura, difende i leoncavallini.
«Sgarbi ha difeso anche lo scultore Maurizio Cattelan, sostenendo che era un atto razzista impedirgli l'esposizione dei tre manichini impiccati a un albero di piazza XXIV Maggio. Che, quando li ho visti, ho preso paura persino io, figurarsi le mamme. Avrei infilato la testa di Cattelan nella gogna, lasciandolo in balia dei milanesi».
Giovani e droga. Che fare?
«Una tragedia, lo dico da specialista in tossicologia, perché oggi negli spinelli ci sono dentro eroina e cocaina. Ma il ragazzo, fumando, non ha la percezione di farsi del male come quando s'inietta qualcosa con la siringa. Sente che la droga raddoppia la potenza sessuale, facilita i rapporti, toglie la fatica, e così... ciula Marisa dammene dieci pastiglie. Perciò ci vuole il modello Singapore: lo stendi sulla panchetta, ten ten ten, dieci nerbate. Inutile sporcargli la fedina penale: equivale a escluderlo dalla vita. Col marchio di Caino lo perdiamo per sempre. Che poi 'sto Caino a me è pure simpatico».
Ah sì?
«Vorrei vedere lei, con un fratello fannullone e anche un po' (censura) come Abele. Tutto il giorno a suonare l'ocarina mollemente sdraiato fra le pecore, mentre il povero Caino sudava come una bestia nei campi con l'aratro. Abele di qua, Abele di là... Macché Abele e Abele! Viva Caino».
Contro i musulmani che cos'ha?
«Niente. Tant'è vero che col mio amico generale Sulejman Selimi, comandante delle truppe di difesa del Kosovo, a Pristina abbiamo mangiato nello stesso piatto: lui formaggi, io salame. Ma l'Islam xe una religion primitiva. Non cattiva. Primitiva. Ha visto come hanno ammazzato Saddam Hussein? Sembrava un mercato. Non sono capaci neanche d'impiccare un uomo. In Inghilterra rullo di tamburi e silenzio assoluto, a Bagdad urla e insulti. In 1400 anni non si sono evoluti. Noi abbiamo avuto l'Umanesimo, il Rinascimento, Voltaire, Porta Pia. Loro sono incompatibili con le libertà individuali dell'Occidente. O progrediscono o ciapen el camel e turnen a ca'».
Li scorta lei alla frontiera?
«Dopo Poitier, Lepanto e Vienna, i maomettani ora ci provano a Milano. A Vienna trovarono Jan Sobieski, qui hanno trovato Pier Gian. Non passeranno».
Difende il crocifisso perché è affezionato alle tradizioni cristiane o perché ci crede?
«Tutt'e due. Sono credente e peccatore». (Estrae dalla tasca una boccetta d'acqua di Lourdes con dentro una Madonnina). «Credo nel digiuno non otto ma 24 ore prima della comunione. Il corpo e il sangue di Cristo l'è minga il cappuccino al bar».
Con i nomadi non è molto cristiano.
«Lei ha mai avuto la casa stuprata dai ladri? Io sì. Due volte a Milano e 17 a Desenzano. L'89% dei furti nelle abitazioni è opera degli zingari. L'unico posto dove non rubano è la Sardegna, perché là sono stati educati dai pastori barbaricini, che li incaprettano. Non si fanno chiamare "figli del vento"? Via col vento, allora, foeùra di ball! Non sono zingari? Circolare, circolare! A Lugano hanno il loro bel campo nomadi attrezzato ma dopo 30 giorni devono andarsene».
È vero che rivolgendosi a un somalo gli ha detto: «Taccia lei con quei tratti somatici!»?
«Intanto era un sindacalista. E poi era albanese, non somalo. Io non lo sapevo. Era più bianco di me e di lei. Ma aveva questi lineamenti appuntiti, a lama. Da serpente, avrebbe detto Lombroso. Tratti somatici da sindacalista, insomma».
Scusi, ma perché invece non se la prende con quelli di Confindustria che vorrebbero sempre più immigrati in Italia per far funzionare le loro fabbriche?
«Ma io ce l'ho da morire con gli pseudo sedicenti industriali seguaci della Fiat, cosa crede? Hanno dimenticato che cosa significa essere imprenditori. La Richard Ginori faceva le case per i suoi operai sui Navigli. Idem la Falck e la Breda. Gaetano Marzotto costruì addirittura una città, Valdagno, per i propri dipendenti. E questi pretendono di accollare a noi i costi sociali della loro avidità».
Non ha paura di finir male?
«Paura io? Gli anarco-insurrezionalisti mi hanno già fatto saltare in aria l'ufficio elettorale di corso Vercelli. Mi hanno scritto "Prosperini muori" con la vernice rossa. Due settimane fa mi hanno messo sul pianerottolo di casa un ordigno con due bombolette del gas, un chilo di polvere da mina, otto cartuccioni e un innesco rudimentale ma ingegnoso. Una cosa malvagia, fatta per uccidere. "Prosperini, regalo per te", diceva il biglietto. Ho telefonato in questura: vi pare che qualcuno voglia farmi un regalo? Durante i cortei tentano d'arrampicarsi sul mio balcone».
E lei?
«Espongo 25 metri di tricolore: 10 di bianco, 10 di verde e 5 di rosso, ché di più il rosso non merita. Li aspetto col fucile a pompa. Vogliono entrarmi in casa? Tanti ne salgono, tanti ne butto giù»

C'è ancora chi non teme rigurgiti di fascismo ?...

 

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Giovedì 15 Marzo 2007

GOD BLESS AMERICA...

... God bless America, land that I love
Stand beside her, and guide her
Thru the night with a light from above
From the mountains, to the prairies
To the oceans, white with foam
God bless America, my home sweet home
From the mountains, to the prairies
To the oceans, white with foam
God bless America, my home sweet home
God bless America, my home sweet home! ...

Questa merda di canzone NON l' ha scritta un Afro Americano. Perchè? Perchè il DIO della WHITE AmeriKKKa SE NE FOTTE dei Niggas...

IN MEMORY of MARTIN LEE ANDERSON 1992 - 2006

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Martedì 13 Marzo 2007

AMICI...

...un par de palle...

Considerata la pochezza delle trasmissioni sportive (e non solo) italiane credo che al teledipendente nostrano si prospettino ormai due soli modi, ben distinti tra loro, di passare una tranquilla e rilassante domenica sera. Il primo prevede la scelta di un programma di qualità, che vada a nutrire e stimolare dolcemente la parte nobile dell' intelletto, quella parte che ama la cultura, l' approfondimento, l' estetica e la comunicazione linguisticamente elevata (se siete al corrente dell' esistenza di un programma così avvisatemi, non fate gli infami...). Il secondo consiste nel riunirsi con una banda di radical chic incazzati per guardare tutti insieme "Amici di Maria De Filippi". Tale operazione permetterà di sfogare tutto l' odio represso che ogni mente sana prova verso la televisione stile Penguin (Costanzo), procurando al simposio 3/4 ore di risate e schiamazzi in libertà. Alcuni di noi, solitamente tristi e tendenti al rompicoglionismo, non sono predisposti mentalmente a cogliere il divino-farsesco che si cela in certi programmi trash. Io trovo che non apprezzare l' aura freak show di un certo tipo di prodotto sia delittuoso....Il "contenitore televisivo" della Maria partì anni fa con il format più vecchio del mondo, il talent show alla "Saranno Famosi", per poi evolversi/deformarsi in una specie di talk/reality show ballato, recitato ed interpretato da giovani senza prospettive, autori in menopausa e corpulente figure disneyane (avete mai notato la somiglianza tra Platinette e la Medusa del film "la Sirenetta"?). L' edizione di quest' anno, mandata avanti a suon di RVM di insulti e polemiche a raffica, si è conclusa felicemente (felicemente solo per lui) con la vittoria di un nano megalomane e svociato, Federico Angelucci, non perdete quella dell' anno prossimo...

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Venerdì 09 Marzo 2007

LA STORIA SI RIPETE...

...sempre uguale a sé stessa...

dal Sito del PdCI 

Iraq. Catastrofe umanitaria, un esodo maggiore di quello palestinese del 1948

La denuncia è dell'Unhcr (Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati): la fuga di quasi 4 miloni di civili in particolare verso Siria e Giordania. Per i palestinesi che si trovano in Iraq una tragedia nella tragedia, poichè dalla caduta del regiome sono oggetto di ritorsione da parte di tutta la popolazione. Il 17 e 18 aprile una conferenza internazionale per l'emergenza rifugiati.

In Iraq siamo di fronte ad una catastrofe umanitaria tra le più gravi al mondo. La fuga di quasi 4 milioni di civili sia all'interno che all'esterno del paese. A lanciare l'allarme la portavoce dell'Unhcr, Laura Boldrini, che dal 3 marzo sta effettuando un viaggio in Siria e Giordania per  sensibilizzare l'opinione pubblica mondiale sulla gravissima situazione che stanno vivendo i paesi limitrofi in particolare Siria e Giordania. "Quanto sta accadendo in Iraq - spiega Laura Boldrini - e' il più imponente spostamento di popolazione che il Medio Oriente abbia mai vissuto dall'esodo dei palestinesi nel 1948, dall'istituzione dello Stato di Israele''. ''E' una situazione di portata epocale. Siamo di fronte ad una enorme tragedia umanitaria. La crisi, in particolare ha costretto circa 2 milioni di persone a spostarsi all'interno del paese e altrettanti a fuggire fuori, in particolare in Siria e in Giordania. Parliamo di grandi numeri: circa un milione di persone in Siria e quasi 800 mila in Giordania. E' chiaro che il peso principale di questa emergenza ricade su questi due paesi di confine che, però, da soli non possono farcela. Sono paesi con risorse limitate ormai prossimi al collasso. L'impatto sull'economia e sulla società e' enorme". Tra gli esempi portati da Boldrini, la carenza di acqua in Giordania e i servizi di base in Siria dove, ad esempio, il 30% dei bambini iracheni non può frequentare la scuola perché il sistema scolastico siriano non e' in grado di accoglierli. Per sensibilizzare l'opinione pubblica e i paesi della comunità internazionale l'Alto commissario Onu per i rifugiati Antonio Guterres ha convocato per il prossimo 17 e 18 aprile una conferenza internazionale, che si terrà a Ginevra.  ''La conferenza -spiega ancora la Boldrini riunirà le autorità irachene, quelle dei paesi confinanti, dei maggiori paesi di asilo di rifugiati, dei principali paesi donatori di reinsediamento, oltre ai rappresentanti di organizzazioni governative regionali e ong''. L'incontro di Ginevra vuole poi incoraggiare l'impegno nel far fronte ai problemi umanitari attraverso una maggiore condivisione degli oneri a livello internazionale per alleggerire l'attuale pressione sugli stati che ospitano i rifugiati; maggior sostegno economico, maggiori finanziamenti per i programmi di protezione e assistenza in favore di rifugiati e sfollati interni.

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Giovedì 08 Marzo 2007

DEDICATA A TE...

...io non dimentico...

Oh Angie, Oh Angie,
when will those dark clouds disappear
Angie, Angie,
where will it lead us from here
With no loving in our souls and no money in our coats
You can't say we're satisfied
But Angie, Angie, you can't say we never tried.
Angie, you're beautiful, but ain't it time we said goodbye
Angie, I still love you, remember all those nights we cried
All the dreams we held so close seemed to all go up in smoke
Let me whisper in your ear
Angie, Angie, where will it lead us from here
Oh, Angie, don't you weep, all your kisses still taste sweet
I hate that sadness in your eyes
But Angie, Angie, ain't it time we said good-bye
With no loving in our souls and no money in our coats
You can't say we're satisfied
But Angie, I still love you,
Baby, ev'rywhere I look I see your eyes
There ain't a woman that comes close to you come on baby,
dry your eyes
But Angie, Angie, ain't it good to be alive
Angie, Angie, they can't say we never trie

                                                        Angie - Rolling Stones - 1973

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Domenica 04 Marzo 2007

MOLTI NEMICI MOLTO ONORE...

...chi l' aveva detto?...

Il cardinal vicario Ruini, in occasione della fine della due giorni di studi su: "La Ragione, le Scienze e il Futuro delle civiltà" (ultimo appuntamento del forum che 10 anni fa ha lanciato il tema del "Progetto Culturale"...), alla quale ha partecipato in qualità di Presidente, ormai prossimo alla pensione, della Conferenza Episcopale, ha lanciato il suo ennesimo, spudorato appello ai pensatori cattolici: «Se noi cristiani ci rassegniamo ad essere una subcultura, in un mondo che guarda dai tetti in giù, niente potrà salvarci. Salvo un intervento della Provvidenza, certamente... Ho intenzione di mostrare che per dire quel "grande sì all'uomo" auspicato da Ratzinger e per mostrare la verità, la bellezza e la vivibilità della fede, bisogna andare alle radici della razionalità contemporanea e questo non è un invito a respingere la cultura del nostro tempo, anzi. Qualcuno sostiene che c'è molto da assumere da Kant. Io, a costo di scandalizzare, voglio dire anche da Hegel. E guai a chiudersi e buttare via tutto. Il cattolico è atteso da una sfida ineludibile, deve svegliarsi. Deve giocare di proposta e dare un orientamento alla cultura. E per questo occorre che ci sia una crescita del senso di appartenenza alla Chiesa e a Cristo e una più precisa conoscenza della radicalità della sfida che abbiamo davanti. Dall'interno del cattolicesimo cresce la consapevolezza che c'è bisogno di farlo. Perché i problemi che riguardano l'uomo in quanto tale e il dialogo tra le religioni spingono ormai in una direzione convergente: fanno sentire a molti il bisogno di riscoprire la propria identità cristiana».

Alll' interlocutore che obietta descrivendo la situazione attuale come un periodo difficile, scosso da violenti contrasti sui temi etici, Ruini risponde serafico: «È vero che la contestazione contro la Chiesa aumenta. Ma è preferibile essere contestati che essere irrilevanti. In altri Paesi come la Francia forse c'è minore contestazione, ma solo perché minore è il peso specifico dei cattolici. Se ci considerassero a fine corsa ci attaccherebbero meno. Tra l'altro i rapporti numerici tra credenti e non credenti nella totalità della popolazione sono molto diversi da quelli che appaiono sui media. Io credo che qui in Italia, come negli Stati Uniti, sono maggioritari quelli che hanno Dio come punto di riferimento». Al ministro dell'Interno Giuliano Amato che, intervenendo sui Dico, ha lanciato un monito alla religione a trattare con amore «legami forti anche fuori da quelli convenzionali» e non respingerli come «un peccato da cancellare, sennò regaliamo a Satana un tempo che non è detto sia il tempo di Satana», ribatte stupito: «Non ho mai pensato di demonizzarli. Certo io suggerisco il matrimonio, ma non sono contro le persone che vivono in una coppia di fatto. Per carità. Quella è una loro libera scelta. Va rispettata. D'altra parte non si vede perché dargli una struttura giuridica che rischia di sovrapporsi a quella esistente e a fare confusione. E del resto non la vogliono. A dirlo sono loro stessi. Noi ne conosciamo molti, giacché molte sono le coppie che si sposano dopo aver convissuto. Sono una sorta di coppie di fatto in transito verso il matrimonio. Da quanto risulta ai sacerdoti che hanno ogni giorno a che fare con loro, queste coppie non chiedono forme diverse dal matrimonio». Poi riflette sulla tendenza di richiedere sempre nuovi diritti senza farsi carico di doveri e aggiunge: «Il punto decisivo è l'apertura della razionalità umana alla trascendenza, cioè, in concreto, a Dio e anche all'uomo che non può essere considerato un pezzo di natura. Altrimenti ricadiamo nell'errore descritto dal pensatore sovietico Soloviev. Occorre tenere conto della novità e della importanza decisiva della fede cristiana rispetto alla razionalità. Non basta adottare i valori senza riconoscere l'importanza decisiva di Cristo. Questa è la sfida culturale ineludibile dei cattolici. E per vincerla non basta organizzarsi. Occorre una consapevolezza dell'appartenenza. Ci sono gruppi religiosi numericamente non molto diffusi ma capaci di esprimere una presenza assai incisiva. Lo abbiamo visto». Qualcuno chiede al cardinale di riassumere il suo pensiero in uno slogan. Presto fatto: «Cattolici svegliatevi».

Trovo che in certi casi commentare risulti estremamente superfluo e forse questo è proprio uno di quei casi, ma su alcuni temi non si può tacere....Come si fa a sostenere, nel 2007, che il percorso verso la razionalità è la via che porta al dominio dell' Anticristo (Soloviev non teorizzava propriamente questo, ma Ruini gli ha pacchianamente voluto attribuire questo messaggio...)? E' possibile che invece della biblicamente auspicata concordia ci s' impegni costantemente nell' alimentare lo scontro? Il discorso sulle coppie di fatto che sarebbero contrarie ai Dico lo si può attribuire alla demenza senile, non voglio essere cattivo....ma per il resto? Come giustificare il richiamo ad Hegel (uno dei filosofi, insieme a Fichte e Nietzsche, il cui pensiero, artatamente interpretato fino a deformarne il significato, è stato utilizzato dal nazismo come scusante culturale ai propri crimini...) e l' incitamento alla "lotta" rivolto all' indirizzo dei cattolici? Forse è colpa della sua somiglianza con Mr. Burns, ma questo vecchino mi inquieta..Sarò ignorante, ma le parole del cardinal vicario dalle mani ossute mi sembrano estremamente divergenti rispetto al Verbo del Cristo, non trovate?

Posted by Capelli VS Ricko at 20:47:24 | Permanent Link | Comments (57) |

Giovedì 01 Marzo 2007

Z - LIST: UN MODO PER CONOSCERSI...

...Ho ricevuto dall' amico Fabio di prcValdelsa una lista (Z-List) di blog che secondo lui, per diverse ragioni, meritano attenzione e la ripubblico volentieri. Avrei dovuto aggiungere i miei, ma sono troppo pigro....i blog che frequento abitualmente li potete trovare nella barra laterale, sono tutti interessantissimi e già linkati.....

Pibua
Fly
Stella
Diderot
Gidibao
RedRain
Lameduck
Avere o Essere
Ohibò mi garba
Fabio Guerrazzi (prcValdelsa)
Streets of Imperia
Pensare in Profondo
Il blog di Chit
Blabla-Sonia
Bhikkhu
Bloggando si impara
BraGiu.net
Friends For Free
Human Rights
Looking for my world
Mi Casa es Tu Casa
ivansantoro.net
Not In My Name
Ruffled Thoughts
moltitudini
http://www.madriot.blogspot.com/
Dancing through wind and sand
A.I.U.T.O.
Il blog di pennarossa
Daniela Tuscano
KRepa's KorNeR
unpercento
Al centro dell'universo e dintorni
Curly and the universe
Gidibao's Cafè
LabottegadiKit
La fabbrica di noci (WebLogin)
DicronacheEliberoPensiero *
Uriel - il cammino del lupo *
Ladytux *
Kelebek (Miguel Martinez) *

I blog segnalati con l' asterisco sono le new entry con cui Fabio ha contribuito alla lista. PARTECIPA ANCHE TU.

P. S. cedo alle insistenze e posto il mio contributo...per eventuali recriminazioni rivolgersi a Sedlex, è tutta colpa sua...

Posted by Capelli VS Ricko at 04:11:52 | Permanent Link | Comments (37) |