Tuesday, November 7, 2006

PAROLA DI GIOBBE

” Come hanno potuto Caino e Abele generare l’ umanità? Quando è stato creato Andreotti? E i puffi? E la forfora? Perchè il Signore distrusse Gomorra? Che quote avevano i bookmakers per Golia contro Davide? Gesù era bravo a fare le moltiplicazioni, ma le somme? I Corinti hanno mai risposto alle lettere di San Paolo?” da Parola di Giobbe, di Giobbe Covatta (1991).

Queste sono solo alcune delle domande a cui quel simpatico ometto di Gianmaria Covatta tenta di dare una risposta in quello che, secondo me, è il libro più esilarante e rilassante degli anni ‘90. Non aspettatevi chissà quale opera letteraria: è semplice cabaret condito con viva intelligenza e vignette fulminanti di Stefano Disegni (Cuore, Satyricon). Alcuni storceranno il naso, ma generalmente sono quelli che hanno problemi di prostata. Buon divertimento…

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Friday, October 27, 2006

IT

Ci sono libri che si leggono nell’ arco di una nottata e il mattino dopo sono già nel dimenticatoio, altri, attraenti per il dipanarsi della trama o la bellezza della narrazione, una volta finiti, lasciano dentro solo la sbiadita memoria di una storia che hai sentito raccontare e di cui non ricordi i particolari. Poi ci sono i libri che ti cambiano la vita. Te la cambiano perchè ti aiutano a leggere te stesso. IT (1986) di Stephen King per me è stato uno di loro. Questo romanzo horror è considerato dai fans dello scrittore americano, e da King stesso, la sua opera più riuscita ed è stato creato con l’ ambizioso intento di rappresentare tutte le paure e le brutture che la vita ci presenta quotidianamente , riunendole nella figura di un’ entità maligna la cui vera forma non può essere osservata da essere umano senza che questi ne perda il senno. IT è come un virus silente ed eterno che dorme sotto l’ immaginaria Derry,collocata geograficamente nel piovoso Maine, condizionandone la vita e destandosi ogni 27 anni per compiere il suo osceno pasto di sangue innocente. Le sue vittime preferite sono i diversi, i deboli, gli ingenui e soprattutto i bambini, di cui può sfruttare la fantasia e ai quali è solito presentarsi nelle vesti dell’ ammaliante e demoniaco Pennywise, il clown del circo. Tale bestia primordiale rappresenta la metafora dell’ ipocrisia, del razzismo, dell’ invidia, dell’ omertà, dell’ odio, dell’ emarginazione…IT è la società moderna in tutte le sue devianze. A chiunque di noi sarà facile riconoscersi in uno dei protagonisti del libro: Bill Denbrough (il balbuziente), Ben Hanscom (il grassone), Mike Hanlon (il nero), Stanley Uris (l’ ebreo), Beverly Marsh (la ragazzina bella, ma povera), Eddie Kaspbrak (l’ asmatico con la madre soffocante), Richie Tozier (il quattr’ occhi impertinente). Tutti loro nascono perdenti e guadagnano il rispetto del mondo lasciando Derry (l’ unico a non migliorare la propria condizione sociale è Mike, che rimane in città a vegliare il sonno del mostro) e imparando a combattere la paura. Quando si cresce una delle prime lezioni che s’ imparano è anche la più importante:  spesso si perde, ma farlo lottando ti lascia in bocca un sapore che non è poi così sgradevole. Sono più di mille pagine, ma la lettura è scorrevole e se ne ricavano spunti interessanti, lo consiglio a tutti…
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Wednesday, October 25, 2006

QUELLA VIRGOLA TRA INSURREZIONE E FANCIULLINO

“Soffriamo! Nei giorni che il popolo langue/ è insulto il sorriso, la gioia è viltà!/ Sol rida chi ha posto le mani nel sangue,/ e il fatto che accenna non teme o non sa:/ Prometeo sull’ alto del Caucaso aspetta,/ aspetta un bel giorno che presto verrà/ un giorno del quale sii l’ alba, o vendetta!/ Un giorno il cui sole sii tu, libertà!/ Soffriam! Chè il delitto non regna in eterno!/ Soffriam! Chè l’ errore durare non può!/ Già Satana giudica nel pallido inferno/ il Dio dei tiranni che al buio il dannò!/ Soffriam: le catene si spezzano alfine/ allor che pugnali, nè piaccia foggiar;/ fra un mucchio fumante di sparse ruine/ già Spartaco è sorto tremendo a pugnar/ Soffriamo, o fratelli! La mano sul cuore/ lo sguardo nuotante, nell’ alba che appar!/ Udite? Le squille che suonano l’ ore/ a stormo tremendo desiano suonar!/ Già mugghia il tremuoto laggiù nella reggia!/ S’ accampa nei templi superbo il pensier!/ Un rosso vessillo nell’ aria fiammeggia,/ e in mezzo una scritta vi luccica in ner:/ le dolci fanciulle che avete stuprato,/ i bimbi che in darno vi chiesero il pan,/ nel giorno dell’ ira, nel giorno del fato,/ i giudici vostri, borghesi, saran.”

- Sol rida chi ha posto le mani nel sangue (1878) - inno anarco-socialista semi-inedito di Giovanni PASCOLI.

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Tuesday, September 19, 2006

LES FLEURS DU MAL

“Toi qui, comme un coup de couteau,/Dans mon coeur plaintif es entrée;/Toi qui, forte comme un troupeau/De démons, vins, folle et parée,4/De mon esprit humilié/Faire ton lit et ton domaine;/-Infame à qui je suis lié/Comme le forçat à la chaine,8/Comme au jeu le joueur tetu,/Comme à la bouteille l’ ivrogne,/Comme aux vermines la charogne,/-Maudite, maudite sois-tu!12/J’ ai prié le glaive rapide/De conquérir ma liberté,/Et j’ ai dit au poison perfide/De secourir ma lacheté.16/Hélas! le poison et le glaive/M’ ont pris en dédain et m’ ont dit:/’ Tu n’ es pas digne qu’ on t’ enlève/A’ ton esclavage maudit,20/Imbécile!- de son empire/Si nos efforts te délivraient,/Tes baisers ressusciteraient/Le cadavre de ton vampire!24″ LE VAMPIRE da LE FLEURS DU MAL(1857) di BAUDELAIRE (1821-1867).

Questa poesia di Baudelaire, di cui non fornisco traduzione perchè trovo sia disdicevole sciuparne la musicalità del testo in lingua originale, è oggi di una pertinenza eccezionale. Il poeta c’ illustra con l’ alchimia del dolore tipica della sua opera come il “male”, il “germe della corruzione”, sia insito nell’ uomo stesso e perciò si rifletta in alcune sue manifestazioni esterne. Non si può estirpare la corruzione dalla materia, perchè essa ne è parte integrante, quindi si deve accettarla come elemento attivo della dimensione terrena. Credo che questo discorso possa essere ricondotto con efficacia all’ erroneità della ricerca della perfezione caratteristica del teorizzare religioso; la religione ricerca la perfezione sapendo di non poterla ottenere e finisce per sperimentare solo pentimento(più o meno sentito…) e frustrazione. L’ uomo è un essere di gioia e dolore, che cerca di esorcizzare le proprie devianze dando loro il ruolo d’ antagoniste in un artificiale macrocosmo religioso regolato da norme studiate che lui spaccia per verità rivelate.

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Thursday, July 20, 2006

LA NATURA UMANA

“Hai reciso alla base la nostra amicizia, ma puoi bussare, se vuoi, alla mia porta, sorella, creatura umana! Il mio sguardo sarà senza vendetta; ma chiedimi di scendere nel cuore della terra a smorzare il fuoco dei vulcani; dimmi di disperdere col soffio il fungo che s’ alza denso di morte dal poligono,io lo farò, ma non chiedermi di stringerti la mano.” SORELLA, CREATURA UMANA di Giuseppe Fava.

Questa poesia di Fava, scritta negli anni 70, esprime in pieno il sentimento che dovrebbe guidare l’ uomo nelle considerazioni sui rapporti col prossimo. L’ essere umano è assolutamente, grandiosamente ed endemicamente IMPERFETTO quindi bisogna entrare nell’ ordine d’ idee di accettarlo per quello che è ,cercando di trarre da ogni rapporto sociale (anche i più tormentati…) insegnamenti utili a far crescere il proprio bagaglio d’ esperienza di vita. I bei ricordi e le emozioni rimangono sempre bei ricordi ed emozioni, qualsiasi persona ce li abbia trasmessi. Il dolore e la delusione ci rendono adulti e ci preparano ad affrontare gli altri e noi stessi. Partendo da una buona premessa non si rischia mai di rimaner delusi dal finale…

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LA HAKA E’ UNA COSA SERIA

La Fiat esce con una nuova macchina (la Fiat IDEA, brutta e qualitativamente scadente come tutti i modelli prodotti dalla casa di Torino…) e adotta la straordinaria trovata di proporre come spot di diffusione internazionale una “HAKA” Maori interpretata da casalinghe inquietanti… Quando capiremo il significato della parola rispetto?

Il popolo Maori, stabilitosi in Nuova Zelanda (in dialetto Maori “Aotearoa”, - la terra della grande nuvola bianca -) intorno al 700, ha origini polinesiane e struttura ancora oggi la propria condotta di vita su valori sintetizzati con rara efficacia da termini come Tapu (da cui ha origine la parola tabù e che rappresenta la sacralità), Mana (prestigio, onore), Mauri (forza vitale), Utu (vendetta) e Makutu (stregoneria). I Maori, originariamente politeisti ed in seguito convertiti forzatamente al cattolicesimo, proponevano un ordine sociale di divisione in caste (Capi, Sacerdoti, Nobili, Guerrieri e Schiavi) e celebravano il vigore e la propria identità di razza tramite la Sacra Haka. Ci sono vari stili di Haka e quello penosamente scimmiottato dalle donne Fiat, il Ka Mate, può essere celebrato solo da uomini di ceppo Maori. E’ una tradizione millenaria e di stampo religioso, costava troppo informarsi un pochino e rispettarla? Cosa direbbe un cattolico italiano se un’ azienda Maori per vendere panini al pesce truccasse qualcuno da Nazareno?

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Wednesday, June 21, 2006

BLACK PANTHERS

“Accetto di essere considerato un fuorilegge, perchè per cambiare le leggi devi metterti al di fuori della legge. Se fai così e la gente è con te, allora diventerai un eroe; se non lo è, allora diventerai un criminale. Accetto di essere considerato un deviante . Ho deviato dal rimanere docile. Questo governo ha distrutto il movimento, ha distrutto il fervore rivoluzionario della comunità…ma sto aspettando che sorgano nuovi movimenti. I movimenti rivoluzionari arrivano a ondate e, se mi guardo intorno, vedo movimenti crescere dentro la comunità. Ora sono nel loro stadio infantile, ma io credo nella capacità del tempo di rimarginare tutte le ferite.”

Queste sono le parole di Huey P. Newton, fondatore insieme a Bobby Seale del movimento delle “Pantere Nere”. L’organizzazione nasce a Oakland (California) nel 1966 e prende il nome dal simbolo della preesistente “Organizzazione per la libertà della contea di Lowndes”. Huey e Bobby si differenziano dai movimenti facenti riferimento a leader come Malcom X e M. L. King per il loro rifiuto della non-violenza, sostituita con il concetto più duro ed efficace di auto-difesa (Self-Defence). Il Black Panthers Party, proiezione partitica delle pantere, è strutturato in base ai dettami dell’ ideologia marxista-leninista e auspica l’ emancipazione totale della “Black People” dall’ egemonia capitalista e discriminante della White America.

I dieci punti programmatici che riassumono la politica di Huey (Ten Points Plan): 1)- Vogliamo la libertà, vogliamo il potere di determinare il destino della nostra comunità nera; 2)- Vogliamo piena occupazione per la nostra gente; 3)- Vogliamo la fine della rapina della nostra comunità nera da parte dell’ uomo bianco; 4)- Vogliamo abitazioni decenti, adatte ad esseri umani; 5)- Vogliamo per la nostra gente un’ istruzione che smascheri la vera natura di questa società americana decadente, un’ istruzione che ci insegni la nostra vera storia e il nostro ruolo nella società attuale; 6)- Vogliamo che tutti gli uomini neri siano esentati dal servizio militare; 7)- Vogliamo la fine immediata della brutalità della polizia e dell’ assassinio della gente nera; 8)- Vogliamo la libertà per tutti gli uomini neri detenuti nelle prigioni e nelle carceri federali, statali, di contea e municipali; 9)- Vogliamo che tutta la gente nera rinviata a giudizio sia giudicata in tribunale da una giuria di loro pari o da gente delle comunità nere, come è previsto dalla costituzione degli Stati Uniti; 10)- Vogliamo terra, pane, abitazioni, istruzione, vestiti, giustizia e pace.

L’ organizzazione perse smalto alla fine degli anni ‘70, massacrata dalla politica fascista ameriKKKana, ma ancora oggi la sua eco è ben presente nella memoria storica di tutti noi. Quando la pantera sembra ormai sconfitta cova invece la sua vendetta…

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Tuesday, June 20, 2006

LETTURA:”Febbre a 90′” di NICK HORNBY

Nick Hornby nasce nel 1957 a Londra, città dove vive tuttòra. Dopo essere diventato insegnante e avere esercitato la professione, si dedica esclusivamente alla scrittura e instaura collaborazioni con le più prestigiose riviste di letteratura inglesi. E’ autore di 5 libri: Alta fedeltà, Un ragazzo, Come diventare buoni, 31 canzoni e Febbre a 90′. Quest’ ultimo (pubblicato con grande successo nel 1992) è, secondo me, il suo migliore e più sentito prodotto, all’ interno del quale riesce a descrivere con accuratezza tutte le dinamiche che regolano la vita di quei tifosi che, come lui, hanno visto influenzata la propria vita dalla passione per il football.

“Mi innamorai del calcio come mi sarei poi innamorato delle donne: improvvisamente, inesplicabilmente, acriticamente.”. Con queste parole Hornby colpisce nel segno e sintetizza con rara precisione la natura del sentimento che nutre per il calcio e l’ Arsenal, la sua squadra del cuore. E’ un rapporto fideistico che resiste a qualsiasi cosa e, pur mutando nel tempo, mantiene costante la sua intensità.

Ti capisco Nick. Il tuo è uno dei libri che avrei voluto scrivere…

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Wednesday, June 7, 2006

FOTOGRAFIA : BRUNO BISANG

Fotografare è un po’ come appropriarsi dell’ oggetto fotografato, tanto più se si tratta di un essere vivente. Fotografandolo si tenta di cristallizzarne le sensazioni, le forme, la bellezza e i difetti condensati nell’ attimo dello scatto. B. Bisang colleziona corpi come altri uomini collezionano francobolli o fumetti. Innamorato della fotografia e della sensualità femminile, sa creare immagini perfette e insieme ricche di quelle imperfezioni che rendono vario e affascinante lo spicchio di mondo che ritrae. Ha un rapporto assoluto con l’ immagine femminile e l’ idea che ha della bellezza è la ragione d’ essere delle sue foto.

Nasce nel 1952 sulla sponda svizzera del lago Maggiore, influenzato dal cinema italiano neorealista(la voluttà della Loren colpisce ancora…), decide di lavorare nel cinema e studia fotografia alla Kunstgewerbe-Schule di Zurigo, che ha sfornato talenti come Oliviero Toscani e Serge Libis.

-Non ho mai deciso di fotografare nessuna donna-, racconta,-che prima di spogliarsi davanti al mio obiettivo non avesse spontaneamente accettato di diventare mia complice. E’ solo così, in un clima di reciproca intesa, che riusciamo a lavorare insieme con profitto-. Il suo stile è dolce e morbido. Abile maestro delle tecniche fotografiche, sa come usare la luce per esaltare la sensualità dei modelli e soffermarsi sui dettagli del corpo. Ve lo consiglio, le foto non sono mai volgari e la scelta dei soggetti è sempre oculata…E poi da quanto risulta a me non ha mai lavorato per Playboy Germania(a buon intenditor poche parole…).

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