Thursday, October 2, 2008

MIRACOLO A SANT’ ANNA

I partigiani contestano il kolossal di Spike Lee «C’ è un falso storico»

                       
PIETRASANTA (Lucca) - Attacchi dai partigiani al film di Spike Lee. Presentato in anteprima al Festival di Toronto e poi passato a Deauville, la pellicola sull’ eccidio nazista di Stazzema, Miracolo a Sant’ Anna, suscita polemiche in Italia dove alcuni esponenti dell’ Anpi accusa il regista di «falso storico». Nella pellicola si ipotizza che la strage di civili sarebbe stata causata dal tradimento di un partigiano e dalla mancata cattura del suo comandante da parte delle SS. In un carteggio con il sindaco di Stazzema e con l’ assessore alla cultura della Regione Toscana Paolo Cocchi, le sezioni Anpi di Pietrasanta e Massa contestano la ricostruzione dei fatti rappresentata da Spike Lee. «Noi non mettiamo in dubbio - scrive il presidente della Sezione Lombardi dell’ Anpi di Pietrasanta Moreno Costa - il valore artistico e l’ impegno civile del regista, ma riteniamo che il contenuto del film, sia pure involontariamente, finirà per avvalorare la tesi che attribuisce pesanti responsabilità ai partigiani, alimentata da chi ha interesse ad una revisione storica faziosa ed a denigrare la Resistenza». Minimizza l’ assessore regionale alla Cultura Cocchi che si dice sicuro che «Spike Lee ci darà un racconto emozionante e bello su quelle tragiche vicende». «Proporrei quindi - scrive - di cogliere l’ occasione dell’ uscita del film per ricordare a tutti la “verità storica” sulla strage di Sant’ Anna, ma con animo aperto e senza contrapposizioni che, mi pare, non servirebbero alla causa dei valori in cui tutti noi crediamo». Così Spike Lee a Toronto aveva parlato del suo film che ha tra gli interpreti italiani Pierfrancesco Favino e Valentina Cervi: «Il mio lavoro non si basa solo sui caratteri dei soldati di colore della 92ª divisione Buffalo dell’ esercito Usa o sulla ricostruzione della strage di Sant’ Anna di Stazzema, avvenuta in Toscana il 12 agosto 1944 quando le SS uccisero 560 civili inermi. Ho voluto trasportare sullo schermo il libro di James McBride, autore anche della sceneggiatura, che scava negli animi, nelle reazioni e azioni delle parti, nelle lacerazioni di ogni idealismo».

R. S

(13 settembre 2008) - Corriere della Sera

Al popolo americano certe cose non le puoi spiegare. Storicamente, perfino durante la Guerra dIndipendenza, non si è mai trovato nella condizione di dover ricorrere alla guerriglia…anzi…si è spesso trovato, da invasore, ad avversarla…ad esserne sconfitto…La guerriglia è pane per oppressi, per disperati, non puoi chiedere ad uno yankee di comprenderne le dinamiche…

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Saturday, July 26, 2008

IL CAVALIERE OSCURO

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Pensate che il “Joker” di Nicholson sia immortale? Guardate quello di Ledger…

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Wednesday, July 2, 2008

THE ASSASSINATION OF JESSE JAMES BY THE COWARD ROBERT FORD

     

E’ uno dei film più belli che abbia mai visto….non è per tutti, è lento come una Panda che scala il Sestrières, ma ogni languido fotogramma di questa pellicola lascia un’ impronta, una cicatrice nella memoria…

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Wednesday, June 11, 2008

GIGANTI DEL ROCK

         Bee Hive

        Sometimes They Come Back

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Saturday, November 10, 2007

THE HEARTBREAK KID

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          A.A.A.
Cercasi ragazza maggiorenne, bella presenza, grande esperienza in campo sentimentale, che conosca perfettamente il significato del termine “pisellami“.
No perditempo, massima pulizia.

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Monday, June 25, 2007

ALBE’, CI MANCHI TANTO…

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Dedicato alla zia Deb da quel discolo di suo nipote…

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Monday, December 11, 2006

LA SERPENTA

di MELQUIADES 

Mi hanno “presentato” con tale nome questa, a mio avviso, fenomenale artista.
Sia pur calzandole perfettamente, preferisco il suo vero nome (con il quale peraltro è nota…), Diamanda Galas.

Non conosco i vostri gusti e Diamanda non è certamente di facile ascolto: un pianoforte…qualche foglio pentagrammato…e…le sue quattro ottave di passionalità.

Non alza quasi mai lo sguardo per guardare altrove tanto è presa dal suo mondo di note ed emozioni.

Così è Diamanda sul palco: sola con il suo adorato pianoforte…

Tra Blues e Dark questa mirabile artista dalla sensibilità fuori dal comune, sembra voler raccontare la sua anima straziata ad ogni nota, dipingendo delle nere tonalità dei suoi capelli corvini, ogni angolo delle anime dei suoi attoniti ascoltatori…

Atmosfere gothic e testi che affrontano tematiche tutt’altro che vacue…dall’Aids (di cui il fratello, il poeta e drammaturgo Philip-Dmitri Galas, è morto…) alla religiosità (argomento trattato con tutta l’avversione che “sembra avere per le chiese”…). Vanta collaborazioni d’eccezione e calca le scene da oltre 20 (??) anni…facilmente le si è accostato l’epiteto di “satanista”, ma a me, pare vi sia altro (o quanto meno anche altro) in questa splendida creatura.
Troppo facile negare la diversità, il dissenso, il non compreso, con tale parola dal sapore inquisitorio.

Dirà di se: “Contro chi ritiene la mia arte peccaminosa e il mio linguaggio immondo posso solamente dire: se pensate che io vesta i panni dell’osceno, allora sappiate…mi ci sento a mio agio”.

 Io l’ho trovata stupefacente…una vera equilibrista di cui, spesso, a stento, si riesce a seguire il filo intrecciato…sempre fuori dalle righe….sempre sicura di se nel dire e ribadire la propria canorità invidiabile…forse a volte troppo carica di “comunicatività”…Un ascolto non basta!

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Saturday, October 21, 2006

BORAT

Cosa succederebbe se una specie di Groucho Marx, alto e magro come un chiodo, privo di sigaro e pazzo come un cavallo, abbandonasse la terra natìa (un immaginario ed assurdo Kazakistan pieno di contadinotti, prostitute, stupratori e antisemiti) per andare ad esercitare la professione di reporter nelle strade degli States? Per avere una risposta basta aspettare l’ uscita nei cinema italiani di “Borat”, il nuovo film di Larry Charles (sceneggiatore, produttore e regista della famosa serie tv “Mad About You”) interpretato da Sacha Baron Cohen.

Sacha smette i panni di Ali-G, caricatura in tuta e gioielli dei gangsta’rapper west-side, per vestire quelli di Borat, giornalista televisivo kazako che imperversa in mezzo a gente reale creando gags e situazioni paradossali allo scopo di smascherare tutta la bieca intolleranza ed il razzismo della società americana (il trucco è nel far firmare la liberatoria dell’ intervista prima che la stessa cominci…). Gli appassionati di Cohen ricorderanno che in un cammèo in Ali-G aveva già interpretato la parte di un ambasciatore kazako, ma questo personaggio, oltre ad essere la rivisitazione di quello, è decisamente più assurdo ed esilarante (“casa mia quattro sport nazionali: discoteca, tiro con l’ arco, stupro , ping-pong”). Borat con fare disinvolto tenta di presentarsi e baciare, come da uso russo, tutti i viaggiatori di un vagone della metropolitana di New York; scopre con terrore che il Bed and Breakfast dove si è fermato a dormire è gestito da ebrei (per liberarsi di loro getta lontano delle banconote); partecipa a un rodeo a Salem, Virginia (“tagliati quei cazzo di baffi!”, lo ammonisce un cowboy, “sembrerai almeno un italiano, mentre se resti così tutti ti prenderanno per un musulmano e si chiederanno quanto esplosivo hai sotto la camicia…”) e riesce sempre a provocare reazioni, ad andare oltre le apparenze, a non perdere quella buffa e testarda aria da uomo dell’ est che tanto ci ricorda la figura dell’ emigrante italiano anni trenta.

Detto che Cohen è un ebreo ortodosso molto attivo nella lotta all’ antisemitismo, prevediamo che la pellicola non sarà affatto gradita a kazaki, femministe e amanti del politically correct, ma pazienza …a quelli come me, che amano la satira acida, piace da matti…

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Thursday, September 21, 2006

MR. LUI

Da un anno e più imperversa su Italia1, all’ interno degli stacchi pubblicitari, un ultra-quarantenne calvo, in giacca e cravatta, che fa boccacce e mima scenette di un’ idiozia senza limiti. Ora…avevo deciso di ignorare per un po’ la mia frustrazione, la televisione e tutti i mostri che partorisce, ma MR. LUI (il suo vero nome è Marco Lui) merita assolutamente che io faccia un’ eccezione. Non discuto su cosa possa far più o meno ridere perchè sono consapevole della soggettività della questione, ma l’ imbecillità di quelle espressioni mi solletica il centro del rigetto con violenza straripante. Come cazzo si fa a produrre tale ripugnante spettacolo? Come fa un uomo, per quanto disperato, ad accettare un simile incarico? Si rende conto che con il suo lavoro insulta l’ arte mimica e soprattutto mette a repentaglio la salute nervosa di tutti i normo-dotati che hanno la sventura d’ imbattersi nelle sue gag? E non mi si venga pretestuosamente ad obiettare che quelle penose pantomime sono inscenate per un pubblico di minori, perchè potrei controbattere che ho visto bambini , all’ apparire dell’ odioso pagliaccio, scagliare il primo oggetto afferrabile (solitamente il telecomando…) contro lo schermo, mandandolo in frantumi. Già facevo fatica ad accettare l’ esistenza di Max Pisu e Michelle Hunziker, cosa ho fatto per meritare MR. LUI? Purtroppo l’ aspetto più amaro del problema è che l’ uomo che interpreta l’ oscena macchietta è inconsciamente provato dalla condizione umana in cui l’ hanno cristallizzato, infatti, ripreso e mandato in onda durante una pausa, mostrava nello sguardo tutte le sconfitte e le tare che lo affliggono quotidianamente. Spero che le persone a lui vicine lo riportino alla realtà spiegandogli quale danno stia procurando alla sua immagine o che nel frattempo lo rimuovano dal palinsesto. Mi dispiace che qualcuno perda il lavoro, ma in questo caso è per il suo bene….

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Saturday, July 29, 2006

I GRIFFIN

“C’è solo sesso e violenza in tv, quei cari e bei programmi ormai non ci son più. Che fine hanno fatto i vecchi valoriiiiii….su cui potevi contareeeeeeeee? La famiglia Griffin è quiiiii, lei può rallegrarti ed appassionarti con le sue avventure - più out che in - LA-FA-MI-GLIA……GRIFFIIIIIIIIN!!!!!”.

Quando Seth MacFarlane ideò e girò il cortometraggio intitolato “La vita di Larry” (la storia di un 40enne beone e del suo cane parlante, Steve…) non immaginava che di lì a poco la Fox avrebbe bussato alla sua porta proponendogli lo sviluppo di uno show basato su quei due grotteschi e divertenti personaggi (diventati poi Peter e Brian). Era il 31 gennaio del 1999 e da allora il pubblico continua a ridere fragorosamente e a sfogare tutto il suo cinismo represso guardando le avventure della famiglia Griffin. Do per scontato che siano noti a tutti voi e mi limito ad esprimere la mia spiccata preferenza per Peter (padre) e Stewie (figlio neonato)…..è un programma vietato ai minori e ai perbenisti, buona visione………….

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