MIRACOLO A SANT’ ANNA
I partigiani contestano il kolossal di Spike Lee «C’ è un falso storico»
PIETRASANTA (Lucca) - Attacchi dai partigiani al film di Spike Lee. Presentato in anteprima al Festival di Toronto e poi passato a Deauville, la pellicola sull’ eccidio nazista di Stazzema, Miracolo a Sant’ Anna, suscita polemiche in Italia dove alcuni esponenti dell’ Anpi accusa il regista di «falso storico». Nella pellicola si ipotizza che la strage di civili sarebbe stata causata dal tradimento di un partigiano e dalla mancata cattura del suo comandante da parte delle SS. In un carteggio con il sindaco di Stazzema e con l’ assessore alla cultura della Regione Toscana Paolo Cocchi, le sezioni Anpi di Pietrasanta e Massa contestano la ricostruzione dei fatti rappresentata da Spike Lee. «Noi non mettiamo in dubbio - scrive il presidente della Sezione Lombardi dell’ Anpi di Pietrasanta Moreno Costa - il valore artistico e l’ impegno civile del regista, ma riteniamo che il contenuto del film, sia pure involontariamente, finirà per avvalorare la tesi che attribuisce pesanti responsabilità ai partigiani, alimentata da chi ha interesse ad una revisione storica faziosa ed a denigrare la Resistenza». Minimizza l’ assessore regionale alla Cultura Cocchi che si dice sicuro che «Spike Lee ci darà un racconto emozionante e bello su quelle tragiche vicende». «Proporrei quindi - scrive - di cogliere l’ occasione dell’ uscita del film per ricordare a tutti la “verità storica” sulla strage di Sant’ Anna, ma con animo aperto e senza contrapposizioni che, mi pare, non servirebbero alla causa dei valori in cui tutti noi crediamo». Così Spike Lee a Toronto aveva parlato del suo film che ha tra gli interpreti italiani Pierfrancesco Favino e Valentina Cervi: «Il mio lavoro non si basa solo sui caratteri dei soldati di colore della 92ª divisione Buffalo dell’ esercito Usa o sulla ricostruzione della strage di Sant’ Anna di Stazzema, avvenuta in Toscana il 12 agosto 1944 quando le SS uccisero 560 civili inermi. Ho voluto trasportare sullo schermo il libro di James McBride, autore anche della sceneggiatura, che scava negli animi, nelle reazioni e azioni delle parti, nelle lacerazioni di ogni idealismo».
R. S
(13 settembre 2008) - Corriere della Sera
Al popolo americano certe cose non le puoi spiegare. Storicamente, perfino durante la Guerra d’Indipendenza, non si è mai trovato nella condizione di dover ricorrere alla guerriglia…anzi…si è spesso trovato, da invasore, ad avversarla…ad esserne sconfitto…La guerriglia è pane per oppressi, per disperati, non puoi chiedere ad uno yankee di comprenderne le dinamiche…




Mi hanno “presentato” con tale nome questa, a mio avviso, fenomenale artista.
Cosa succederebbe se una specie di Groucho Marx, alto e magro come un chiodo, privo di sigaro e pazzo come un cavallo, abbandonasse la terra natìa (un immaginario ed assurdo Kazakistan pieno di contadinotti, prostitute, stupratori e antisemiti) per andare ad esercitare la professione di reporter nelle strade degli States? Per avere una risposta basta aspettare l’ uscita nei cinema italiani di “Borat”, il nuovo film di Larry Charles (sceneggiatore, produttore e regista della famosa serie tv “Mad About You”) interpretato da Sacha Baron Cohen.
partecipa a un rodeo a Salem, Virginia (“tagliati quei cazzo di baffi!”, lo ammonisce un cowboy, “sembrerai almeno un italiano, mentre se resti così tutti ti prenderanno per un musulmano e si chiederanno quanto esplosivo hai sotto la camicia…”) e riesce sempre a provocare reazioni, ad andare oltre le apparenze, a non perdere quella buffa e testarda aria da uomo dell’ est che tanto ci ricorda la figura dell’ emigrante italiano anni trenta.
Da un anno e più imperversa su Italia1, all’ interno degli stacchi pubblicitari, un ultra-quarantenne calvo, in giacca e cravatta, che fa boccacce e mima scenette di un’ idiozia senza limiti. Ora…avevo deciso di ignorare per un po’ la mia frustrazione, la televisione e tutti i mostri che partorisce, ma MR. LUI (il suo vero nome è Marco Lui) merita assolutamente che io faccia un’ eccezione. Non discuto su cosa possa far più o meno ridere perchè sono consapevole della soggettività della questione, ma l’ imbecillità di quelle espressioni mi solletica il centro del rigetto con violenza straripante. Come cazzo si fa a produrre tale ripugnante spettacolo? Come fa un uomo, per quanto disperato, ad accettare un simile incarico? Si rende conto che con il suo lavoro insulta l’ arte mimica e soprattutto mette a repentaglio la salute nervosa di tutti i normo-dotati che hanno la sventura d’ imbattersi nelle sue gag? E non mi si venga pretestuosamente ad obiettare che quelle penose pantomime sono inscenate per un pubblico di minori, perchè potrei controbattere che ho visto bambini , all’ apparire dell’ odioso pagliaccio, scagliare il primo oggetto afferrabile (solitamente il telecomando…) contro lo schermo, mandandolo in frantumi. Già facevo fatica ad accettare l’ esistenza di Max Pisu e Michelle Hunziker, cosa ho fatto per meritare MR. LUI? Purtroppo l’ aspetto più amaro del problema è che l’ uomo che interpreta l’ oscena macchietta è inconsciamente provato dalla condizione umana in cui l’ hanno cristallizzato, infatti, ripreso e mandato in onda durante una pausa, mostrava nello sguardo tutte le sconfitte e le tare che lo affliggono quotidianamente. Spero che le persone a lui vicine lo riportino alla realtà spiegandogli quale danno stia procurando alla sua immagine o che nel frattempo lo rimuovano dal palinsesto. Mi dispiace che qualcuno perda il lavoro, ma in questo caso è per il suo bene….