Friday, November 3, 2006

VET CORNER: IL CONIGLIO

IL CONIGLIO COME PET: Il coniglio rappresenta un eccellente animale da compagnia. Essendo di natura gregario, cerca spontaneamente la compagnia delle persone e si attacca molto al proprietario. E’ intelligente e attivo, e interagisce con le persone che lo accudiscono offrendo ore d’ intrattenimento, a patto che non rimanga costantemente rinchiuso in gabbia. Il coniglio, specie se di taglia nana, non è invece indicato come animale per bambini al di sotto di 6-7 anni, a causa della sua estrema fragilità.

ALIMENTAZIONE DEL CONIGLIO: La maggior parte delle patologie del coniglio da compagnia, sono causate, direttamente o indirettamente, da errori alimentari. Il coniglio è un erbivoro stretto, con un apparato digerente ed una dentatura altamente specializzati, che tollerano male una dieta inadeguata. La dieta ideale è quella che più s’ avvicina a quella naturale, costituita da erbe e fiori di campo, relativamente povera dal punto di vista nutritivo, ricca di fibra e che richiede una masticazione prolungata. Sopperiscono ad una dieta relativamente povera dal punto di vista nutritivo con la coprofagia, che permette una più efficace utilizzazione dell’ alimento. Si consiglia dunque fieno di erbe miste in quantità illimitata, erba e verdure. Il pellet non è indispensabile, e va eventualmente razionato alla dose di un cucchiaio al giorno circa per un coniglio di media taglia. Un buon pellet deve essere composto di fieno e piante e contenere almeno il 18% di fibra. Saltuariamente si possono somministrare piccole quantità di frutta. Altri alimenti (pane, grissini, semi, cereali, dolciumi, etc.) devono essere completamente evitati. In un coniglio sano, la somministrazione di vitamine e lattobacilli è inutile. Anche i blocchetti minerali sono inutili se non potenzialmente dannosi. Una conseguenza dell’ alimentazione sbilanciata può essere l’ obesità, che a sua volta predispone a patologie cardiache, epatiche e renali ed all’ insorgenza di pododermatiti. Per ottenere una riduzione di peso l’ esercizio fisico è altrettanto importante di una dieta corretta.

ALLOGGIO DEL CONIGLIO: La gabbia deve essere sufficientemente spaziosa, robusta, priva di elementi taglienti e facile da pulire. Le dimensioni minime per un coniglio nano alloggiato da solo sono di 0,3 metri quadri. L’ altezza deve essere sufficiente da permettere al coniglio di alzarsi sugli arti posteriori, quindi di 45 cm circa per le razze nane. Maggiore è lo spazio a disposizione , migliori saranno le condizioni di vita del coniglio. Una gabbia di piccole dimensioni può essere accettabile se il coniglio ha la possibilità di trascorrere molto tempo in libertà. Il pavimento può essere costituito in parte di rete (la dimensione delle maglie deve essere 1 cm per 2,5 cm se sono presenti neonati), e in parte solido (plexiglas, metallo), per prevenire lesioni ai piedi, o tutto solido. La parte solida deve essere ricoperta da lettiera morbida ed abbondante (meglio paglia e fieno). Assolutamente da evitare in tutti gli animali da compagnia sono la segatura o i trucioli di pino o cedro, che contengono fenoli tossici per il fegato. Attenzione ai giornali, se ingeriti in quantità eccessiva causano ostruzione intestinale. Non è adatto come substrato il ghiaino per gatti, perchè è troppo abrasivo per le zampe. Nel caso la gabbia sia sistemata all’ aperto occorre che sia almeno in parte protetta dalla luce diretta per evitare i colpi di calore, cui i conigli sono facilmente soggetti in presenza di un’ elevata temperatura ambientale. Le basse temperature sono sopportate meglio. Il range di temperatura ambientale può andare da 4° a 29°, ma la temperatura ottimale è compresa tra 16° e 21°. L’ umidità non deve essere molto elevata (30-70 %). All’ interno della gabbia va posta una cassetta che funga da tana, in cui il coniglio, animale timido per natura, possa nascondersi quando si sente minacciato. Il resto dell’ arredo sarà rappresentato da recipienti per acqua e cibo che non possano essere rovesciati. L’ abbeveratoio ottimale è quello a goccia, facile da mantenere pulito. Non devono mancare dei giochi per tenere impegnato l’ animale: rametti da rosicchiare, palline di plastica dura, tubi di carta, etc. La pulizia della gabbia deve esere molto frequente; la lettiera andrebbe preferibilmente cambiata tutti i giorni. Un buon disinfettante è costituito dall’ ipoclorito di sodio (5%), diluito alla dose di 30 ml per litro d’ acqua. I conigli possono essere facilmente addestrati ad utilizzare una casetta per i bisogni, come i gatti, il che permette di lasciarli liberi per casa. Se il coniglio ha già spontaneamente scelto una zona per sporcare, la cassetta va posta in quella zona. Per incoraggiare l’ uso della cassetta si può collocarvi qualche pallina di feci. In ogni caso i conigli non devono mai essere lasciati liberi di girare per la casa senza sorveglianza, in quanto amano rodere e possono non solo rovinare il mobilio, ma anche rosicchiare fili elettrici, con immaginabili conseguenze.

RIPRODUZIONE: L’ ovulazione è indotta dall’ accoppiamento. La durata media della gestazione è di 31 giorni (29-33 giorni). Uno o due giorni prima del parto la coniglia si strappa i peli della regione addominale per impiegarli, assieme a paglia e fieno, nella costruzione del nido. I piccoli, in media 3-8, vengono partoriti in forma simil fetale: essi sono ancora ciechi e nudi e non sono ancora dotati di termoregolazione autonoma. Ad 8-10 giorni dal parto i coniglietti aprono gli occhi. La coniglia allatta i piccoli solo una volta al giorno per 3-5 minuti. All’ età di 4-6 settimane i conigli possono essere svezzati.

VACCINAZIONI: I conigli devono essere vaccinati contro due malattie: la MIXOMATOSI e la MALATTIA EMORRAGICA VIRALE (MEV). Entrambe sono malattie a denuncia obbligatoria che prevedono la soppressione dei soggetti colpiti e la loro distruzione. Non sono zoonosi. ATTENZIONE: in caso di anoresia e/o abbattimento portare subito il coniglio dal veterinario, molte patologie gravi del coniglio hanno infatti insorgenza improvvisa e decorso infausto, se non si interviene repentinamente.

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Tuesday, June 20, 2006

VET CORNER: LA TERZA ETA’

La GERIATRIA (dal greco ‘geras’, età avanzata, e ‘iatrike’, medicina e chirurgia) è la branca della medicina che tratta problemi degli animali anziani. L’ invecchiamento è stato definito un processo biologico complesso, una tappa normale nel corso della vita dei nostri “amici”, nel corso della quale diminuisce l’ efficienza del sistema immunitario con la conseguente diminuzione della capacità di difesa nei confronti di agenti esterni (patogeni e non).

SISTEMA ENDOCRINO: gli animali di mezza età sono spesso soggetti ad endocrinopatie. L’ iperadrenocorticismo si verifica per lo più nei cani di 7-9 anni d’ età. I tumori della corticale del surrene sono molto comuni nel cane anziano (età media tra i 10 e gli 11 anni). L’ ipotiroidismo si verifica più frequentemente nel cane di mezza età o anziano, di taglia grande, tra i 4 e i 10 anni. L’ ipertiroidismo colpisce unicamente il gatto anziano (12-13 anni).

SISTEMA CIRCOLATORIO: le cardiopatie sono frequenti nell’ animale anziano e spesso provocano sintomi clinici evidenti. Circa 1/4 delle cardiopatie del cane insorge tra i 9 e 12 anni e 1/3 di esse si verifica dopo i 13 anni d’ età. Le patologie valvolari croniche degenerative costituiscono la causa più frequente di insufficienza cardiaca congestizia nel cane anziano. La ritenzione del sodio è una delle cause principali di insufficienza cardiaca congestizia e la riduzione  del sodio di origine alimentare è una misura utile nei pazienti con problemi cardiocircolatori.

APPARATO LOCOMOTORE: le zoppie, l’ indolenzimento o la paresi colpiscono gli animali anziani. E’ compito del veterinario, in questi casi, differenziare le forme patologiche primarie da quelle secondarie. L’ artrite è il disturbo più frequente a carico dell’ apparato di locomozione. La prevenzione e la lotta all’ obesità sono obiettivi importanti nel paziente che soffre d’ artropatie.

APPARATO DIGERENTE: le periodontopatie sono assai frequenti negli animali con più di due anni d’ età. La periodontite, forma irreversibile, è il tipo di malattia periodontale più comune nell’ animale anziano. Per controllare o per prevenire i problemi dentali bisogna iniziare i programmi di prevenzione orale già nell’ animale adulto. Anche la stitichezza si verifica di frequente nei pazienti geriatrici, a causa di farmaci, patologie neuromuscolari o metaboliche, dolore pelvico e perianale, fenomeni occlusivi a livello del colon, del retto o dell’ ano. Le pancreatiti colpiscono in genere i cani di mezza età o anziani. Sia la costipazione che i disturbi dell’ intestino crasso rispondono in modo positivo all’ aumento della quantità di fibra negli alimenti.

CUTE: l’ età media dei cani con tumori cutanei è di 10,5 anni, quella dei gatti è di 12 anni. Nel cane i tumori cutanei maligni riscontrati sono la metà di quelli benigni. Nel gatto invece, le neoplasie cutanee di tipo maligno sono tre volte più frequenti delle forme benigne. I tumori cutanei più frequenti nel cane sono, in ordine decrescente: il lipoma, il mastocitoma, l’ adenoma o l’ iperplasia delle ghiandole sebacee ed il papilloma. Nel gatto sono: i tumori basocellulari, il carcinoma squamocellulare, il fibrosarcoma ed il mastocitoma.

APPARATO URINARIO: l’ insufficienza renale (età media d’ insorgenza nel cane:7 anni) occupa il secondo posto fra le cause di morte non traumatica di cani e gatti. Altri problemi dell’ apparato urinario sono l’ incontinenza e le neoplasie della vescica. Il rene di persone ed animali anziani presenta dimensioni e peso ridotti, numero minore di glomeruli, minore dimensione e peso dei tuboli e fenomeni di fibrosi. A queste alterazioni strutturali fa seguito una minore perfusione renale, una minore capacità di concentrare l’ urina e una diminuita capacità di mantenere l’ equilibrio idrico, acido-basico e l’ omeostasi del sodio. Diminuisce il livello della renina, dell’ aldosterone e della vitamina D in forma attiva. L’ insufficienza  renale è comune soprattutto nei pazienti geriatrici e i protocolli per la terapia conservativa sono stati proprio per gli animali anziani. L’ alimentazione dei pazienti con insufficienza renale cronica prevede la riduzione del sodio (non la privazione), delle proteine e del fosforo.

APPARATO RIPRODUTTIVO: i disturbi dell’ apparato riproduttivo sono frequenti negli animali di mazza età ed anziani. Le patologie prostatiche sono più frequenti nel cane di oltre 5 anni di età; l’ età media di insorgenze è di 9,3 anni. Il tumore prostatico si verifica nel cane di oltre 10 anni. Nella femmina è frequente la piometria (età media d’ insorgenza nella cagna e nella gatta 7,2 e 7,8 rispettivamente). Nella cagna il tumore più frequente è a carico delle mammelle (età media d’ insorgenza 10-11 anni). I tumori mammari della cagna possono insorgere tra i 2 e i 20 anni, ma è difficile riscontrarli in soggetti al di sotto dei 5 anni d’ età.

APPARATO RESPIRATORIO: la malattia polmonare cronica ostruttiva induce una serie di alterazioni che provocano riduzione del lume delle prime vie respiratorie, tosse e dispnea. Il collasso della trachea e dei bronchi e la bronchite cronica si associano alle valvulopatie e causano la sindrome del “cagnolino vecchio che tossisce”, osservata spesso in geriatria.

SISTEMA NERVOSO CENTRALE: le patologie del sistema nervoso centrale più frequenti nei pazienti anziani sono la mielopatia degenerativa e le conseguenze dell’ ernia del disco. La mielopatia degenerativa si osserva soprattutto nel pastore tedesco di oltre 5 anni, mentre l’ ernia del disco colpisce le razze di taglia nana.

APPARATO VISIVO ed UDITIVO: come negli uomini col passare del tempo aumentano le probabilità di perdere vista e udito per l’ animale (specialmente nel cane tra i 12 e i 13 anni). Questo però non crea grossi problemi se l’ animale mantiene efficiente l’ olfatto.

PREVENZIONE: si consigliano esami periodici e approfonditi della salute dell’ animale anziano, che deve seguire una dieta geriatrica impoverita parzialmente di proteine, calcio, fosforo e sodio.

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Thursday, June 8, 2006

VET CORNER: LA LEISHMANIA

La leishmaniosi è una malattia parassitaria che colpisce l’ uomo e diverse specie animali. Il cane rappresenta senza dubbio la specie più sensibile a tale malattia, che si manifesta con la sintomatologia polimorfa e con le lesioni che, per la loro gravità, molto spesso conducono a morte l’ animale.

EZIOLOGIA e CICLO BIOLOGICO: la Leishmania è un parassita unicellulare appartenente ai tripanosomi. Sono organismi dixeni, ossia completano il loro ciclo vitale tra due ospiti: uno vertebrato(cane, uomo, ecc.), l’ altro invertebrato(flebotomo o pappataceo). Il ciclo nel pappataceo inizia quando l’ insetto si nutre di un cane infetto. La leishmania compie parte del suo sviluppo nel pappataceo stesso. Questo passaggio è essenziale per il completo sviluppo della leishmania, la quale può, al termine di questa maturazione, essere trasmessa con il pasto di sangue ad un altro ospite. Nel cane il parassita si localizza all’ interno delle cellule, dette amastigoti, appartenenti al sistema immunitario, dove riesce a sopravvivere e a moltiplicarsi ulteriormente. I flebotomi sono insetti notturni che iniziano la ricerca del cibo al calare della notte, con picchi di massima attività intorno alla mezzanotte ed un’ ora prima del sorgere del sole.

EPIDEMIOLOGIA: la leishmaniosi è una malattia ad ampia distribuzione tropicale, subtropicale e mediterranea. In Italia la malattia nel cane è presente lungo la fascia costiera tirrenica e adriatica e nelle aree collinari fino ad un’ altitudine di 500-600 metri. Nel centro Italia la percentuale di diffusione è stimata intorno al 25%.

SINTOMATOLOGIA: la malattia non presenta predilizioni di sesso e non sembra essere influenzata dalla lunghezza del pelo; il 72,4% degli animali colpiti vive prevalentemente all’ aperto, il 16.1% vive sia in casa che fuori e solo l’ 11.5% vive in casa. I sintomi del cane con leishmaniosi sono estremamente variabili e possono interessare diversi organi e apparati. Tra i più frequenti troviamo: abbattimento, dimagrimento con appetito normale, segni d’ anemia, alopecia(soprattutto intorno agl’ occhi), aumento di volume dei linfonodi(in particolare gli scapolari e i plopitei), glaucomi ed emorragie retiniche, alterazioni renali, ematiche e intestinali.

DIAGNOSI: i mezzi a disposizione del clinico per la diagnosi di leishmaniosi sono: esami ematologici(con particolare cura per i tracciati elettroforetici) ed urinari, esami sierologici ed esami bioptici.

TERAPIA: la terapia contro la leishmaniosi rappresenta il problema più frustrante per il medico veterinario in quanto, con i mezzi farmacologici a nostra disposizione, non è possibile riuscire a debellare completamente il parassita. Il nostro scopo, quindi, sarà quello di controllare la sintomatologia il più a lungo possibile anche se la malattia può ripresentarsi in qualunque momento. La ricomparsa della malattia può avvenire anche per reinfezione. Attualmente il farmaco di prima scelta è l’ antimoniale pentavalente(GLUCANTIM) al quale si associa la somministrazione di allopurinolo(ZYLORIC), che prolunga il periodo di remissione della malattia. Prima di intervenire con la terapia è fondamentale valutare la funzionalità renale dell’ animale; se c’è insufficienza renale si cercherà di riportare i valori nella norma tramite fluidoterapia(flebo) e poi si procederà con GLUCANTIM e ZYLORIC.

PROFILASSI: si deve difendere l’ animale dal morso dei flebotomi tramite collari repellenti e soprattutto tenendolo al chiuso la notte.

NOTE: la possibilità di trasmissione della malattia dall’ animale all’ uomo è quasi impossibile e cmq nell’ uomo la leish è curabile. E’ opportuno fare un esame del sangue al nostro cane alla fine della stagione calda(se si abita in zone dove la leish è presente) in modo da affrontare il problema con immediatezza ed efficacia.

Posted by Capelli VS Ricko in 15:52:41 | Permalink | Comments (2)